La penultima volta che ho assistito a una rappresentazione dell’Edipo Re, Franco Branciaroli indossava una guêpière con calze a rete. La versione che ho visto ieri sera al Teatro Alfredo Chiesa di Milano è invece decisamente più “classica”. Il regista Danilo Caravà ha confezionato uno spettacolo che mostra ancora qualche sbavatura, ma che poggia su basi ben disposte e solide.
La scena si apre su alcune poltrone da ufficio, a suggerire che i notabili e gli anziani della città di Tebe sono un po’ come i manager di un consiglio di amministrazione. Edipo invece ci soprende seduto tra il pubblico. È uno di noi, anzi Edipo siamo noi. “Una rocca e una nave nulla sono se nessuno le occupa” dichiara il vecchio corifeo, cercando appoggio proprio sulla poltrona-trono.
E tra i momenti più convincenti c’è il dialogo tra Edipo e il cognato Creonte. Quest’ultimo, interpretato da Luca Monticelli, comunica con il sovrano non soltanto attraverso le parole, ma anche servendosi di piccoli gesti a prima vista casuali e invece molto significativi. Rievocando Laio, il precedente signore di Tebe, Creonte sposta le mani di Edipo dal trono e quando gli parla dell’oracolo delfico che intima la purificazione della città, gli toglie con studiata noncuranza un granello di polvere dal vestito: quel gesto è una velata accusa che Edipo non è ancora pronto a comprendere.

Dall’altra parte ci sono troppe pause che speriamo possano essere eliminate nelle successive repliche, a cominciare da quella di questa sera (lo spettacolo è in cartellone fino al prossimo 5 febbraio). Anche la scena del dialogo tra Edipo e l’indovino Tiresia risulta un po’ debole, non tanto per la recitazione degli attori (George Fipa è Edipo, Marco Lindi impersona l’indovino), quanto per gli eccessivi movimenti sul palcoscenico che paiono senza meta né scopo.
La scelta dei brani musicali – riconoscibile The Power of Love dei Frankie Goes to Hollywood abbinata ad alcuni brani di atmosfera western – è come sempre opinabile, tuttavia la selezione ha almeno il pregio di non sovraccaricare il pathos della scena. Insomma: lo spettacolo è lontano dalla perfezione, eppure dimostra delle qualità che se ulteriormente elaborate e raffinate, possono portarlo alla giusta maturazione.
Saul Stucchi
EDIPO RE
Liberamente ispirato a Sofocle
Regia di Danilo Caravà
Con George Fipa, Domitilla Colombo, Marco Lindi, Luca Monticelli, Ivan Sirtori, Alessandro Grasso
Teatro Alfredo Chiesa
Dal 27 gennaio al 5 febbraio 2011
Via San Cristoforo 1
Milano
Tel. 02.42297886
www.alfredochiesa.com
Orari: ore 21.00
Biglietto: intero 17 €; ridotto 15 €