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29 Ottobre 2015

“Guerra e pace” tweet per tweet: la ritirata dei Francesi

Alexei Kivshenko, Kutuzov sulla collina di PoklonnayaALIBI Online prosegue la lettura quotidiana di Guerra e pace di Lev Tolstoj, riassunta in un tweet al giorno.
Qui sotto potete leggere le puntate 201 – 300, mentre qui trovate le prime 100 puntate e qui quelle da 101 a 200.

p. 201: a Lysye Gory il vecchio principe viene colpito da una paresi. La figlia provvede a portarlo via, augurandosene la morte
p. 202: il vecchio principe fa chiamare Mar’ja e si riconcilia con lei, tra le lacrime. Poco dopo un secondo attacco muore
p. 203: i contadini della proprietà del principe Andrej non vogliono allontanarsi per l’arrivo dei Francesi e creano problemi
p. 204: Mar’ja decide che non può assistere passivamente all’occupazione francese. Deve difendere l’onore degli uomini di casa
p. 205: volendo aiutare i contadini Mar’ja dà ordine di distribuir loro il grano del padrone, ma inaspettatamente lo rifiutano
p. 206: Mar’ja riflette sugli ultimi avvenimenti e si commuove al ricordo di quel’ “anima mia” con cui il padre l’ha chiamata
p. 207: Rostov ascolta il racconto di Mar’ja e si commuove. Prende subito l’iniziativa e in un attimo mette in riga i contadini
p. 208: lasciando la proprietà del fratello al suo destino, Mar’ja si chiede se è innamorata di Rostov (lo è, naturalmente!)
p. 209: Andrej comunica a Kutuzov la morte del padre, mentre Denisov gli spiega il piano per tagliare le retrovie di Napoleone
p. 210: Kutuzov invita Andrej a considerarlo un secondo padre e gli propone di rimanere al quartier generale, ma lui declina
p. 211: gli aristocratici di Mosca hanno inventato un gioco patriottico: a chi usa parole francesi viene comminata una multa
p. 212: Pierre assiste alla fustigazione di 2 delinquenti francesi e decide di lasciare Mosca per il fronte: vuole sacrificarsi
p. 213: Tolstoj dice la sua sulle cause della battaglia di #Borodino: i Russi non scelsero quel luogo: fu il caso a scegliere
p. 214: Pierre s’imbatte in una colonna di soldati feriti e poi arriva a Borodino, ma c’è il campo di battaglia che s’aspettava
p. 215: Pierre si fa spiegare da un ufficiale il campo di battaglia, poi incontra Boris che gli si propone come guida
p. 216: durante il giro di perlustrazione del campo di battaglia di Borodino Pierre incontra Kutuzov e poi Bennigsen
p. 217: alla vigilia della battaglia Andrej per la prima volta comprende bene che per lui tutto potrebbe finire l’indomani
p. 218: Andrej fa un pistolotto a Pierre sulla natura della guerra, deprecando la magnanimità dei Russi che fanno prigionieri
p. 219: alla vigilia di Borodino Napoleone riceve visite da Madrid e Parigi, con tanto di sorpresa: un ritratto del figliolo
p. 220: Tolstoj smonta il piano di battaglia di Napoleone a Borodino: così come viene riferito dagli storici, era inattuabile
p. 221: per Tolstoj non si combatté a Borodino per volere di Napoleone ma per una volontà superiore di cui lui era strumento
p. 222: inizia la battaglia di Borodino e Pierre osserva estasiato lo spettacolo, poi si avvicina a cavallo alla prima linea
p. 223: battesimo del fuoco per Pierre: il suo cavallo viene ferito a una zampa, mentre una palla cade a pochi passi da lui
p. 224: lo scontro si fa via via più intenso, tanto che Pierre arriva, pur disarmato, al corpo a corpo con un soldato francese
p. 225: Tolstoj si sofferma di nuovo sull’impossibilità di dare ordini precisi durante una battaglia, somma di mille fattori
p. 226: nonostante faccia tutto come nelle precedenti battaglie vinte, #Napoleone comprende che questa volta qualcosa non va
p. 227: Wohlzogen si presenta da Kutuzov con la proposta di ritirarsi. Il generale lo fulmina e ordina l’attacco per l’indomani
p. 228: mentre Andrej pensa imbambolato che ama la vita, viene colpito da una granata e subito portato nella tenda infermeria
p. 229: per il dolore durante l’operazione Andrej sviene. Al risveglio si accorge di Kuragin a cui hanno amputato una gamba
p. 230: sia ai Russi che ai Francesi sarebbe bastato un altro piccolo sforzo per vincere a Borodino, ma nessuno poté compierlo
p. 231: la terza parte si apre su considerazioni di natura storiografica di Tolstoj che critica severamente gli storici
p. 232: un folto gruppo di generali si raduna attorno a Kutuzov, diviso in vari sottogruppi in base al tema su cui si discute
p. 233: nel consiglio di guerra Bennigsen propone la difesa di Mosca, ma Kutuzov ha già deciso di abbandonarla: è inevitabile
p. 234: mentre Mosca viene evacuata, Hélène se la intende con due uomini importanti e medita di farsi cattolica per divorziare
p. 235: Hélène chiede consiglio a Bilibin che risponde: meglio sposare il pretendente vecchio e, una volta vedova, il giovane
p. 236: la lettera con cui Hélène chiede il divorzio a Pierre gli viene recapitata a casa mentre lui è sul campo di Borodino
p. 237: insoddisfatto per non aver compreso il senso della visione che ha avuto Pierre torna a Mosca dove c’è grande agitazione
p. 238: numerose persone vogliono sapere cosa fare da Pierre che però non ne ha idea e decide di andarsene di nuovo da Mosca
p. 239: i Rostov sono assorbiti dai preparativi per lasciare Mosca. Natasha non sa che fare, finché non incontra dei feriti
p. 240: di punto in bianco Natasha si mette a imballare le cose da portar via e in breve arriva a dirigere tutte le operazioni
p. 241: il conte Rostov si fa convincere a scaricare le cose per far posto ai feriti, tra i quali c’è anche il principe Andrej
p. 242: Natasha convince i genitori a caricare sui carri i feriti al posto delle masserizie. I servi provvedono al cambio
p. 243: finalmente la carovana dei Rostov parte da Mosca e poco dopo si imbatte in Pierre, vestito in modo piuttosto strano
p. 244: Pierre si reca a casa del defunto Bazdeev per selezionare dei libri. Vi trova Makar Alekseevic, malato e mezzo demente
p. 245: Napoleone aspetta invano una delegazione di moscoviti: Mosca è deserta, come un alveare rimasto senza l’ape regina
p. 246: molti soldati approfittano del caos per rubare le mercanzie ai commercianti che chiedono l’aiuto degli ufficiali
p. 247: scoppia una rissa tra operai ubriachi e dei fabbri finché la folla formatasi non s’imbatte nel capo della polizia
p. 248: il capo della polizia sfugge all’inseguimento della folla, mentre il conte Rastopcin s’adira per la piega delle cose
p. 249: la folla va al palazzo di Rastopcin che per cavarsi dai guai ordina di giustiziare Verescagin. Il poveretto è linciato
p. 250: Rastopcin prova rimorso per aver ordinato la morte di Verescagin, ma subito gli passa. Intanto Murat entra a Mosca
p. 251: una volta entrato a Mosca l’esercito francese cessa di essere tale e diventa un’accolita di ladri senza disciplina
p. 252: Pierre scivola in uno stato di esasperazione vicino alla follia con l’idea fissa di sacrificarsi uccidendo Napoleone
p. 253: dei Francesi arrivano alla casa di Alekseevic; il folle Makar spara a un ufficiale ma Pierre gli impedisce di colpirlo
p. 254: Pierre infrange subito il proposito di non rivelare la conoscenza del francese e finisce a tavola con l’ufficiale

p. 256: il capitano francese e Pierre si raccontano le rispettive esperienze amorose e Pierre finisce col rivelare l’identità
p. 257: di notte i domestici dei Rostov vedono in lontananza l’incendio scoppiato a Mosca che provoca loro una forte commozione
p. 258: quando finalmente tutti dormono Natasha s’alza dal letto e raggiunge la piccola isba in cui giace Andrej che le sorride
p. 259: Pierre si arma di pistola e pugnale con il proposito di assassinare Napoleone che però siede già al Cremlino
p. 260: Pierre incontra una donna disperata per la scomparsa della figlioletta in un incendio. Dopo una breve ricerca, la trova
p. 261: il libro III si chiude con l’arresto di Pierre per aggressione a un soldato francese che faceva violenza a una ragazza
p. 262: il libro IV si apre con la solita vita della nobiltà di San Pietroburgo e il solito ricevimento di Anna Pavlovna
p. 263: l’autore ci informa quasi di passaggio che la bella Hélène è morta per aver assunto una dose massiccia di medicinali
p. 264: Nikolaj Rostov viene trasferito a Voronez, dove arriva tutto bello contento e inizia subito a spendere con generosità
p. 265: a un ricevimento Nikolaj fa il galante con la moglie di un funzionario finché la governatrice non gli parla di Mar’ja
p. 266: Nikolaj e Mar’ja si rincontrano dopo tanto tempo. Lui comprende che lei è diversa da tutte le altre donne che conosce
p. 267: i pensieri di Nikolaj ondeggiano tra Mar’ja e Sonja. E cerca nella preghiera la soluzione al suo dissidio interiore
p. 268: Sonja comunica per lettera a Nikolaj la decisione di lasciarlo libero. Ma è sempre più intensamente innamorata di lui
p. 269: Pierre viene interrogato insieme ad altri prigionieri accusati di aver appiccato un incendio e poi trasferito
p. 270: portato davanti al plotone d’esecuzione, Pierre vede fucilare cinque compagni di prigionia. Lui e altri sono graziati
p. 271: Pierre viene separato dagli altri prigionieri e condotto in una chiesetta semidistrutta in cui trova un ometto
p. 272: l’ometto con cui fa conoscenza Pierre si chiama Platon: è la personificazione di tutto ciò che è russo, buono e rotondo
p. 273: Mar’ja con un piccolo seguito, tra cui il nipotino, si mette in viaggio per raggiungere il principe Andrej ferito
p. 274: Natasha racconta a Mar’ja il cambiamento avvenuto in Andrej due giorni prima. E lei capisce di cosa si tratti realmente
p. 275: il principe Andrej comprende che sta per morire, anzi, per metà è già morto e si distacca sempre più dalla vita terrena
p. 276: dopo aver dichiarato il suo amore a Natasha e compreso che l’amore è vita e morire è congiugersi a Dio, Andrej spira
p. 277: la “marcia laterale” che diede inizio alla riscossa russa non può in realtà essere attribuita a nessuna singola persona
p. 278: lo zar scrive a Kutuzov per sollecitarlo all’azione: il nemico occupa ancora Mosca ma mostra già segni d’indebolimento
p. 279: le circostanze impongono la ripresa delle azioni che Kutuzov non vorrebbe, così il generale si sfoga coi sottoposti
p. 280: i Cosacchi assaltano di sorpresa il campo di Murat e fanno molti prigionieri ma poi i Francesi si riorganizzano
p. 281: secondo Tolstoj il “geniale” Napoleone non fece nulla di quello che avrebbe dovuto ma anzi imboccò la via più rovinosa
p. 282: attraverso un proclama Napoleone tenta di riportare la normalità a Mosca, ma gli effetti sono praticamente nulli
p. 283: Pierre veste come un povero ed è sporco e trasandato, ma ora l’espressione dei suoi occhi è calma come mai lo è stata
p. 284: da prigioniero Pierre prova quel senso di tranquillità vanamente cercato nella massoneria, nell’amore e nella mondanità
p. 285: i Francesi iniziano la ritirata e subito cambia il loro atteggiamento nei confronti dei prigionieri: diventa violento
p. 286: Pierre ride da solo pensando all’ingenuità dei Francesi che credono di tener prigioniero lui e la sua anima immortale
p. 287: Tolstoj elogia l’operato di uomini trascurati dagli storici ma fondamentali per il successo della lotta di liberazione
p. 288: mentre tutti intorno a lui fremono, Kutuzov non ha fretta: vuole la conferma che la belva francese sia colpita a morte
p. 289: la vittoria di Borodino non portò i risultati consueti ai Francesi perché i Russi reagirono con la guerra partigiana
p. 290: per Tolstoj l’arte della guerra non è scienza esatta perché lo spirito può ribaltare il rapporto delle forze in campo
p. 291: riecco Denisov. Diventato partigiano, si trova al centro della guerriglia contro i Francesi e incontra Petja Rostov
p. 292: a capo di una banda di partigiani, Denisov studia l’attacco a una colonna di Francesi, mandando avanti un esploratore
p. 293: l’esploratore Tichon racconta la sua azione nel campo nemico. Ha ucciso un uomo e la cose sconvolge (per un po’) Petja
p. 294: Dolochov propone un’intrusione nel campo francese sotto travestimento e Petja subito si dice pronto ad andare con lui
p. 295: con Petja Dolochov penetra nel campo francese e scambia qualche battuta coi nemici davanti al fuoco prima di rientrare
p. 296: all’alba i cosacchi assaltano il campo nemico. Petja si lascia trascinare dall’entusiasmo e viene ucciso da un colpo
p. 297: col procedere della marcia la colonna in cui si trova Pierre si sfalda sempre più, mentre lui resiste a suo modo
p. 298: per non perdersi d’animo, Pierre si concentra su se stesso ed evita Platon Karataev che viene fucilato dai Francesi
p. 299: la fuga dei Francesi è sempre più disordinata, a cominciare da Napoleone che sulla Beresina se ne scappa via in slitta
p. 300: ma perché i Russi non hanno fermato e fatto prigionieri i Francesi in fuga? Per Tolstoj era impossibile per vari motivi

Didascalia: Acquerello dell’artista russo Alexei Kivshenko, Kutuzov sulla collina di Poklonnaya davanti al consiglio militare a Fili. Illustrazione per Guerra e pace, presa da Wikimedia.

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