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Voi siete qui: Biblioteca » Gillo Dorfles ha presentato “Gli artisti che ho incontrato”

24 Ottobre 2015

Gillo Dorfles ha presentato “Gli artisti che ho incontrato”

“Ma è un libro enorme!”, ha esclamato Gillo Dorfles vedendo il volume che gli ponevano davanti, stamattina, poco prima della presentazione al Palazzo Reale di Milano de Gli artisti che ho incontrato. E in effetti è un vero e proprio librone, “un grande atto di coraggio di Gillo, del curatore Luigi Sansone e dell’editore Skira” l’ha definito Aldo Colonnetti ad apertura d’incontro. Diario di lavoro, diario di viaggio, silloge di oltre ottant’anni di scritti e di esperienze di un giovane classe 1910 da sempre curioso e interessato a vedere le cose che non conosce.

Sansone, Gillo Dorfles e ColonnettiI primi articoli, ha raccontato il curatore Sansone, risalgono agli anni Trenta e sono dedicati all’aeropittura futurista e all’arte astratta; Dorfles ha sempre tenuto d’occhio il Futurismo di cui scriveva nel 1931:

“Il Futurismo si salva in quello che ha preso o dato (concediamolo pure) ai surrealisti ma, purtroppo, anche la pittura astratta ha compiuto il suo ciclo vitale ed è passata l’epoca di Joan Miró, Léger, Braque che hanno servito solo a liberarci del falso naturalismo”.

Insieme ad altri nel 1948 Dorfles diede vita al Movimento dell’Arte Concreta (MAC) che poi si sciolse dieci anni dopo, nel ’58. Ma l’arco temporale coperto dal libro prosegue per oltre mezzo secolo arrestandosi al luglio dell’anno attualmente in corso: oltre ottocento pagine che sono soltanto una selezione dell’immensa mole di articoli e recensioni pubblicati da Dorfles. Non ci sono, peraltro gli articoli dedicati alla Biennale di Venezia (raccolti in volume da Scheiwiller sotto il titolo di Inviato alla Biennale. Venezia 1949-2009), così come mancano gli articoli di filologia e altri temi pubblicati sulle pagine del Corriere della Sera.

Gli artisti che ho incontrato, di Gillo DorflesIl librone è invece una miniera di presentazioni di artisti e di recensioni apparse su riviste come Domus e Metro, in cui Dorfles parlava – spesso prima degli altri – di artisti come Fontana, Manzoni, Arp, Brancusi, Malevich, Jasper Johns e Rauschenberg, solo per citarne alcuni. “Gillo ha preceduto i tempi”. Ne Gli artisti che ho conosciuto c’è tutto il Novecento e oltre.

Poi ha preso la parola lui, Gillo Dorfles, per giustificare il libro che ha fatto – ha confessato – con molte incertezze. In un certo senso non lo considera un “suo” libro, ma ha riconosciuto di aver avuto almeno il merito di parlare di artisti che all’epoca erano perfetti sconosciuti o quasi. Come Castellani e Bonalumi che gli fu presentato da un dentista che gli disse “io conosco un artista…”. Fidandosi del dentista, andò a incontrare l’artista e rimase colpito dalle sue opere. Viene da domandarsi se succede anche oggi. Mah! sono cambiati i critici e gli artisti, per non parlare dei dentisti…

Nel caso la curiosità sia ridotto a un lumicino, si apra questo librone e ci si inoltri nella miniera alla ricerca di un filone d’oro: basterà scegliere un articolo a caso. Andrete sul sicuro.
Saul Stucchi

Gillo Dorfles
GLI ARTISTI CHE HO INCONTRATO
A cura di Luigi Sansone
Skira
2015, 864 pagine, 42 €

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