• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » Lo Monaco gira le tre corde e il suo “Berretto a sonagli” va a dovere

17 Novembre 2011

Lo Monaco gira le tre corde e il suo “Berretto a sonagli” va a dovere

sebastiano-lo-monaco-foto-di-nino-ali-6
“Dalla novella e dalla commedia vien fuori che ci sono verità – frantumi, come di specchio, di una ignota verità – che, una volta scoperte o incautamente confessate, possono avere echi imprevedibili e molteplici, effetti liberatori o micidiali: e sono le verità che rovesciano o disgregano le apparenze, le «menzogne convenzionali»”, così scriveva Leonardo Sciascia sub voce “Verità” nel suo Alfabeto Pirandelliano. La novella a cui fa riferimento il brano sopra citato è appunto Verità, da cui Pirandello trasse poi la commedia Il berretto a sonagli che fino al 20 novembre sarà in scena al Teatro Carcano di Milano, per la regia di Mauro Bolognini ripresa da Sebastiano Lo Monaco, con una scenografia molto bella curata da Helena Calvarese.

Il primo tema della commedia è la coscienza a cui si contrappone la sfera del “nascondere”. Beatrice sa che il marito la tradisce, ma non ha rivelato alla madre il motivo dell’angoscia che la opprime perché teme che lei risponderebbe con un monito assolutorio: “Chiudi gli occhi: uomini sono!”. E invece bisogna dare al Cavaliere una bella “lezioncina”, senza dover arrivare alla tragedia, spiega la Saracena spingendola all’azione. Sotto l’altra metà del cielo, sul versante maschile, ecco Ciampa esporre la propria filosofia che ha per pilastro la precauzione: sardine e acciughe sott’olio, donne sotto chiave! Con le mani Sebastiano Lo Monaco che lo impersona dice, allude, domanda, sottolinea, spiega: per esempio il celeberrimo apologo delle tre corde che regolano il comportamento umano. Ciampa mette le mani avanti (non solo in senso figurato), avvertendo che chi non usa a tempo la corda civile, rischia poi di dover ricorrere a quella pazza per ristabilire “l’ordine”. Del resto siamo tutti pupi; ciascuno di noi magari non è contento della parte che gli è stata assegnata, ma l’importante è tenere altro il proprio pupo per conservare la considerazione degli altri. A questo punto l’attore si rivolge direttamente al pubblico esclamando: “se volete, potete anche ridere! Pare ‘na tragedia greca…!”, ottenendo finalmente la tanto attesa risata liberatoria e un caldo applauso per il quale ringrazia. Sciolto il ghiaccio, la commedia procede con un ritmo più disinvolto, ma Lo Monaco è bravo a tenere le redini per evitare che la commedia scada nella burla.
sebastiano-lo-monaco-OKfoto-di-nino-ali-1
Il secondo atto si apre con Fifì che apertamente dà più volte della pazza alla sorella, anticipando il motivo attorno al quale girerà ora la vicenda. Beatrice comprende in fretta che la bilancia si sta spostando a suo sfavore, perché “vergogna è dirle certe cose”, non farle. È il rispetto di questa doppia morale a conservare la santa pace domestica tanto cara al delegato Spanò che si fa forza del “verbale” per mettere a tacere i dubbi che rimordono la coscienza di Ciampa. Ma il poveruomo vede ormai smascherata la sua posizione di “becco” consapevole e si immagina già additato dalla gente per le vie della città. È pur consapevole di condividere con Beatrice la condizione di pupo “calpestato”, ma non gli basterà per riconoscerle quella solidarietà che lei non ha avuto per lui. E così le muove guerra, naturalmente secondo le regole non scritte del rispetto. “Si può aggiustare tutto, pacificamente” e il compromesso che lui escogita per preservare il “buon nome” di tutti è che Beatrice venga rinchiusa in manicomio per tre mesi. Non le costerà fatica far credere di essere pazza: le basterà gridare in faccia a tutti la verità!
Saul Stucchi

IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello

Regia: Mauro Bolognini ripresa da Sebastiano Lo Monaco
Interpreti: Sebastiano Lo Monaco, Marina Biondi, Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Isa Bellini, Franca Maresa, Rosario Petix, Elena Aimone

Produzione Sicilia Teatro
Scene di Helena Calvarese
Costumi di Cristina Darold
Musiche di Giovanni Zappalorto

Fino al 20 novembre 2011

Teatro Carcano
Corso di Porta Romana 63
Milano

Orari: da martedì a sabato 20.30; domenica 15.30
Biglietto: poltronissima 34 €; balconata 25 €
Prenotazioni: tel. 02.55181377; 02.55181362
www.teatrocarcano.com

Foto dello spettacolo di Nino Ali

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Il giradischi dei ricordi all’incontrario va…
  • Alcune proposte musicali per il mese di marzo
  • Mostra fotografica di Simone Cozzi a Vedano al Lambro
  • Recensione di “Dalla montagna perduta” di Pierre Jourde
  • “Le cose”: un racconto di Giovanni Granatelli

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi