Il documento non è ancora disponibile (ma lo sarà già da domani), tuttavia può essere considerato una buona base di partenza. A parlare del “manifesto della sagra” è Davide Paolini, ideatore e anima di Territori in Festival, manifestazione arrivata quest’anno alla quarta edizione, ospitata come sempre a Montecatini Terme.
Si è appena conclusa la presentazione che Paolini ha voluto dedicare, riprendendo il filo dove l’aveva lasciato l’anno scorso, al tema dell’identità. Si fa in fretta, infatti, a parlare di sagra e sull’intero territorio nazionale è tutto un proliferare di iniziative che si autodefiniscono con questo termine.
Se da una parte lo si può considerare una prova dell’innegabile successo di questa formula, dall’altro il danno che le “vere” sagre subiscono dalla concorrenza di quelle “false” è un problema sempre più grave e a pagarne le conseguenze sono, come sempre, i visitatori-consumatori.
Paolini ha esordito annunciando che il documento in questione è ormai in fase di stesura, anche se quella che domani verrà resa pubblica non dovrà essere considerata la versione definitiva. È più corretto parlare di work in progress, ovvero di manifesto aperto alle correzioni e alle annotazioni di tutti gli attori impegnati in questo settore in forte fermento.
Ma chi deve occuparsi della organizzazione di una sagra, ha domandato Paolini. Le Pro Loco, ha risposto Alberto Lupini della rivista online Italia a tavola. Insieme alle associazioni di volontari, le Pro Loco devono dare avvio a un comitato che coinvolga tutti gli altri attori: produttori, ristoratori e imprenditori.
Questo “comitato” dovrebbe rappresentare tutte le realtà in causa. Da parte sua Claudio Nardocci, presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), ha sottolineato il problema della serietà degli organizzatori, per evitare il diffuso fenomeno delle sagre “organizza e fuggi” che tanti danni fanno al territorio su cui si svolgono. La tutela e la conservazione sono due aspetti fondamentali, ma è vitale anche l’esigenza di rinnovamento.
Più che di “comitato”, Nardocci preferirebbe però che si parlasse di “alleanza per il territorio”. Queste associazioni dovrebbero avere le competenze per organizzare e gestire le sagre. Questi eventi, se correttamente gestiti, danno lavoro a nuove figure professionali, come piccoli imprenditori dell’ospitalità e della produzione di alimenti tipici.

Aldo Cursano, Vice Presidente della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), ha ribadito che una sagra originale dà un valore aggiunto al territorio in cui si svolge. Il problema è la banalizzazione che svilisce la vera natura di questi eventi, momenti di aggregazione e valorizzazione.
Bisogna fare quadrato attorno all’autenticità delle sagre per consentire che continuino a contribuire alla crescita economica dei luoghi interessati. Anche Esmeralda Giampaoli, presidente della Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici (FIEPET), ha insistito sui temi della chiarezza e della difesa della qualità, campo sul quale l’Italia gioca la sua sfida con i competitors europei e internazionali.
Ma quali sono i veri valori di una sagra, ha domandato Paolini a Michele Corti di Ruralpini che ha detto di riconoscere nei paletti fissati dal “manifesto” dei valori già sufficientemente qualificanti. Quelle che non li soddisfano dovrebbero chiamarsi “feste popolari”, non “sagre”.
Paolini ha quindi espresso l’augurio che venga riconosciuto un ruolo adeguato alle vere sagre, attraverso l’introduzione di una disciplina che elenchi quelle “doc”, le uniche in grado di vantare tutte le caratteristiche necessarie.
Ad Alessio Cavicchi, ricercatore di Economia Agraria presso l’Università degli Studi di Macerata, ha chiesto se è già possibile fare qualcosa del genere e come si comportano i principali paesi stranieri. Cavicchi ha spiegato che, paradossalmente, sono i paesi con poche sagre ad aver introdotto molte regole (per esempio Stati Uniti e Gran Bretagna), mentre quelli del Mediterraneo, che ospitano un numero molto elevato di sagre, possono contare su pochissime regolamentazioni.
Per oggi il dibattito si è concluso qui, ma siamo certi che l’argomento rimarrà di attualità ancora a lungo, almeno finché non sarà più necessario aggiungere l’aggettivo “vera” per qualificare una sagra.
Saul Stucchi
TERRITORI IN FESTIVAL 2010
IV edizione
24 – 25 – 26 Settembre 2010
Montecatini Terme (PT)
Per saperne di più:
www.territoriinfestival.com/blog