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26 Settembre 2006

La Giovine Italia

In programma a partire dal prossimo 14 ottobre presso lo Spazio d’arte di Gambettola (Cesena), la mostra “La Giovine Italia. Omaggio degli artisti italiani a Giuseppe Mazzini nel bicentario della nascita”. Un riconoscimento a uno dei più importanti personaggi della storia italiana, che mira a valorizzare in pieno il ricchissimo arco di nuovi talenti che l’Officina Italia ha visto nascere nell’ultimo decennio, cioè esattamente da quando, nel ’97, Barilli, storico e critico dell’arte nonché curatore della mostra, documentò le presenze in atto entro il 1997 nella mostra omonima, a Bologna e in altre sedi emiliano-romagnole. Un cammino lungo una decade che ben evidenzia i cambiamenti e le trasformazioni intercorse nell’arte italiana.

Giuseppe Mazzini

Sul finire del Novecento si registrava un picco estremo verso la smaterializzazione dell’arte, tanto che si parlava di un postconcettuale esteso a macchia d’olio, con ricorso prevalente a fotografia, video, inserti verbali. I poteri della mente sembravano dominare su quelli della mano e delle materie sensibili. Ma dopo quell’estremo, è scattato inevitabilmente un movimento in senso contrario che vede il recupero di elementi fisici. Una simile direzione di marcia è senza dubbio propiziata dal ruolo sempre più incisivo assunto dalla partecipazione femminile, basti fare i conti, sui 18 selezionati in questa rassegna, un terzo è di donne artiste, che confermano quella dote di sicura vicinanza alle forze della vita quale si conviene alla loro condizione umana. E così, Sergia Avveduti, pur partendo da severe riflessioni concettuali, le collega a ottimi manufatti di ebanisteria, Enrica Borghi riscopre il fascino dei motivi decorativi, Claudia Losi si avvale di materiali tessili, giocando in pieno la carta del “soffice”, il che si può ripetere per Sissi, e anche la coppia Marinangeli-Placucci, unite nel lavoro, confezionano sorprendenti teatri di ombre, ma a partire da vani domestici.

Mazzini - Dal risorgimento all'europa

Alice Cattaneo per parte sua anima gli ambienti investendoli con elementi aerei tenaci e avvolgenti. Naturalmente, i loro colleghi non intendono essere da meno, e dunque si cimentano anche loro su materiali teneri e ben provvisti di sensuosità, come risulta dagli intagli lignei di Pierluigi Calignano, o dagli ammassi di Gianni Caravaggio che sembrano disintegrarsi a contatto con l’atmosfera. Parrebbe invece che Loris Cecchini si ostini a puntare su strutture metalliche, ma queste risultano sottoposte a una scarica tremenda che le sconvolge e le attorce. Perino e Vele assemblano, anche loro, materiali che vengono dai ripostigli di famiglia, di cui hanno la fragilità, ma anche un confortevole sapore di memoria. Diego Soldà conduce degli esami stratigrafici sul colore, mentre Andrea Melloni, forse il più “mentale”, si adopra tuttavia a sollecitare effetti acustici, anch’essi ben avvertibili.

In un clima del genere si attenua l’interdetto nei confronti della “vecchia signora”, la pittura, purché non pretenda di rinascere in forma del deprecato dipinto quadrangolare, e così Andrea Mastrovito la fa proliferare liberamente nello spazio, Francesco Spampinato ne ricava dei rosoni, dei mandala, mentre Alessandro Roma la pratica secondo un polistilismo aperto a tutte le combinazioni. Francesco Simeti rilancia il genere classico e tradizionale dei fregi per interni, ma li compila con elementi desunti da dati pungenti di cronaca. Gabriele Picco monta un universo di burattini che si levano arguti e protervi, mentre Federico Maddalozzo gioca sistematicamente sullo scarto che esiste tra il colore riportato e quello reale, tra le cose e le ombre. Senza pretese di ridurre l’arte italiana a queste 18 presenze, la mostra vuole però premiare questo gruppo che disegna fuori da ogni dubbio un profilo di sorprendente e completa attualità.

La mostra, nel periodo metà gennaio 2007 – febbraio, verrà trasferita a Bologna, nel magnifico spazio per esposizioni temporanee della Pinacoteca nazionale in Via Belle Arti, gestito dalla Soprintendenza per i beni storico-artistici. In tal modo sarà visibile al momento di Artefiera, prevista per la fine di gennaio.

La giovine Italia. Omaggio degli artisti italiani a Giuseppe Mazzini nel bicentario della nascita. A cura di Renato Barilli

14 ottobre-26 novembre 2006, Galleria D’Arte “Fabbrica” – Sala dei Sacchi e Sala delle Colonne, Gambettola (FC), via Carducci 119, tel. 0547.52115

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