Fino al prossimo 31 maggio i viaggiatori curiosi e gli appassionati di storia (e di storia dell’arte, va da sé) hanno un motivo in più per andare a Bruxelles: al Bozar, infatti, è attualmente in corso una mostra dal respiro particolarmente ampio. S’intitola The Sultan’s World. The Ottoman Orient in Renaissance Art, è co-prodotta dal Muzeum Narodowe w Krakowie (ovvero il Museo Nazionale di Cracovia) e fa parte di un progetto pensato su un arco di tempo di alcuni anni che si estenderà dal 2013 al 2016, denominato Ottomans & Europeans, reflecting on five centuries of cultural relations.

L’Oriente e l’Occidente
Dunque al centro di questa esposizione c’è il plurisecolare rapporto tra Oriente e Occidente e più nello specifico l’Oriente ottomano considerato attraverso il filtro dell’arte rinascimentale.
Il periodo preso in esame dai curatori corre dalla presa di Costantinopoli nel 1453 da parte di Mehmet II, episodio più eclatante della lunghissima guerra tra l’impero ottomano e quello bizantino, anche se non l’estremo, alla pace di Zsitvatorok, siglata nel 1606 tra il sultano Ahmed I e l’arciduca Mattia (contro la resistenza dell’imperatore Rodolfo II Asburgo).
Scopo della mostra è superare i pregiudizi e l’opinione comune, diffusa anche tra molti storici, secondo cui i rapporti tra l’Oriente islamico e l’Occidente cristiano sarebbero stati una ininterrotta sequela di battaglie e guerre. In realtà, mettendo sotto la lente della ricerca i centocinquanta anni che vanno tra i due eventi appena menzionati, si possono apprezzare tutte le sfumature che arricchirono l’innegabile antagonismo.
Mettendo meglio a fuoco la situazione globale europea del periodo, emerge inoltre il ruolo dei regni di Polonia – Lituania, Boemia e Ungheria, finora trascurati perché l’attenzione è sempre stata rivolta alle spettacolari fioriture di Venezia, Firenze e dei centri del Sacro Romano Impero.

Naturalmente i primi passi del percorso invitano alla conoscenza dei Turchi, rievocandone la storia e lo sviluppo politico e militare che li portò alle porte di Vienna nel 1529.
Le guerre che contrapposero Oriente e Occidente si giocarono anche sul campo della propaganda: si prenda come esempio il soggetto del martirio dei Diecimila martiri. In mostra è esposta una versione (in prestito dal Kunsthistorisches Museum di Vienna) che Johann Christian Ruprecht ha tratto nel 1653 da un originale di Albrecht Dürer; in mostra a Conegliano si può invece ammirare la versione realizzata da Vittore Carpaccio nel 1515. A questo proposito ecco cosa scrive Augusto Gentili nel suo saggio a catalogo:
Nell’imperatore, Carpaccio ha immaginato Massimiliano d’Asburgo; nel suo corteo ha realizzato la temuta coalizione tra turchi e imperiali
a dimostrazione che le posizioni sullo scacchiere internazionale erano molto più complesse che non una semplice opposizione noi contro loro.

Una sezione del percorso è dedicata ai movimenti verso oriente di pellegrini, prigionieri e diplomatici, mentre un’altra si concentra sugli artisti viaggiatori e qui non si può non nominare Gentile Bellini, col suo celeberrimo ritratto del sultano Mehmet II.
Didascalie:
- Storia del sultano Solimano, presa di Szigetvar
- Manoscritto rilegato (1579)
- © Trustees of the Cester Beatty Library
Sofonisba Anguissola
- Il gioco degli scacchi (1555)
- Olio su tela
- © Fundacja im. Raczyńskich przy Muzeum Narodowym w Poznaniu
Gentile Bellini (attribuito a)
Ritratto del sultano Mehmet II (1480)
Tela
© The National Gallery London
THE SULTAN’S WORLD
The Ottoman Orient in Renaissance Art
Fino al 31 maggio 2015
Biglietto: intero 12 €; ridotto 10 €
Bozar
Rue Ravenstein 23
Bruxelles (Belgio)