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Voi siete qui: Arte » Dieci opere per comprendere le “pietà” di Giovanni Bellini

8 Febbraio 2013

Dieci opere per comprendere le “pietà” di Giovanni Bellini

Avete tempo fino al prossimo 4 marzo per non perdervi una piccola-grande mostra a Milano. Al Museo Poldi Pezzoli è infatti allestita Giovanni Bellini: dall’icona alla storia, un’esposizione che raduna appena 10 opere ma tutte di altissimo livello. Il capolavoro assoluto è l’Imago Pietatis, acquistata da Gian Giacomo nei primi anni Sessanta dell’Ottocento (comunque prima del giugno 1864, quando il collezionista ne pagò il restauro allo stesso Giuseppe Molteni da cui l’aveva comprata), e attorno a questa tavola i tre curatori Andrea De Marchi, Andrea Di Lorenzo e Lavinia Galli Michero hanno costruito un percorso ideato per illustrare l’iconografia del tema omonimo.Bellini_1
Si parte dal mondo bizantino, a cui rimanda la tavola del Cristo in Pietà fra la Vergine e san Giovanni evangelista dolenti e due angeli, di un anonimo pittore veneziano dell’inizio del XIV secolo, in prestito dal Museo Provinciale di Torcello. Fu la città lagunare a diffondere in Occidente il modello iconografico del Cristo in Pietà, in greco Akra Taipenosis, ossia “Somma Umiliazione”. Giovanni Bellini la innovò in senso umanistico e rinascimentale. Molto interessante ed emblematica del progetto curatoriale è la citazione di un passo dal Viatico per cinque secoli di pittura veneziana di Roberto Longhi: “Uomo di meditazioni instancabili, mai pago di evocare l’antico, d’intendere il nuovo e di provarli, egli fu tutto quel che si dice: prima bizantino e gotico, poi mantegnesco e padovano, poi sulle tracce di Piero e di Antonello, in ultimo fin giorgionesco; eppure sempre lui, caldo sangue, alito accorato, accordo pieno e profondo tra l’uomo, le orme dell’uomo fattosi storia, e il manto della natura”.
Bellini_2
La tappa successiva conduce il visitatore ad ammirare due opere di Antonio Vivarini, la Madonna in trono con il Bambino e due angeli (del Poldi Pezzoli) e l’Uomo dei dolori, arrivato dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna, probabilmente appartenenti allo stesso polittico, di cui graficamente viene proposta un’ipotesi di struttura. Nel quindicennio che intercorse dal 1455 al 1470 lo stile del Bellini conobbe una significativa evoluzione, profondamente debitrice nei confronti del cognato Andrea Mantegna e di Donatello. I capolavori che qui la raccontano li abbiamo già visti insieme alcuni anni fa alla magnifica mostra monografica alle Scuderie del Quirinale, ma in questa sede lo spazio intimo e le luci ben calibrate permettono di goderne al meglio la visione. Le “Pietà” dell’Accademia Carrara di Bergamo, del Museo Correr di Venezia (con il falso storico del monogramma düreriano ben in vista sul bordo del sepolcro e una Gerusalemme idealizzata ricca di monumenti romani, tra cui il Colosseo) e quella del Museo della Città di Rimini formano una corona di gemme attorno al tesoro del Poldi Pezzoli.
Bellini_3
Le ultime opere esposte illustrano invece gli esiti dei percorsi intrapresi dai seguaci belliniani, almeno per come si evince dalle opere conservate nel Museo stesso. Non bisogna però perdersi il bel video riprodotto nella saletta adiacente, ricco di informazioni e di immagini dettagliate (avete notato le goccioline di fine corsa delle pennellate con cui il pittore ha reso il perizoma di Cristo? E la velatura di lacrime negli occhi dei dolenti nella versione di Bergamo?). Davvero una piccola-grande mostra. Non perdetevela!
Saul Stucchi 

Didascalie:

Giovanni Bellini
Imago Pietatis
© Milano Museo Poldi Pezzoli
Giovanni Bellini
Cristo morto sorretto da due angeli
© Venezia Museo Correr
Giovanni Bellini
Cristo morto sorretto da quattro angeli
© Rimini Museo Comunale

GIOVANNI BELLINI. 
DALL’ICONA ALLA STORIA
Fino al 4 marzo 2013

Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12
Milano
Orari: da mercoledì a lunedì 10.00-18.00; martedì chiuso.
Biglietto: intero 9 €; ridotto 6 €; bambini fino ai 10 anni gratuito. 
Informazioni:
Tel. 02.794889 – 02.796334
www.museopoldipezzoli.org 
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