Martedì 3 febbraio il Gruppo di Lettura della Biblioteca di Mezzago si è ritrovato per discutere di un romanzo che è considerato uno dei grandi capolavori della letteratura americana: Amatissima di Toni Morisson, pubblicato in America nel 1987 e in Italia nel 1988, edito prima da Frassinelli e in seguito da Sperling & Kupfer, con la traduzione di Franca Cavagnoli e Giuseppe Natale.
L’anno successivo alla sua uscita, Amatissima riceve il Premio Pulitzer e nel 1993 Toni Morrison diventa la prima donna afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura per la sua “forza visionaria e la rilevanza poetica”, entrando così nella storia.
Amatissima si ispira alla vera storia di Margaret Garner, schiava fuggitiva e giovane madre, che sceglie di uccidere la figlia pur di salvarla dal ritorno alle piantagioni. Venuta a conoscenza di questa vicenda da un ritaglio di giornale risalente al 1855, Morrison decise di licenziarsi e dedicare il suo tempo e le sue energie alla scrittura del suo romanzo.
«Per una ex schiava amare a quel modo era pericoloso, soprattutto se l’oggetto dell’amore erano i suoi figli. La cosa migliore da farsi, lo sapeva, era amare un pochino, così quando gli spezzavano la schiena o lo ficcavano in un sacco di iuta, be’, forse restava un po’ d’amore per chi veniva dopo.»

Ambientato dopo la fine della Guerra Civile Americana, nel 1873, il romanzo esplora la vita di Sethe, una ex schiava afroamericana, fuggita dalla piantagione di Sweet Home con la figlia Denver. Sethe vive con la figlia Denver nella casa al 124 di Bluestone Road.
La casa è segnata dalla presenza del fantasma della figlia che Sethe ha ucciso anni prima per sottrarla alla schiavitù. Questa presenza ha isolato la famiglia: i due figli maschi di Sethe sono scappati e la figlia Denver è cresciuta senza amici, isolata dalla comunità.
Paul D, ex schiavo della stessa piantagione di Sethe, tenta di riportare normalità nella casa, riuscendo anche a scacciare il fantasma. Ma di lì a poco compare una misteriosa ragazza, Beloved, capace di esercitare uno strano potere sulla casa e sui suoi abitanti. Sethe si abbandona completamente a Beloved, cercando di espiare la sua colpa d’infanticidio attraverso una dedizione totale che la consuma fisicamente e mentalmente.
Beloved diventa sempre più esigente, un’ossessione fisica e mentale. Sethe ne è sempre più consumata, mentre Paul D. fugge, dopo essere stato sedotto dalla ragazza e dopo essere venuto a conoscenza delle azioni commesse da Sethe. Solo Denver riesce a mantenere la lucidità, intuendo che Beloved è la reincarnazione della sorella morta, il passato che torna nel presente. A questo punto chiede aiuto alla comunità, che si riunisce per liberare la casa dalla presenza di Beloved, così costretta a scappare.
«[…] se non hai almeno un minimo di dialogo col passato, non puoi capire il senso del presente. Tanto meno del futuro.» (Minima et moralia, intervista del 17.07.2009, di Nicola Lagioia)
Toni Morrison dà voce al dolore e alla speranza della comunità afroamericana e Amatissima diventa un manifesto e una denuncia verso gli anni della schiavitù e del commercio di schiavi. La letteratura dialoga con la Storia e con la politica, diventa strumento di memoria e si fa portavoce di un intero popolo.
La schiavitù viene narrata come un fatto storico e come un trauma. Morrison mette in risalto la paura degli schiavi, i quali, anche una volta liberi, continuano a vivere nel terrore di rivivere i soprusi subiti, denunciando così le condizioni di vita disumane, le torture e le sofferenze a cui milioni di persone sono state costrette.
Il passato e l’orrore vengono svelati pagina dopo pagina, in una storia che intreccia schiavitù, dolore, maternità e amore. La storia di Amatissima, quella che Toni Morrison decide di scrivere, non è individuale, ma collettiva, capace di dare voce a sessanta milioni o più che morirono negli anni in cui la schiavitù era legale negli USA.
Amatissima non è un romanzo semplice da leggere, per il suo contenuto, per il linguaggio e per le scelte stilistiche e narrative. Il testo è ricco di digressioni, cambi di scena e di voce narrante, di numerosi personaggi, tutti elementi che possono mettere in difficoltà il lettore. Tuttavia, il romanzo di Toni Morrison, uno dei più importanti della letteratura americana del XX secolo, merita di essere letto, per il suo ruolo di denuncia e di memoria e per la sua scrittura innovativa e rivoluzionaria.
Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 17 marzo, alle ore 18:00. Discuteremo insieme di The hate u give, romanzo young adult scritto da Angie Thomas (2017, Giunti Editore). La partecipazione è libera e gratuita: basta prenotare la vostra copia del libro sul catalogo CUBI o in Biblioteca, e unirsi al gruppo il giorno dell’incontro.
Ilaria Cattaneo
Toni Morrison
Amatissima
Traduzione di Franca Cavagnoli e Giuseppe Natale
Sperling & Kupfer
Collana Pickwick
2013, 410 pagine
12,90 €