In scena al Teatro Leonardo da Vinci Milano lo spettacolo La caccia con un Luigi Lo Cascio in splendida forma. Curioso. Ironico. Teso. Ma l’aggettivo migliore per definire lo spettacolo “La caccia” che ha debuttato ieri sera al teatro Leonardo da Vinci di Milano è “straniante”. Del resto Le Baccanti, il testo euripideo da cui prende spunto, sono la tragedia dell’estraniamento per definizione.
Lo spettatore viene immediatamente spiazzato dalla proiezione di un video in cui compare un ragazzino che pontifica, con una loquela e una gestualità degne di Philippe Daverio, sulla possibilità o meno di rappresentare oggi una tragedia. E che dire del rapporto tra mito e rito? Anticipa che no, Dioniso non sarà sulla scena.
Protagonista è Penteo, signore di Tebe, alle prese con uno straniero dai biondi riccioli profumati che mina l’ordine cittadino, conducendo sui monti le donne della polis, prese da bacchico furore. Luigi Lo Cascio è in grande forma. La sua voce esplora tutti i toni della rabbia, prima trattenuta, poi via via sempre più fuori controllo, della disperazione, del dubbio, dell’opposto femminino.
Arriva a fare il tribuno sul podio, imitando alla perfezione la mimica di Hitler, con entrambe le mani a stringere la cintura. Con tanto di boati della folla in delirio a chiudere le sue feroci allocuzioni con progetti di sterminio di cui sarà invece vittima.
Caccia, invasamento e delirio di massa sono i temi attorno a cui ruota lo spettacolo. Penteo deve subire l’umiliazione del travestimento, della perdita d’identità, dell’immedesimazione con quanto lui maggiormente aborre, prima della sconfitta finale. Ha commesso il peccato di muovere guerra, lui uomo, a un dio, pur straniero ed effeminato. La potenza di Dioniso piega la sua forza per farlo muovere come un burattino.
Le scene di Penteo sono intervallate da intermezzi sarcastici multimediali: su un piccolo telo vengono proiettati improbabili (ma in fondo non troppo…) spot pubblicitari. Ecco reclamizzati i portentosi ritrovati Epos ed Epos Plus che trasformano una vita qualunque in una vera avventura degna di un eroe greco. La pubblicità come forma di straniamento, di perdita di ragione…
A queste gag registrate si sono prestati anche Fabrizio Gifuni e Alessio Boni (“la meglio gioventù”, per dire…). Si finisce in macelleria a disquisire dei segreti della carne, con tanto di ricetta di carpaccio, mente il puer ex machina – uno strepitoso Pietro Rosa che si materializza alla fine della prima per raccogliere i meritati applausi del numeroso pubblico – scherza sulla “esecuzione” della scena madre.
Uno spettacolo davvero originale.
Saul Stucchi
Foto di Marianne Boutrit
Dopo le repliche milanesi lo spettacolo farà tappa a Vigevano (Civico Teatro Antonio Cagnoni, 17 marzo), Scandiano (Teatro Boiardo, 18 marzo), Genova (Teatro Gustavo Modena, 19-20 marzo), Casalecchio di Reno (Teatro Alfredo Testoni, 25-26 marzo), Cesena (Teatro Bonci, dal 27 al 30 marzo), Correggio (Teatro Asioli, 2 aprile), Cosenza (Teatro Alfonso Rendano, dal 4 al 6 aprile).
Teatro Leonardo
via Ampère 1, ang. piazza Leonardo da Vinci
Milano
Orari: da martedì a sabato ore 20.45; domenica ore 16.00
Biglietti: intero € 21,50; ridotto € 14,50; martedì € 12,50 (inclusi di diritto di prevendita)
Prenotazioni: 02 71.67.91 (11.30/20 mar/sab) – 02 266.811.66 (15.30/19.30 lun/sab)
Info: www.elfo.org – biglietteria@elfo.org