Paul Klee e Fausto Melotti non si sono mai incontrati di persona, anche se si sono sfiorati a metà degli Anni Trenta a Milano. Hanno condiviso la passione per l’arte e per la musica e le numerose affinità tra le loro opere hanno fornito a Guido Comis e Bettina Della Casa la solida base d’appoggio su cui costruire la mostra appena inaugurata al Museo d’Arte di Lugano, visitabile fino al prossimo 30 giugno. Ma i curatori non si sono accontentati di dimostrare che le opere dei due artisti “stanno bene insieme”: sarebbe stata una giustificazione insufficiente per realizzare questa esposizione che rappresenta l’ultima grande mostra della legislatura e insieme l’ultima tappa di un percorso iniziato nel 2004 (parole di Giovanna Masoni Brenni, titolare dei Dicasteri delle Attività culturali e del Territorio).
In un rapporto dialettico tra loro che i risultati consentono di definire proficuo, i curatori hanno dissezionato l’iniziale constatazione delle notevoli somiglianze tra Klee e Melotti, facendola letteralmente in dieci pezzi che sono diventati i temi centrali delle rispettive sezioni in cui si snoda la mostra. Si parte naturalmente dalle origini, avvicinando le opere della fine degli Anni Venti di Melotti a quelle del periodo di Monaco di Klee. I due artisti iniziarono la carriera in atmosfere profondamente differenti e già in partenza si comprende che il percorso ha – anche – l’obiettivo di mettere in risalto le divergenze.
Nulla si può dire di Klee come conoscitore di Menotti, mentre esistono tracce che permettono di ricostruire almeno in parte la conoscenza delle opere di Klee da parte di Menotti. La mostra è costruita sulle analogie, hanno detto in conferenza stampa i curatori, consapevoli però del loro limite. È molto significativa la selezione di citazioni dei due artisti, riprodotte su un pannello: “L’arte è una similitudine della creazione. Essa è sempre un esempio, come il terrestre è un esempio cosmico”, ha detto Klee, a cui Menotti ha “risposto”: “Le analogie e le similitudini possono essere illuminanti, ma non arrivano alla definizione. Lo spirito dell’opera d’arte, come l’anima umana, è indefinibile”. 
Mentre il colore delle pareti delle sale volutamente muta per sottolineare un senso di progressione, il visitatore compie un viaggio in dieci stazioni, in ciascuna delle quali può confrontarsi con due visioni. Ecco per esempio come Klee e Melotti affrontano il tema del teatro e del circo o quello – infinito – della natura, tra paesaggio e città; ma anche il mondo animale: e qui i curatori ci tengono a sottolineare che la loro non è stata una scelta arbitraria perché entrambi gli artisti trovavano negli animali una sfera intermedia tra il trascendentale e l’umano.
Le opere – ha detto Della Casa – testimoniano della levità dei due artisti a cui fa da contraltare la densità del dialogo, così che il percorso è una sorta di sala da ballo in cui si esprime al meglio la danza tra Klee e Melotti. E dove Melotti è rigoroso e cadenzato, Klee si dimostra mobile ed esorbitante, ha aggiunto Comis, definendo Klee artista del colore e Melotti architetto del segno.
L’aspetto musicale, centrale nel percorso espositivo e uno dei punti di forza di una mostra molto bella, è stato invece presentato in conferenza da Christian Gilardi. I due artisti avrebbero potuto suonare insieme: uno era pianista, l’altro violinista. È stato Paolo Repetto a curare la relazione tra arte e musica nei due artisti, piuttosto conservatori in campo musicale ha detto Gilardi. Apprezzavano infatti entrambi compositori con un forte ancoraggio nella tradizione. Così in mostra si possono ascoltare brani dei loro autori preferiti e a corollario dell’esposizione è stato organizzato un ricco programma di concerti. Primo appuntamento il 12 aprile con un concerto di musica classica contemporanea, mentre il 2 maggio Paolo Repetto terrà una conferenza-concerto dal titolo “La visione dei suoni. Klee, Melotti e la musica”. Infine il 3 maggio ci sarà un concerto sinfonico con musiche di Ravel, Brahms e Mozart.
Saul Stucchi
Didascalie:
© Archivio Melotti, Milano
KLEE-MELOTTI
Dal 17 marzo al 30 giugno 2013
Museo d’Arte
Riva Caccia 5
Lugano
Orari: da martedì a domenica 10.00-18.00; venerdì 10.00-21.00
Chiuso il lunedì, tranne le aperture straordinarie del 1° aprile, 20 maggio e 17 giugno.
Biglietto: intero 12 CHF; ridotto 8 CHF
Informazioni:
Tel. +41 (0)58 866 7214
www.mda.lugano.ch