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Voi siete qui: Storia » La dinastia Tudor riunita al Musée Luxembourg di Parigi

6 Luglio 2015

La dinastia Tudor riunita al Musée Luxembourg di Parigi

C’è tempo fino al 19 luglio per visitare al Musée du Luxembourg di Parigi la mostra I Tudor. Con un percorso espositivo in sette tappe si propone di presentare al pubblico (francese, ma non solo, considerando i numerosi turisti che da tutto il mondo convergono in ogni stagione nella Ville Lumière) la dinastia che fece la storia dell’Inghilterra durante il XVI secolo. I cinque sovrani che la compongono si meritano ciascuno una sezione, a cui fa da preambolo una sala intitolata “Una dinastia, una leggenda”, mentre il capitolo finale è riservato significativamente all’aspetto “spettacolare” della dinastia stessa.
È il caso in apertura di ricordare nomi e date dei cinque protagonisti:

  • Enrico VII: 1457 – 1509. Regno: 1485 – 1509
  • Enrico VIII: 1491 – 1547. Regno: 1509 – 1547
  • Edoardo VI: 1537 – 1553. Regno: 1547 – 1553
  • Maria I: 1516 – 1558. Regno: 1553 – 1558
  • Elisabetta I: 1533 – 1603. Regno: 1558 – 1603

L’allestimento è piuttosto pesante, con moquette e pareti color viola e una debole luce a illuminare le teche. Si comincia con l’ascesa al trono di Enrico VII, nel 1485, all’età di 28 anni, grazie alla vittoria nella battaglia di Bosworth che pone fine alla Guerra delle Due Rose. I Lancaster hanno sconfitto gli York di Riccardo III. Sono esposti documenti storici e ritratti, come quello che raffigura il fondatore della dinastia, realizzato da un anonimo artista dei Paesi Bassi, prestato dalla National Portrait Gallery di Londra.
Van-Cleve_Henri-VIIII rapporti tra l’Inghilterra sotto Enrico VIII e la Francia sono richiamati da due ritratti per mano di Joos Van Cleve, datati entrambi attorno al 1530/35: nel primo è immortalato il celeberrimo Enrico VIII e nel secondo il re di Francia Francesco I. C’è poi un ritratto a figura intera del sovrano inglese, opera di Hans Holbein il Giovane e una sua armatura, da cui si evince chiaramente che Enrico era di statura piuttosto alta e aveva un fisico atletico.

La mini-sezione dedicata alle sue mogli è probabilmente la tappa che più attira il pubblico nell’intero percorso. Tra storia e leggenda viene succintamente rievocata la sorte di ciascuna di esse, da Caterina d’Aragona, ripudiata per Anna Bolena (che sarebbe poi stata giustiziata), fino a Caterina Parr, passando tra le altre per Jane Seymour, morta pochi giorni dopo aver dato alla luce Edoardo (il futuro sovrano), e Caterina Howard, fatta decapitare. Non esistono loro ritratti di sicura identificazione realizzati mentre erano in vita.

Di Edoardo VI, invece, sono presenti quattro ritratti, alcuni opera di Hans Holbein il Giovane. Uno è molto particolare: si tratta infatti di un ritratto anamorfico: un puntino nel lato corto della teca permette di vederlo normale, mentre se ci posizioniamo di fronte, vediamo il sovrano “deformato”. Forse fu dipinto da William Scrots, successore di Holbein come pittore meglio pagato della corte inglese. Nella parte che indaga la storia dell’Inghilterra tra Riforma e Cattolicesimo c’è una tavola con una scena molto originale in cui compaiono Edoardo VI e il papa e sullo sfondo un atto di iconoclastia che fa pensare ai corsi e ai ricorsi della storia.

Adesso è il momento di Maria. La vediamo raffigurata nel 1544 come Lady Mary, all’età di 28 anni, per l’annullamento delle nozze dei suoi genitori. Allora non era una principessa, ma una figlia illegittima.

Per comprendere la personalità di Elisabetta I è utile questa citazione, tratta da un suo discorso al Parlamento:

Mi basterà questo: che una lastra di marmo dichiari che una regina, avendo regnato tanto a lungo, sia vissuta e morta vergine.

Tudor_ElisabethLa sovrana diceva inoltre di sé: “Ho il cuore e lo stomaco di un re”.
Qui sono esposti medaglie, pendenti e cammei. In una teca c’è un anello con un doppio ritratto, quello della regina e quello di sua madre Anna Bolena, figura tabù a corte. Spettacolare è il cosiddetto Ritratto dell’Armada, realizzato dopo la vittoria sull’Armada Invencible spagnola. E poi ci sono i suoi pretendenti: Erik XIV di Svezia, il principe Francesco Ercole di Valois e il favorito, Robert Dudley. Ad un certo punto Elisabetta pensò di accasarlo con Maria Stuarda, allora regina di Scozia.

L’ultima sezione ospita bozzetti di costumi teatrali e racconta come i letterati, tra cui Shakespeare, Walter Scott e Victor Hugo, hanno presentato i vari membri della dinastia. E l’ultima parola spetta al Bardo e più precisamente al suo Enrico VIII: “All is true”. Da prendere naturalmente con beneficio d’inventario.
Saul Stucchi

Didascalie:
Joos van Cleve
Enrico VIII, 1530-1535 circa
72,4 x 58,6 cm. Olio su tavola
Londra, The Royal Collection
© Royal Collection Trust/© Her Majesty Queen Elizabeth II 2014

Artista inglese
Elisabeth I, 1600 circa
127,3 x 99,7 cm. Olio su tavola
Londra, National Portrait Gallery
© National Portrait Gallery, London, England

I TUDOR
Fino al 19 luglio 2015

Info:
http://museeduluxembourg.fr

ATOUT FRANCE
www.rendezvousenfrance.com

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