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Voi siete qui: Arte » Dolores Previtali al MUST: Con la forza immensa della vita

21 Marzo 2016

Dolores Previtali al MUST: Con la forza immensa della vita

L'opera "Uomini" di Dolores Previtali in mostra al MUST di VimercatePer parlare dell’artista Dolores Previtali prendo a prestito i versi che Alda Merini dedicò alla Passione di Gesù e sono certa di fare cosa buona perché Dolores e Alda furono grandi amiche. Le unisce, io credo, lo stesso doloroso amore per la vita e una pietà che riscopri nell’intelligenza di suoni e di gesti e che poi non riesci a dimenticare.

Ogni ferita sua
fu un balzo in avanti
di quelle belve che abbiamo in noi molteplici
e che chiamiamo “dolore”.
Quanti dolori può provare l’uomo non
sapremo dirlo,
ma sono numerati tutti
come le stelle del firmamento.
E in ogni dolore è un balzo in avanti
di una nudità,
di una guglia possente
che è il grido dell’uomo
che non riesce a superare le sue labbra.

Una sala del MUST di Vimercate con opere di Dolores PrevitaliUn augurio

Proverò a partire da qui per una recensione che vuol essere piuttosto un augurio. Spero lo raccoglieranno in molti, non perdendo l’occasione di visitare la mostra “Dolores Previtali. Con la forza immensa della vita: Via Crucis e altre opere” (al MUST di Vimercate, fino al 17 aprile).

Un suggestivo allestimento (curato da Simona Bartolena negli ambienti del Museo del Territorio Vimercatese e in alcuni locali contigui di Villa Sottocasa) testimonia un percorso di ricerca che chi ama il lavoro dell’artista robbiatese ha imparato a riconoscere.

Figure bronzee, sottili, spigolose e tormentate, scarnificate come la rappresentazione stessa del dolore, accolgono il visitatore fin dal cortile d’ingresso, nel gruppo Cammino ( 1997). Quindi sculture di terracotta rossa: corali processioni di uomini ancora affilati, ma non più soli, con lo sguardo rivolto in alto a testimoniare un’irriducibile domanda che è quasi speranza. E poi libri in cui le pagine sono materiche figure umane e il racconto sarà forse una storia che parla di tutti e di ognuno.

Infine, intensa (imperdibile), la Via crucis. Lacerazione e dramma delle cadute, della morte in croce, ma anche vi domina, come nelle antiche sacre rappresentazioni, la pietà femminile e materna: la madre che abbraccia e sostiene, le mani della Veronica come una carezza sul volto del Cristo, Gesù tra le donne.

Dio consolò le donne come portatrici di grandi dolori, e s’attaccò alle loro ginocchia come il figlio che chiede misericordia anche alla più disperata delle meretrici.

(Alda Merini, ancora dal Poema della croce)

 

L’ultima stagione

È invece bianca la terracotta dell’ultima stagione.

Dice Simona Bartolena: “Nel bianco e nella luce Dolores ha trovato una speranza e alle sue domande risposte che non l’hanno più lasciata. È sopraggiunta la speranza, un barlume di ottimismo, la fede in un domani migliore”.

"Maternità" di Dolores Previtali al MUSTMa è una speranza pensante, che sa la sua origine e non cessa di indagare il dolore in ogni sua forma. La riconosciamo nel fiume di uomini in cammino (già allestimento esposto nella Chiesa di San Zenone a Brescia, in occasione della mostra Polvere di speranza nel 2012) e nella struggente Maternità che campeggia nella Cappella privata di Villa Sottocasa: due corpi uniti in un abbraccio, abbandonato il figlio, tesa come in un urlo silenzioso la madre. Quasi una pietà, provo a dire: una maternità, mi corregge Dolores, perché in ogni maternità è inscritta la necessità, dolorosa, di lasciare andare.

Arte come cura

Chi decidesse di accogliere questo invito non si lasci scappare i filmati che mostrano l’artista al lavoro. La vedi chinarsi sui blocchi di terracotta bianca, tracciare solchi precisi, piegare e stringere come in un abbraccio (gestualità da ostetrica o da fisioterapista, i blocchi di terra sono già corpi che lei amorevolmente guida al movimento e alla vita), intuisci così che la bellezza che emana dai Torsi, corpi immobili eppure vitali, nasce da un gesto di cura.

L’arte di Dolores Previtali è anche, io credo, un gesto di cura.

Concludo con una nota sull’opera che più ci riporta al nostro tempo di umanità migranti e ferite, ma anche di silenzio indifferente – impotente per chi vorrebbe e non sa.

Alcune opere di Dolores Previtali in mostra a VimercateDolores Previtali fortunatamente sa e può cantare la pietà anche nel silenzio di una scultura e verrebbe da dire che non ci sia per l’arte vocazione più alta che questa.

È il caso del Viaggio della speranza: un’imbarcazione stilizzata in una semplicità antica e nuova, tre gruppi di uomini addossati l’uno all’altro, cedevoli alcuni ma tutti con il volto teso a cercare il cielo. È l’artista a chiosare con pochi versi lo spirito dell’intuizione che muove questa e altre sculture:

Il mare brilla
ancora all’orizzonte
dove umane sventure
scandiscono ogni giorno
il canto di una tragedia.
Il calore del sole
le raccoglie a sé
in un tramonto
che non è vano.

Il suggestivo allestimento della mostra di Dolores Previtali al MUST di VimercateScrive Simona Bartolena: “Non occorre possedere una fede religiosa per percepire la tensione spirituale e raccogliere il messaggio delle opera di Dolores Previtali”.

Perciò questo invito, che non voleva essere una recensione, sia per tutti un vero augurio: Dio, certo, nessuno lo ha mai visto e dunque commuove e consola chi, come Dolores, nella tangibilità della materia e nella pietà umana non cessa di cercarlo.
Elena Rausa
Foto dello Studio Giudicianni & Biffi

www.giudicianni.it

Dolores Previtali
Con la forza immensa della vita: Via Crucis e altre opere

Dal 19 marzo al 17 aprile 2016

  • Orari: mercoledì e giovedì 10.00 – 13.00; venerdì, sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00
  • Museo MUST
    Via Vittorio Emanuele II 53
    Vimercate (MB)
  • Informazioni:
    tel. 0396659488
  • www.museomust.it
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