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Voi siete qui: Biblioteca » Da L’Orma editore “Il mago e la morte” di Hermann Burger

6 Luglio 2025

Da L’Orma editore “Il mago e la morte” di Hermann Burger

Scrittori eccentrici, fuori dalle comunelle, quelle mainstream o le altre che dicono di opporvisi: uno scrittore o è un solitario o non è: questo ci dice per lo più la storia della letteratura maggiore. Più di quella esistenziale interessa nel nostro caso la solitudine artistica: no scuole, no tendenze ma viaggi perigliosi in direzioni eccentriche, personalissime, dove ti porta il demone del tuo dire a costo di rimanere fuori da ogni possibile spazio di ascolto, di lettura, di esistenza stessa in quanto scrittori.

Salvo infischiarsene sornioni e condurre in porto la scommessa di sparire nella parola perché, udita o negletta, sei riuscito nell’impresa di pronunciarla – sola sfida che ti premeva davvero, e proprio con quella cifra irripetibile che a chi resta appare miracolosa.

Non che lo svizzero Hermann Burger fosse un deraciné ai margini del mondo e via patetizzando. Burger (suicidatosi nel 1989) insegnava all’università, conosceva profondamente la letteratura tedesca, che amava quanto le auto di lusso, e qualche frequentazione importante l’aveva; era tuttavia uno scrittore artefice di un destino letterario tutto proprio, rigorosissimo, difficile – lo testimoniano i traduttori.

La sua scrittura è fra le più esaltanti possano scoprirsi nel pur generoso catalogo del Novecento. Humour nero, virtuosismo della frase, capziosità logica che flirta col paradosso segnano un’opera non voluminosa ma implacabile, come nel caso dell’ultimo titolo apparso in italiano, Il mago e la morte. L’ultimo trucco di Houdini e altre storie incredibili per i tipi de L’Orma editore.

E il mago del titolo non è casuale: incantesimi e illusionismi sfilano via dalle pieghe di un mondo le cui coordinate segnano una mappa di connessioni oblique fra le cose, una riscrittura delle aspettative con cui disegniamo lo spazio dei nostri rapporti e la percezione che ne abbiamo. Houdini è lo scrittore stesso: l’esattezza del gesto ingannevole trasforma chi lo compie e chi lo osserva.

Burger gioca con la rappresentazione, con le sue pretese di verità, e scompagina le categorie attraverso cui interpretiamo il mondo – fino al punto terminale, la morte, con la quale questi antieroi, l’illusionista, lo scrittore, tentano un’impossibile resa dei conti provando a metterla in scacco.

Nello squadernarsi di queste maschere fluide, che si dissolvono e sovrappongono, il narratore si muove con allegra quanto raffinata disinvoltura, creando atmosfere sfuggenti con tratti tuttavia precisissimi, taglienti. La leggerezza della morte costeggia l’assurdo, l’incantesimo ambisce ad annullare lo iato del trapasso ma se ciò vale nella scrittura, la morte, “oscenità della creazione” ha la meglio anche sul più virtuoso degli illusionisti, non gli concede nemmeno il beneficio “di una moratoria”.

Resiste la finzione, ultima dea, come se la scrittura in Burger per esorcizzare la fine invece di blandirla ne simulasse il terrore. Il gioco di prestigio, l’alea apparente che adombra l’inganno di una precisione efferata sono materia di questi racconti: Burger, svizzero ma funambolico, illusionista ma svizzero, nella stessa vita quotidiana manteneva spazi al gioco (quello delle carte per esempio) perché lì vedeva all’opera la vertigine del senso che replicava nella frase, nel costrutto anfibologico con cui descriveva le vite bizzarre di personaggi fuori dal comune – non fumatrici militanti, prestigiatori ineffabili come Houdini alla prese con le prove della propria morte, oppure, in un altro racconto, con la sparizione della “causa” della morte: scrittori e poetesse falotici che più di altri esperimentano la forza insidiosa delle parole – per storie in cui emergono tecnica e immaginazione ai massimi livelli, variazioni di registri stilistici, paradossi e citazioni di elegantissima ironia.

Orientarsi nei labirinti della mente, giocare all’ultimo colpo della logica, scoprire che ne coesistono insieme di opposte e sfidare la persistenza del reale con l’acutezza di un poeta del barocco spagnolo: questo fa una storia di Hermann Burger. Una menzione necessaria per la traduttrice Anna Ruchat e alle varie firme che hanno collaborato all’impresa.

Michele Lupo

Hermann Burger
Il mago e la morte
L’ultimo trucco di Houdini e altre storie incredibili

Traduzione di Luca Bongiovanni, Deborah Confortini, Pamela Gualberto, Leila Guerra, Daniela Lozza, Patrizia Ruth Pancaldi, Valeria Pasquali, Anna Ruchat
L’Orma editore
2025, 204 pagine
21 €

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