Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questa mail di Roberto Tazioli, già Presidente dell’Associazione Camars.
Cari amici, innanzi tutto permettetemi un augurio a tutti voi per un felice e proficuo 2010.
Tuttavia non è questa la sola ragione di questo messaggio perché, essendo stato sollecitato in prima persona a diramare un comunicato sullo stato dell’arte dell’associazione, richiedendone al tempo stesso la massima diffusione possibile, debbo confermare a chi non lo avesse ancora saputo che l’associazione culturale “Camars” ha cessato ogni attività sociale nel corso dell’anno 2009. Non troverete per questo più alcuna informazione in rete, essendo stato dismesso anche il sito web.

Si è trattato di una decisione sofferta, presa già nel marzo dello scorso anno all’indomani della definitiva cementificazione di una porzione di circa 12 ettari del sito rinveniente della città etrusca sul Bisenzio al fine di dare corso all’ampliamento dello scalo merci dell’Interporto. Questa esiziale circostanza, accompagnata dal totale disimpegno nei confronti di quell’area da parte delle autorità preposte alla tutela dei beni archeologici, ci ha definitivamente convinto sul fatto che la nostra azione di studio e di supporto per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, afferente come noto alle antichità ed alle origini stesse degli insediamenti umani nel territorio bisentino, potesse considerarsi ormai esaurita.

Amarezza e delusione non sono state però le uniche ragioni. D’altronde il ruolo di un’associazione come Camars è stato soprattutto quello di pungolare, a tutti i livelli, la ricerca territoriale, offrendo direttamente un contributo concreto, certamente potendo contare sull’aiuto di tanti appassionati e cultori della storia locale che l’associazione ha incontrato in questi anni. Un ruolo speso specie per la diffusione delle conoscenze, azione questa che spesso è stata contrastata da quelle stesse autorità ministeriali alle quali ci indirizzavamo offrendo disinteressatamente collaborazione, producendo perlustrazioni e segnalazioni, istituzioni che non gradendo questo impegno, hanno agitato sospetti e preteso indagini nei confronti del sodalizio.
Non è questo però il tempo delle polemiche, vorrei invece ricordare che, specie dal 2003 in poi, Camars ha prodotto decine di studi, di rilievi topografici, perlustrato per chilometri ampi territori, depositando alle autorità distinte segnalazioni in merito a quanto si andava via via osservando di potenzialmente interessante nel paesaggio.
Camars ha soprattutto editato varie pubblicazioni a stampa, condotto conferenze, organizzato incontri ed escursioni, promosso attività culturali nelle scuole ed iniziative pubbliche insieme ad altri gruppi ed associazioni culturali, denunciando al tempo stesso abusi e elementi di criticità, giungendo persino a suscitare per le ragioni addotte interpellanze a livello di consiglio regionale e alla camera di deputati. Infine, dopo avere sostenuto appelli dal 2004 al 2007, con raccolte di firme in difesa dei diritti costituzionali per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali associate al patrimonio archeologico dopo la scoperta del sito etrusco di Gonfienti, ci siamo fatti promotori nel novembre 2008 di una “Carta dei diritti dei beni ambientali e del paesaggio” contenente un codice etico in difesa dei beni archeologici.

Vorrei anche ricordare come, grazie all’associazione Camars, siano stati evidenziati in questi anni numerosi siti archeologici e scoperte alcune importanti necropoli etrusche in Calvana, siano poi stati recuperati reperti dispersi in discarica nel territorio di Travalle, siano stati attivati, a livello internazionale, interventi di eminenti docenti universitari e giornalisti di stampa estera poi intervenuti a conferenze e con propri articoli sui temi.

In ultimo Camars, insieme ad altre associazioni e vari comitati di cittadini, si è fatta promotrice di specifiche richieste verso il pubblico per accrescere la diffusione delle scoperte e valorizzare anche in termini di indotto turistico le risorse archeologiche appartenenti alla comunità pratese, reclamando la pronta consegna alla città dei reperti archeologici da tempo restaurati provenienti dagli scavi di Gonfienti. Ma l’elenco delle proposte avanzate potrebbe essere certamente assai più lungo. Per brevità di sintesi, mi limito a quanto sopra espresso, colgo però l’occasione presente per ringraziare, anche a nome dei cinque soci fondatori, tutti coloro che hanno profuso con noi energie e collaborato, il gruppo dei soci “Amici di Camars” in primis, o partecipato alle nostre iniziative o solo seguito con interesse sulla stampa locale le attività svolte dall’associazione.
Un grazie a tutti.
Roberto Tazioli (già Presidente dell’Associazione)
Le foto sono di Giuseppe Centauro
Didascalie:
- Come appare l’area della domus dopo la pulitura del sito alla visita del 20 novembre 2009
- La bonifica archeologica prima della cementificazione nell’area dell’ampliamento scalo merci
- Lo scempio paesaggistico dello scalo merci dell’Interporto
- Un’antefissa della domus arcaica
- Manifestazione di sensibilizzazione per la tutela del sito di Gonfienti