Se non lo ricordavate, ci pensano poche righe al principio del film La spia – A most wanted man a rammentare che ad Amburgo venne costituita la cellula terroristica che compì i clamorosi e tragici attentati dell’11 settembre 2001 a New York. Diretto da Anton Corbijn, è basato sul romanzo di John Le Carré tradotto in italiano con il titolo di Yssa il buono. È lui, il giovane ceceno, scampato alla prigionia prima in Russia e poi in Turchia, ad essere al centro della trama e dell’attenzione di una squadra dell’antiterrorismo guidata da Günther Bachmann.
Il personaggio interpretato (magistralmente) da Philip Seymour Hoffman è una spia indisponibile ai compromessi di cui vive la politica, fiduciosa che il lungo lavoro d’indagine portato avanti nell’ombra darà i suoi frutti, ma soprattutto scottata dall’esperienza di un tragico insuccesso nello scacchiere mediorientale. Il sangue versato a Beirut ancora pesa sulle spalle di Günther e ne condiziona pensieri, atteggiamenti e azioni. Lo fa guardingo, disilluso, cinico. Attorno a lui ha i componenti, fedeli, della sua piccola squadra che può contare su un giovane che spia la comunità islamica di Amburgo e il proprio padre, un facoltoso accademico che gestisce la raccolta fondi per enti benefici ma che è sospettato di deviarli verso organizzazioni terroristiche.
Ma fuori dal circolo più ristretto dei collaboratori Günther si ritrova solo. Ha superiori che non ne approvano il modo di operare, un’agente della CIA (Robin Wright, la volitiva moglie di Kevin Spacey in House of Cards) che offre il proprio aiuto per “rendere il mondo un posto più sicuro”, un’avvocatessa delle cause perse pronta a correre rischi per difendere i diritti del povero Yssa, ma nemmeno poi tanto… Senza contare il banchiere Tommy Brue (Willem Dafoe) la cui banca in passato ha ripulito montagne di denaro macchiato di sangue.
Senza naturalmente svelare troppo della trama, possiamo dire che La spia è una classica storia di Le Carré, in cui l’azione non riveste un ruolo centrale, lasciato all’introspezione dei personaggi e soprattutto alle atmosfere. Ma se nel primo caso non tutto risulta completamente convincente (il banchiere con la moglie annoiata che va a letto appena lui rientra dopo una giornata “pesante”, il fuggiasco Yssa che vuole entrare in possesso dei beni del padre, salvo poi devolverli in beneficenza, e più di tutti la spia che non si fida dei colleghi e finisce per fidarsi…), l’Amburgo che fa da teatro alla vicenda cattura l’attenzione dello spettatore. I moli del porto (uno dei più importanti d’Europa e del mondo), i quartieri di una città cosmopolita con i problemi d’integrazione che conosciamo anche noi ma con le piste ciclabili ben curate e perfettamente funzionanti, la via dei locali “a luci rosse” Reeperbahn, i grattacieli da cui si gode una vista spettacolare… Viene voglia di andarci. Anche solo di passaggio per Lubecca. Ma della città di Thomas Mann torneremo a parlare più avanti.
Saul Stucchi
LA SPIA – A MOST WANTED MAN
Regia: Anton Corbijn
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams, Willem Dafoe, Daniel Brühl, Nina Hoss, Robin Wright, Grigoriy Dobrygin