Alzando gli occhi verso ovest, da Tornavento, la vista si estende ininterrotta dal Ticino fino alle Alpi Piemontesi, fra colline moreniche, il massiccio del Monte Rosa e le cime del Monviso.
Non è difficile immaginare come dovesse essere la pianura padana anche solo un paio di secoli fa: rigogliosa, fertile, verde, disseminata di brughiere o fitte foreste, bagnata da fiumi e torrenti limpidi come il cielo e abitata da ogni tipo di fauna. A parte il clima, forse un piccolo paradiso, o forse semplicemente un bellissimo luogo.
Fino a poco tempo fa mi piaceva pensare che il nome Tornavento fosse legato, quasi poeticamente, a qualche particolare fenomeno atmosferico rimasto impresso nella memoria degli abitanti del luogo; in realtà, più semplicemente, fa riferimento al fatto che nel passato il luogo fungeva da fondamentale torre segnaletica per i naviganti del Ticino, per avvertirli che ci si stava per immettere nel Naviglio e che quindi bisognava prestare particolare attenzione.
Di lì a poco la corrente veloce e tumultuosa si sarebbe trasformata in tranquilla navigazione, verso il capolinea della Darsena di Milano. Nel verso opposto invece, per risalire la corrente, era stato ideato una ingegnoso sistema di ferrovia a cavalli per trainare i barconi, unico esempio di “tram road” in Europa a quell’epoca, rimasto in vita alcuni decenni fino all’arrivo della ferrovia a vapore.
Ora Tornavento è un tranquillo paesino al confine fra Lombardia e Piemonte, che si raggiunge molto più comodamente in macchina che in barca.
Il Centro Parco ex Dogana Austro-Ungarica (il centro accoglienza per i visitatori nel Parco Ticino) è un perfetto punto di partenza per esplorare la zona. La Dogana segnava, sino all’Ottocento, il confine tra l’Impero Asburgico (in realtà il Regno Lombardo Veneto) e il Regno di Sardegna (che fascino!).
Si trova in una posizione magnifica; nell’edificio maggiore sono stati realizzati ambienti con destinazione museale ed espositiva, uffici del Parco e un’ampia sala conferenze al piano superiore.
L’edificio minore, vecchia sede di stalle e cascine, è ora destinato al tempo libero, con uno spazio vendita di prodotti tipici del Parco e una sala per le conferenze e ristoro.
La Dogana offre un servizio di noleggio biciclette (anche per bambini, bravi!), mezzo ideale per avventurarsi nell’esplorazione dei tanti bacini d’acqua, corsi e fiumi della zona.
Ad esempio si può percorrere il canale Villoresi (uno dei canali artificiali più lunghi d’Italia) in direzione nord fino ad incontrare il ponte che permette (dopo qualche divertente discesa) di raggiungere le spiagge sassose del Ticino, dove è meraviglioso passare qualche ora a farsi cullare dal rumore della corrente.
La Dogana è anche un luogo d’incontro e aggregazione sempre molto animato: si può scegliere fra molte proposte interessanti (manifestazioni culturali, workshop, laboratori, presentazioni di libri, visite guidate, proiezioni …).
Infine, è anche luogo di ristorazione, forse un po’ pretenzioso, ma comunque interessante per la sua scelta di materie del territorio reinterpretate con un pizzico di creatività.
Alessandro Pecci
CENTRO PARCO EX DOGANA AUSTROUNGARICA
Informazioni:
www.exdogana.it