Corpi d’autunno tra le foglie rosse e gialle, nel tepore di un cappotto tra le strade di città e sui profumati vapori nelle sale da tè; corpi d’autunno come il titolo della collettiva alla Galleria Agorarte (fino al 15 gennaio ), un luogo tiepido e mite dove si dà addio all’estate e si dà il buongiorno all’inverno che ha mani gelide ma sangue caldo, che sempre si rinnova.
In Armando Fettolini (Milano, 1960) cani randagi si aggirano in terre malinconiche, scarne;nere bestiole si perdono in paesaggi deserti, diroccati, (creati in tecnica polimaterico su legno), mantenendo senza sosta quell’agile controllo su se stessi e sul mondo, dando la parvenza d’essere umani e sembrando quasi vivi nelle istallazioni in legno.
Corpi d’autunno in Andrea Cereda (Lecco, 1961) si tramutano in sculture di lamiera, in ferro, color ruggine e corrose dal tempo. Luccicano come “foglie cadenti”, guardano il mondo e paiono deambulare come “cani randagi; quelli usati da Cereda sono solo pezzi di materiale avariato, abbandonato che modellato acquista a tutti gli effetti le proprietà di un’opera d’arte unica nel suo genere.

Le creature colorate senza volto e senza sguardo di Fabio Presti (Catania, 1975), disegnate su grandi tele o su lino, danno la sicurezza che l’inverno al quale ci si sta preparando non sarà eterno, ma solo una parentesi colma di pensieri, a volte di lacrime che macchiano la nitida musicalità dei ritmi quotidiani rendendoli parzialmente drammatici. Le rappresentazioni a volte sono ricordi che indagano sull’esistenza nei quali tutti si possono rispecchiare… altre volte sono delusioni o regali che non si vogliono più tenere tra le mani… forse sono solo amarezza.
Le donne di Nicola Delvigo rapiscono lo spettatore in un vortice di colori, in quegli infiniti fantastici, in quegli universi enigmatici di sensi rammemoranti paradisi perduti, che lo conducono alla primavera tanto attesa; le gigantografie di donne o incantevoli ninfe, disarmanti per la loro bellezza, sensuali e spregiudicate al tempo stesso, sono realizzate mediante collage di fotografie, ritagli di giornale, ridipinte ad olio, accentuando i particolari con l’uso di matite, pastelli e carboncini.
Valentina Cavera
Galleria Agorarte
Viale angelo Filippetti 41
0253584715
www.agorarte.com