Dal 24 ottobre al 3 novembre 2018 si terrà a Bologna la sedicesima edizione di “Gender Bender”, sotto la direzione artistica di Daniele Del Pozzo.
Più di 100 appuntamenti
La manifestazione si articolerà secondo un ricco programma che prevede oltre 100 appuntamenti (tra cui 21 prime nazionali) spalmati su 11 giorni. Una ventina le location distribuite nel capoluogo emiliano.
Sette sono le sezioni del festival internazionale: Danza, Cinema, Teatro, Mostre, Incontri, Laboratori e Party. A tenerle insieme è il tema scelto come filo rosso, ovvero l’intreccio tra le differenze, provenienza geografica, etnia.
Il titolo “Cromocosmi” gioca con le parole (e gli universi d’idee associate a) “cosmi”, “cromosomi” e “cromatismi” per alludere a tutte le loro possibili declinazioni nei colori e nelle sfumature delle differenze.
“Gender Bender” si propone come osservatorio privilegiato sulla produzione contemporanea caratterizzata da una multidisciplinarietà che già di per sé è testimonianza di vitalità.
Spettacoli, conversazioni e yoga
Giovedì 24 ottobre alle ore 19.00 ci sarà l’inaugurazione al Cassero LGBTI Center, seguita dal WE PLAY Gender Bender Opening Party a cui risponderà sabato 3 novembre il PUSSY GALORE Gender Bender Closing Party.
In mezzo ci sarà di tutto, letteralmente. Da lezioni di yoga allo spettacolo di Alessandro Berti “Bugie bianche. Capitolo primo: Black Dick” (dedicato allo sguardo del maschio bianco sul maschio nero); dal film “Martesa – The marriage” della kosovara Blerta Zeqiri al workshop “Welcome to the Chaos” di Oona Doherty, durante il quale i partecipanti saranno invitati a lavorare su suggestioni di opere di Caravaggio e Francis Bacon, ma anche su immagini di pavoni bianchi e miele di Manuka (potreste anzi scoprirne l’esistenza, finora ignorata…).
E ancora: mostre – come “Io sono mare” di Cristina Portolano e “Vodka e Tena Lady, A Macabre Artwork” di Gioia Maini – e conversazioni, per esempio con Thomas Lebrun, autore di “Les rois de la piste” e con Enzo Cosimi ed Egon Botteghi, rispettivamente autore e interprete di “I love my sister”.
Quella del 2018, dice il curatore Daniele Del Pozzo
È un’edizione che invita a vedere il mondo nella ricchezza e pluralità della sua complessità e delle sue contraddizioni, ma soprattutto a riconoscere l’evidenza di una consuetudine culturale che, ancora oggi, lo rappresenta come principalmente maschio, bianco occidentale ed eterosessuale.
Cromocosmi invita a passare dalla pratica del bianco e nero alla sperimentazione dei colori, una paletta di sfumature ad alta definizione con cui rendere visivamente evidente il contributo dato – in termini di bellezza, varietà e gioia, ma anche forza e potenziale conflitto – alla cultura e alle arti da soggetti altrimenti invisibili o considerati marginali.
Nella foto un’immagine di “Vodka e Tena Lady, A Macabre Artwork”: mostra fotografica e audiovisiva di Gioia Maini.
Gender Bender – XVI edizione
24 ottobre – 3 novembre 2018
Bologna
Informazioni e programma: