L’opera si candida a segnare un momento preciso della storia del cinema italiano. Lessico del cinema italiano, in tre volumi, di cui il primo è da poco in libreria (gli altri due sono previsti entro l’anno) non va confuso con un dizionario che obliquamente riesamini tappe importanti o significative del nostro cinema: sette voci per tre volumi sì ma sorrette da un’idea critica definita molto chiaramente in partenza.
Roberto De Gaetano, filmologo, cura l’imponente lavoro sull’abbrivo di una concezione del cinema non come linguaggio autoreferenziale (benché arte con i propri specifici, va da sé, e una certa influenza teorica di Godard e Deleuze) ma come una modalità di espressione da interpretare all’interno di una storia, un’antropologia culturale che dice qualcosa di noi agli occhi del mondo. Ecco dunque la ricerca partire (in un modo che potrà forse sembrare inatteso per i cinéphiles non certo per chi ha sempre cercato nella letteratura i segni e la diagnosi di un carattere nazionale) dal leopardiano Discorso sullo stato presente del costume degli italiani (dimenticato per un secolo e mezzo e poi diventato negli ultimi decenni il paradigma di ogni discussione sull’argomento). Ci si riferisce ovviamente all’assenza (in patria? ma appunto, quale patria?) di un’élite culturale borghese (la famigerata società stretta) che se ha nociuto alla costituzione di un’etica pubblica ha enfatizzato uno sguardo “filosofico” (diremmo, consapevole della “vanità del tutto”) dell’homo italicus. Risultato: trasformismo, cinismo e assenza di civismo ma insieme aderenza alla nuda vita (soccorrono anche contributi filosofici recenti come quelli di Robert Esposito, o di Giorgio Agamben). Con tutto questo il cinema italiano ha avuto da fare. Perché ha significato di riflesso il tipico stile nostrano di non averne uno se non strappato a qualsiasi uniforme nazionale: internazionale in una maniera involontaria si direbbe, imparagonabile a quella americana, potenza imperiale che ha finito con il colonizzare un immaginario planetario.
Fra melodramma e commedia (particolarmente congeniali a una retorica enfatizzata degli affetti da una parte e alla simultanea dissacrazione dall’altra), neorealismo (mai come qui il cinema ha saputo “dire” l’umano in quanto tale), ma anche il peplum o il western, le singole voci dell’opera articolano a modo loro il ragionamento – sempre considerando la straordinaria forza evocativa dell’immagine. Amore (dello stesso curatore De Gaetano), Bambino (di E. Morreale), Colore (L. Venzi), Denaro (M. W. Bruno), Emigrazione (M. Coviello), Fatica (F. Villa), Geografia (F. Zucconi) esplorano decine di titoli, da alcuni episodi del cinema muto fino a opere recentissime (con l’appendice di 25 film fondamentali per ogni capitolo).
A prescindere talvolta anche dalla qualità dei film, per meglio definire insieme un’estetica e una sociologia: una scena compiuta che se innanzitutto è racconto dell’esperienza umana, è insieme e peculiarmente anche storia del cinema e storia di un paese, il nostro (sciagurato, eccessivo, indifferente, patetico e grottesco). Si veda solo l’escursione che compie E. Morreale alla voce Bambino, fra l’infantilismo dei mai cresciuti, irresponsabili, piagnoni e guasconi della commedia, e la creatività, nella patria del fanciullino poetico da cui forse bisognerebbe liberarsi una volta per tutte che però il cinema di un De Sica declina con la meraviglia che tutti sanno. Italia, ma mondo, insomma: questo un po’ il miracolo del cinema che va dal tragico di Rossellini al mero gioco ludico e postmoderno di un Sergio Leone in versione western. Di questo Lessico seguiremo certamente gli interessanti sviluppi.
Michele Lupo
PS: il volume sarà presentato martedì 27 gennaio 2015 alle ore 18.30 presso il Cinema Trevi /Cineteca Nazionale (vicolo del Puttarello 25, Roma). Insieme all’autore, saranno presenti Gianni Amelio (regista) e Emiliano Morreale (critico cinematografico e scrittore). Il programma del pomeriggio prevede la proiezione di due grandi film italiani: “Incompreso” di Luigi Comencini (1966,105’) – ore 16.30 “Il ladro di bambini” di Gianni Amelio (1992, 115’) – segue l’incontro con Gianni Amelio.
LESSICO DEL CINEMA ITALIANO
Volume I
a cura di Roberto De Gaetano
Mimesis
536 pagine, 28 €