Ufficialmente già archiviato, l’inverno ha allungato la coda per rovinare le vacanze pasquali degli Italiani. Non c’è riuscito, però, con chi ha scelto di visitare nell’ultimo weekend di marzo due interessanti mostre in Veneto. Si chiude oggi Da Botticelli a Matisse. Volti e figure, ospitata al Palazzo della Gran Guardia di Verona dopo aver fatto tappa a Vicenza, mentre rimane tempo fino al prossimo 19 maggio per vedere Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento al Palazzo del Monte di Pietà di Padova.
Due esposizioni molto diverse, per allestimento e “target”, ma accomunate dalla ricchezza della proposta. I rispettivi percorsi, infatti, permettono al visitatore di ammirare decine di opere d’arte di altissimo livello. È il caso per esempio delle quattro tavole di Hans Memling, eccezionalmente presenti in contemporanea a pochi chilometri di distanza, tanto da poter essere viste nella stessa giornata come ha fatto il sottoscritto.
Di ritorno da Castelfranco Veneto, dove ho sostato in adorazione di fronte alla magnifica pala che Giorgione ha realizzato per la morte del giovane Matteo Costanzo, mi sono prima fermato a Padova per visitare la mostra dedicata a Pietro Bembo. Con sorpresa ho scoperto che il percorso si apre proprio con due tavole di Memling, riunite per la prima volta in Italia a formare il dittico che cinquecento anni fa impreziosiva la raccolta della famiglia Bembo: Bernardo, padre di Pietro, lo aveva probabilmente acquistato quando era ambasciatore presso la corte di Carlo il Temerario. Il pannello con la raffigurazione di San Giovanni Battista arriva dall’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, mentre quello con Santa Veronica viene in prestito dalla National Gallery of Art di Washington.
Tornerò a parlare di questa mostra, dopo una seconda visita nelle prossime settimane. Anticipo soltanto che il percorso è ricco di spunti su temi che necessariamente – vista la vastità di ciascuno – sono appena accennati. La mostra può essere considerata una sorta di ripasso su un’epoca cruciale per la storia europea.
La mostra veronese, invece, ha presentato ai visitatori un percorso decisamente più eterogeneo, squadernando di sala in sala opere di formato, tema e soprattutto epoca anche molto differenti. Personalmente ho apprezzato soprattutto la prima, proprio perché più omogenea. In un ambiente molto spazioso ho ammirato opere di Andrea Mantegna, Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Cima da Conegliano, Giovanni Bellini, Caravaggio e Beato Angelico. Peccato che la piccolissima tavola con la Madonna con Bambino e angeli del frate domenicano fosse collocata dietro un vetro a un metro e mezzo di distanza!
Confesso che nel viaggio di ritorno mi sono fermato a Verona con l’obiettivo di vedere il Ritratto di uomo con copricapo azzurro, capolavoro di Jan van Eyck custodito al Muzeul National Brukenthal di Sibiu, in Romania. Dallo stesso museo sono arrivate per la mostra due tavole di Hans Memling: Ritratto di uomo che legge e Ritratto di donna in preghiera, allestiti nella stessa teca della piccola tavola di van Eyck. Questo scrigno di pittura nordica, insieme all’altro in cui erano esposte la Crocifissione di Antonello da Messina (anch’essa in prestito da Sibiu) e la Lamentazione di Lucas Cranach il Vecchio, sono valsi da soli la mezz’ora di coda che ho fatto per entrare in mostra.
Saul Stucchi
Didascalie:
Santa Veronica (recto)
National Gallery of Art, Washington
[photo: Courtesy National Gallery of Art, Washington]
Hans Memling
Ritratto di una donna in preghiera
1490 circa olio su tavola, cm 45 x 32,5
Sibiu, Muzeul National Brukenthal
Crocifissione
1465-1470 circa tempera e olio su tavola, cm 39 x 23,2
Sibiu, Bruckenthal Museum
Ritratto d’uomo con copricapo azzurro
1429 circa olio su tavola, cm 19,1 x 13,2
Sibiu, Muzeul National Brukenthal
Da Botticelli a Matisse. Volti e figure
Verona
Fino al 1° aprile 2013
Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento
Palazzo del Monte di Pietà
Padova
Fino al 19 maggio 2013