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Voi siete qui: Europa » Il Museo Olimpico racconta il “dietro lo schermo” dei Giochi

26 Febbraio 2015

Il Museo Olimpico racconta il “dietro lo schermo” dei Giochi

La cultura greca ci ha insegnato che le imprese più ardite e splendide non sono nulla se non vengono narrate. Se non c’è un poeta, un cronista, un cantore che ne fissi l’istante per le generazioni a venire, presto svaniscono e cadono nell’oblio. È per questo che i giochi olimpici sono da sempre seguiti e raccontati: la gloria del momento deve resistere al tempo e sfidare l’eternità. È grazie a Pindaro che conosciamo le vittorie di atleti di venticinque secoli fa! Ogni volta che rileggiamo le sue poesie, riportiamo in vita le imprese di aurighi, corridori, lottatori e pugili che primeggiarono negli agoni panellenici. De Coubertin ha resuscitato nella modernità lo spirito della sana competizione e fin dalla prima Olimpiade moderna, svoltasi ad Atene nel 1896, il racconto ha seguito i giochi. E come si sono ampliate e sviluppate le discipline agonistiche, così si sono modificate e sviluppate le tecnologie al servizio dei cronisti.
Vancouver 2010 Winter OG, Alpine skiing, slalom Men - Ivica KOSTELIC (CRO) 2nd kisses a camera in the arrival zone.Il Museo Olimpico di Losanna, città sede del Comitato Olimpico Internazionale (o CIO, dalle sue iniziali in francese), è un “santuario” che custodisce con cura la storia delle Olimpiadi, con il compito di trasmetterne la storia alle generazioni future. Ma oltre alla collezione permanente, ricca di testimonianze (non possiamo non citare almeno l’emozionante sfilata di torce che di edizione in edizione accendono il fuoco olimpico dando avvio ai giochi), periodicamente il Museo organizza mostre temporanee. Ha appena aperto i battenti quella intitolata The Olympic Games: Behind the screen, ovvero I Giochi Olimpici: Dietro lo schermo, che si potrà visitare fino al 26 gennaio 2016.

L’ha preceduta un incontro con la stampa internazionale durante il quale esperti di tutto il mondo hanno fatto il punto sulle attuali tecnologie per la copertura e trasmissione degli eventi sportivi olimpionici e anticipato i possibili scenari futuri. Di fondamentale importanza, però, è il restauro dei filmati girati nelle edizioni precedenti: una vera e propria sfida olimpica! Gli ostacoli che i restauratori incontrano sono di vario tipo, a cominciare dalla difficoltà di accesso alla produzione del materiale originale. Ma i risultati sono a volte sorprendenti e filmati considerati persi per sempre sono stati riportati in vita montando spezzoni recuperati in archivi e filmoteche di paesi diversi. Sono ingenti gli investimenti necessari a salvare, digitalizzare e conservare il patrimonio del CIO. Ma la catalogazione non riguarda soltanto il materiale filmato: anche i costumi delle cerimonie d’apertura e chiusura e gli strumenti delle numerose discipline sportive vengono conservati, in modo da poter raccontare ciascuno la propria storia. Sono preziose testimonianze di come fossero gli atleti, gli stessi spettatori e i paesi che via via si sono aggiunti ai Giochi.
JO Hiver Grenoble 1968, Ski alpin Hommes - Interview du triple champion olympique Jean-Claude KILLY (FRA).Le foto e i filmati riprodotti lungo il percorso raccontano sì emozioni, sacrifici, vittorie e sconfitte, di atleti famosi e di altri ignoti al grande pubblico, ma immortalano anche la gente comune che ha assistito alle gare e i VIP dell’epoca (attori, uomini politici, reali…) e poi loro: i cronisti e i tecnici che di volta in volta hanno permesso a chi è rimasto a casa di seguire i Giochi. La mostra racconta la storia del broadcasting e il suo sviluppo, dagli esordi con la radio alle ultime edizioni in cui internet ha superato la televisione. Ma è proprio la televisione la vera protagonista dell’esposizione. L’importanza delle immagini era già chiarissima fin dall’inizio, ma prima i cinegiornali e poi la televisione hanno fatto appassionare milioni di persone in tutto il mondo. L’evoluzione tecnologica (dal super “cannone” di Berlino 1936 alle micro telecamere attuali) ha fatto registrare notevoli cambiamenti nel modo di documentare, registrare e trasmettere le gare. Per rendere ancora più evidente questo sviluppo (che ancora va avanti) i curatori hanno messo a confronto diretto le immagini riprese nella finale maschile dei 400 metri di Roma 1960 (ancora in bianco e nero) con quelle (a colori, naturalmente) della stessa gara a Londra 2012: che salto!
JO Londres 2012, Natation, 100m dos Femmes - Finale, Missy FRANKLIN (USA) 1e.Di edizione in edizione sono aumentati gli operatori, i servizi e, in parallelo, gli spettatori. Ma non si tratta soltanto di sviluppo tecnologico: le persone hanno avuto e tuttora hanno un ruolo molto importante. Così la mostra si concentra su alcune figure “leggendarie” di cronisti, giornalisti e registi, come Roone Arledge della statunitense ABC, Manolo Romero e il nostro Sandro Ciotti (“una voce unica” è l’omaggio che gli viene tributato). I visitatori possono vedere filmati, ascoltare registrazioni audio di cronache, leggere grafici multimediali che danno immediatamente l’idea delle trasformazioni avvenute in oltre un secolo. Le Olimpiadi di Londra del 1948 furono seguite da 500 mila spettatori che vivevano nel raggio di 50 miglia dagli impianti. Quelle del 2012, invece, sono state seguite da 3,6 miliardi di persone, sparse in 220 paesi!

E il prossimo futuro? È già qui: la diffusione planetaria dei social networks e della condivisione immediata stanno già modificando il modo di trasmettere le Olimpiadi. Ma stiamo ancora aspettando il nuovo Pindaro.
Saul Stucchi

Qui sotto poteste riascoltare il podcast del mio intervento dedicato alla mostra durante la trasmissione Adelante di Radio Popolare, condotta in studio da Claudio Agostoni, Davide Facchini e Diana Santini.
http://podcast.radiopopolare.it/adelante_3_19_02_2015.mp3

Didascalie:
Giochi Olimpici Invernali Vancouver 2010, Sci alpino, slalom maschile
Ivica KOSTELIC (CRO), medaglia d’argento, bacia una telecamera al traguardo
© 2010 / Kishimoto/IOC 27/02/2010 Whistler

Giochi Olimpici Invernali Grenoble 1968, Sci alpino maschile
Intervsta al tre volte campione olimpico Jean-Claude KILLY (FRA)
© 1968 / Comité International Olympique (CIO)
06/02/1968 Chamrousse

Giochi Olimpici Londra 2012, Nuoto, 100 metri dorso, finale femminile
Missy FRANKLIN (USA), medaglia d’oro
© 2012 / Comité International Olympique (CIO) / EVANS, Jason
30/07/2012 Londra

THE OLYMPIC GAMES: BEHIND THE SCREEN
Dal 19 febbraio 2015 al 26 gennaio 2016

Museo Olimpico
Quai d’Ouchy 1
Losanna (Svizzera)

Orari:
– dal primo maggio al 14 ottobre tutti i giorni 9.00-18.00
– dal 15 ottobre al 30 aprile dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì) 10.00-18.00

Biglietti:
– intero 18 CHF (mostre temporanee incluse)
– solo mostra temporanea 5 CHF
Oltre che in franchi svizzeri, si può pagare anche in euro, ma solo con banconote e il resto viene dato in CHF.
Attenzione: il Museo Olimpico accetta come carta di credito soltanto la VISA.

Info: www.olympic.org/museum

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