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Voi siete qui: Arte » Le opere dinamiche di Andronaco alla Plaumann Art Gallery di Milano

1 Ottobre 2014

Le opere dinamiche di Andronaco alla Plaumann Art Gallery di Milano

Alla Plaumann Art Gallery di Milano si presentano i lavori di Fabio Andronaco: “Dipinti e fotografie, le parti di un Immenso”. Così come quelle famose acque del fiume Eracliteo, si distinguono le une dalle altre, l’arte in Fabio Andronaco è dinamica. «Le cose non hanno una realtà se non nel divenire delle cose, che è la forma dell’essere – scrive il filosofo greco – noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo». Infatti, come il fiume pur apparendo il medesimo contiene in sé il perenne divenire nel fluire delle acque, anche l’uomo nel compiere la stessa azione si differenzia, di volta in volta, da sé stesso, essendo egli in perenne trasformazione. «L’uomo nella sua ricerca del punto fermo dell’esistenza non accetta di essere parte di un organismo perpetuo in movimento», sottolinea Fabio Andronaco nel suo manifesto di Arte Dinamica dove descrive le radici da cui si genera tutto il suo lavoro artistico, dalle fotografie, ai dipinti.
ESPANSIONE DINAMICA“Dinamico dal greco δυναμικός (potente) e da δύναμις, (forza), significa in movimento, in moto, in relazione alle forze che provocano il moto stesso, ricorda e spiega l’artista; si dice anche di qualcosa che si evolve producendo determinati effetti poiché è dotato di energia, forza vitale, in movimento”. Il discorso messo in atto in questo manifesto, dunque, non si concentra solamente sulla sua pratica artistica in quanto tale, ma si muove nel territorio della filosofia, al quale approda attraverso la sua sensibilità aperta all’esistenziale, alla vicenda umana. Olistico è il seme che mette a frutto ogni sua propagazione filosofica e creativa. «Soltanto attraverso una visione olistica dell’essere umano e del suo approccio alla vita, l’uomo riuscirà a superare i grandi contrasti che caratterizzano la nostra epoca. Il termine olistico, dal greco όλος, cioè tutto, intero, si rifà alla teoria secondo cui l’organismo costituisce una totalità organizzata, non riconducibile alla semplice somma delle parti componenti».

Si filosofeggia dinanzi ai suoi dipinti che catturano l’attenzione oltre che per l’estrosità delle forme anche per i titoli, dai quali sopraggiungono i contenuti insiti nell’opera, di natura concettuale. Conversando con l’artista dinanzi a linee curve che intersecano linee rette presenti in “Forze elementari” in un groviglio di colori quasi mistico, si scopre che con questo titolo e il suo esplicarsi, si vogliono rappresentare «Le forze, gli elementi che giocano all’interno della nostra psiche. Bisogna imparare a dominarle/i altrimenti saranno loro a dominarci».

Il suo percorso fotografico non si allontana da quello pittorico nel senso che in entrambi l’immagine rappresentata è oltre che un piacere estetico, anche un pretesto per dialogare sull’uomo, sul mondo, su ciò che ci circonda o che portiamo segretamente all’interno di noi stessi. Le domande che ci si pone dinanzi al suo percorso fotografico, possono essere per esempio, come egli commenta: «Cos’è il mondo, come si è trasformato, perché siamo arrivati fino a qui, come mai siamo così? ». Ma non solo…  ci si domanda quale sia il mistero del femminile, si cercano delle risposte continue come lascia intendere in “Mistero nel vetro” dove il volto di una donna velatamente appare e si lascia guardare.  I suoi scatti sono anche un inno alla bellezza del creato, della madre natura, della donna che secondo l’artista è «la massima espressione della bellezza che esiste nel mondo. Negli occhi risiede il suo potere».
Valentina Cavera

Plaumann Art Gallery
Via Santa Marta 8
Milano

www.galleryplaumann.com

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