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Voi siete qui: Arte » Kandinsky e l’Astrattismo

23 Maggio 2007

Kandinsky e l’Astrattismo

Continua con grande successo la mostra Kandinsky e l’Astrattismo in Italia. 1930 – 1950, allestita  a  Palazzo Reale  fino al prossimo 24 giugno. L’allestimento, curato da Luciano Caramel e organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, ricostruisce sapientemente il rapporto e l’influenza che ebbe la grande pittura di Wassily Kandinsky sull’avanguardia italiana.

L’evento è molto importante, anche perché celebra, a distanza di sessant’anni, l’altrettanto importante rassegna che nelle stesse sale si aprì l’11 gennaio del 1947 sull’Arte italiana e concreta, la prima grande mostra in Europa di arte astratta dopo la fine della guerra, dove Kandinsky era uno dei maestri europei presenti, accanto agli italiani Bassi, Bonini, Licini, Mazzon, Munari, Rho, Ettore Sottsass e Veronesi. Il percorso espositivo inizia con la maestosa Composizione VII di Kandinsky, l’opera della sua svolta espressiva verso l’Astrattismo; accanto ad esso molto interessanti anche altri preziosi quadri realizzati dall’artista nello medesimo periodo, tra cui spiccano, su tutte, le forme giocose e sospese di Blu Cielo. Si tratta per lo più delle opere risalenti al periodo intorno agli anni Venti, vale a dire di quelle più vicine all’astrattismo italiano. Probabilmente quella dedicata a quest’ultima corrente è quella più interessante e importante, sia per il copioso numero di tele esposte, sia perché molto articolata e complessa, fedele testimone delle evoluzione dell’arte nazionale di quel periodo.

Le opere esposte sono tantissime, suddivise in numerose sezioni che ne esplicano gli sviluppi e le diversificazioni geografiche. Si va dall’Astrattismo dei comaschi, molto vicino all’arte di Kandinsky, da Badiali, Rho e Radice, alle complesse costruzioni costruttivista di Munari alle tele di Prampolini, del raffinatissimo Licini, Magnelli, Tancredi. Oltre cinquanta artisti per ben 170 opere tra i più grandi che fecero l’arte contemporanea italiana, dal 1930 al 1950. Notevoli i lavori di Lucio Fontana, fondatore dello spazialismo, e quelli del cineasta Luigi Veronesi, che mescolano sapientemente pittura e fotografia astratta, con le bellissime pellicole colorate a mano dallo stesso Veronesi. Interessantissima l’ultima sala, dedicata in parte agli artisti che ruotavano intorno al gruppo Forma, come Sanfilippo, Perilli e Carla Accardi, e ai due veneziani Tancredi e Santomaso.

Kandinsky e l’astrattismo in Italia. 1930 – 1950
Fino al 24 giugno, Palazzo Reale, Piazza Duomo – Milano
Orari: 9.30 – 19.30; giovedì 9.30-22,30; lunedì 14.30-19.30, chiuso lunedì mattina. Aperta sabato 2 giugno 2007
Ingresso: intero € 9,00; ridotti: € 7.50 e € 4,50. La biglietteria chiude un’ora prima.
Informazioni: Tel. 02 54913
Catalogo: Mazzotta

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