
La Fondazione Bevilacqua La Masa rende omaggio a due grandi artisti della contemporaneità, Carmelo Bene e Pierre Klossowski, attraverso l’allestimento “Il Bafometto”.
Tutto ruota proprio su quest’ultima commedia, scritta dallo stesso Klossowski e che Bene, legato all’artista da una grande amicizia, avrebbe dovuto mettere in scena alla Biennale Teatro da lui diretta, allestimento che poi saltò dopo il suo brusco abbandono della direzione.

La serie di Venezia consta di ben 17 disegni e quattro studi che ruotano intorno alla vicenda di un giovane attraente, un efebo vestito alla medievale – la vicenda è ambientata nel Medioevo più oscuro come metafora dell’inconscio e del represso. Il giovane è continuamente preda dei Templari medesimi, che lo adorano ma al contempo lo torturano e lo inducono all’impiccagione. Ad ispirarli è Bafometto, il loro idolo e la divinità delle streghe, il centro del Sabbat. Il nome è composto di tre abbreviazioni, che insieme significano “Il padre del tempio della pace universale tra gli uomini”. Alcuni teologi pensarono che Bafometto fosse una figura allegorica e magica dell’Assoluto. Simboli come la triade, i corni, la torcia ne sottolineano l’intelligenza. Per altri aspetti, quelli più legati alla materialità, esso sembra anche legato al regno animale e al mondo della riproduzione. Le sue mani bianche mostrano la santità del lavoro. Figura androgina, ci parla della rivelazione che ciascuno può avere attraverso l’uso dell’intelligenza.
Molti templari confessarono di aver visto questo idolo, dalla testa deforme e dagli occhi fiammeggianti. Altri hanno detto che si accompagnava a un teschio umano. Per tutti – e di qui il suo scandalo – egli era la rappresentazione di un sapere che poteva raggiungere la divinità tramite il solo pensiero, o comunque soltanto l’uso di facoltà umane. Era il simbolo di quei misteri che l’uomo è in grado di trovare per decifrare il mondo, privando così della maggior parte del loro potere i sacerdoti e i potenti che pensano di detenere la verità.
Attraverso questa vicenda torbida, in cui l’oscuro serve a portare alla luce ciò che è nascosto, Klossowski/Bafometto ci mostra allora tutta la nostra capacità di ricerca spirituale, da un lato, e di ribellione dall’altro.
La mostra è stata ideata da Raffaella Baracchi e Angela Vettese.
Pierre Klossowski, Il Bafometto
Galleria di piazza San Marco 71/c
Venezia
2 febbraio – 26 marzo 2007
Orario: tutti i giorni dalle 12.00 alle 18.00;
Martedì chiuso
Ingresso:Intero 3 €, Ridotto 2 €
Informazioni:
Fondazione Bevilacqua La Masa
Dorsoduro 2826, 30123 Venezia
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