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Voi siete qui: Arte » Il preraffaelita Ford Madox Brown torna in mostra nella “sua” Gent

11 Maggio 2012

Il preraffaelita Ford Madox Brown torna in mostra nella “sua” Gent

Rimane tempo fino al prossimo 3 giugno per visitare la mostra che il Museo di Belle Arti di Gent, nelle Fiandre, dedica a Ford Madox Brown, pioniere del movimento preraffaellita. È una bella occasione per scoprire questo artista che fu fortemente influenzato dall’arte rinascimentale italiana. Il percorso espositivo si apre con una sezione biografica in cui l’attenzione dei curatori è focalizzata sulla famiglia dell’artista inglese (ma nato in Francia, esattamente a Calais nel 1821), per poi indirizzarla verso i suoi primi lavori, realizzati sotto l’influsso di Delacroix e di altri pittori francesi romantici. Di quest’epoca rimangono poche opere, molto scure e dai toni drammatici. Ford Madox Brown studiò arte nelle accademie delle Fiandre: Brugge (Bruges), Gent (Gand) e Anversa, prima di soggiornare a Parigi e fare infine ritorno in Inghilterra, a Londra.
Brown_museo
Nel Ritratto della famiglia Bromley del 1844 vediamo la giovane moglie Elisabetta (sua cugina), in posa accanto alla madre vedova. Elisabetta sarebbe morta due anni dopo di tubercolosi. Al 1844-45 risale il piccolo autoritratto realizzato a olio su cartone, collocato vicino a un altro autoritratto eseguito nel 1850 e ritoccato nel 1853. Questa indicazione nella didascalia dell’opera rivela l’abitudine dell’artista a tornare, anche a molti anni di distanza, sui suoi quadri per apportarvi delle modifiche, come per esempio in Manfred sulla Jungfrau, dipinto con colori scuri nel 1841 e ridipinto in tonalità più chiare venti anni dopo per aggiornarlo secondo i dettami dello stile preraffaellita.
Brown_Manfred
La passione per la storia e la letteratura inglese – su tutti gli autori Brown prediligeva Shakespeare e Byron – si manifesta in numerose opere, tra cui una serie di sedici illustrazioni che il pittore dedicò alla tragedia di Re Lear: in mostra ne sono esposte sei.

Il viaggio in Italia del 1845-46, affrontato con lo scopo di corroborare la debole salute di Elisabetta, ebbe conseguenze tragiche per la consorte che morì durante il viaggio di ritorno, ma impresse un radicale cambio di direzione alla sua arte che si vestì di colori più luminosi e di uno stile più naturalistico, anche grazie all’incontro con i pittori cosiddetti Nazareni, artisti tedeschi che si riallacciavano al Quattrocento italiano.

Brown subì l’influenza anche dell’arte rinascimentale italiana e della pittura fiamminga, ma i suoi temi furono sempre inglesi, a testimonianza del forte patriottismo che provava. A sua volta influenzò la confraternita preraffaellita, prima ancora che essa venisse costituita da Dante Gabriel Rossetti, William Hunt e John Everett Millais nel 1848, senza però mai farne parte.
Brown_Last
Una sala è dedicata al periodo trascorso nelle Fiandre, con la presentazione di alcune opere dei suoi maestri (allievi di Jacques-Louis David) e dei compagni di studi: anche in questo caso predominano i temi storici e letterari. Ma il cuore dell’esposizione è la sezione che celebra Ford Madox Brown come pittore della vita moderna, attento ai temi sociali e pronto alla denuncia con la sua arte. Qui è esposta l’opera intitolata Take your son, in cui è raffigurata una madre che presenta il bambino al padre, riflesso nello specchio alle sue spalle, come nel celebre ritratto degli sposi Arnolfini di van Eyck. Nel quadro L’ultimo degli inglesi, il tema della madre col bambino si intreccia a quelli dell’immigrazione e della povertà patita dall’artista, incapace di dare sostegno alla propria famiglia.
Brown_Work
Ma il capolavoro assoluto è Work, l’opera di tutta la sua vita, a cui lavorò in diverse fasi dal 1852 al 1865. È una vivida scena di strada immortalata con un realismo straordinario e insieme un’allegoria del lavoro nella società vittoriana. La confusione che al primo sguardo colpisce lo spettatore è quella propria della vita urbana moderna (a metà del diciannovesimo secolo!). Nella sala sono esposti anche studi e disegni preparatori per l’opera.
Brown_Irish
Il percorso si conclude con una sezione dedicata alle opere di Brown come designer e disegnatore di vetrate e con un’ultima sala in cui sono esposti alcuni ritratti, compreso quello della bambina irlandese che è stato scelto come “immagine” della mostra.
Saul Stucchi

PS: Qui sotto potete ascoltare l’intervento di Saul Stucchi alla trasmissione di Radio Popolare I girasoli, condotta in studio da Tiziana Ricci.

https://www.alibionline.it/audio/FMBrown.mp3

FORD MADOX BROWN
Pioniere pre-raffaelita

Dal 25 febbraio al 3 giugno 2012

MSK Museo di Belle Arti
Citadelpark
Gent (Belgio)

Orari:
da martedì a domenica 10.00-18.00
lunedì chiuso

Biglietto: intero 9 €; ridotto 6,5 €
Informazioni:
www.mskgent.be

Didascalie:
Ford Madox Brown
Manfred on the Jungfrau, 1841/1861
Olio su tela
Manchester City Galleries
©Manchester City Galleries

The Last of England, 1852-55,
Olio su pannello
Birmingham Museums & Art Gallery
© Birmingham Museums & Art Gallery

Work, 1852-63
Olio su tela
Manchester City Galleries
©Manchester City Galleries

The Irish Girl, 1860,
Olio su tela
Yale Center for British Art, Paul Mellon Fund
© Yale Center for British Art, Paul Mellon Fund

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