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Voi siete qui: Biblioteca » Da Mimesis due libri sul groviglio – moderno – tra arte e filosofia

12 Marzo 2013

Da Mimesis due libri sul groviglio – moderno – tra arte e filosofia

DionisoLe vendette della storia. Le rivelazioni. I contrappassi, le sviste, gli errori ermeneutici. Il sovrapporsi delle maschere e la licenza del riso – di segno tutt’altro che univoco. L’arte e il pensiero come linguaggi della guerra, anche, come figure della contrapposizione (nessun conflitto può evitare il simbolico prima di trasformarsi eventualmente in carneficina). Questo groviglio di fili (di ferro, duri, acuminati) è materia di una storia esasperata, di un polemos scritto fra ‘800 e ‘900 nell’Europa della filosofia e dell’arte aperte sull’abisso della modernità. In due libri recenti dell’editore Mimesis se ne possono individuare alcuni motivi di base.

Uno riguarda Nietzsche e la sua influenza (gigantesca) nel secolo scorso – segnatamente nella letteratura tedesca. Lo stile di Dioniso è un volume a cura di Pierandrea Amato e Gianluca Miglino che rilegge la presenza di una figura ingombrante come altre mai, mutevolmente risolta (ma in effetti mai risolvibile una volta per tutte: lo si dice chiaramente nell’introduzione) nelle letture di pensatori e scrittori diversi, da Mann a Jünger a Friedlaender a Musil. Fino, e l’ipotesi dei curatori è che non sarebbe per nulla casuale, alla catalessi del postmoderno e alla sparizione improvvisa dalla scena letteraria del genio che tentò l’impossibile (e mirabile) avventura di coniugare Dioniso e l’Illuminismo: postmoderno definito nell’ingannevole e mortuaria espressione di “fine della storia”, i cui danni, peraltro, sono ancora tutti davanti a noi. Libro per un pubblico di lettori attrezzati.

RidereArteL’altro volume è della storica Marta Sironi, Ridere dell’arte. Vi si passano in rassegna alcune tappe fondamentali dell’arte moderna rilette dalla grafica satirica coeva, non di rado in una luce più reazionaria che meramente conservatrice. Ricco (e non poteva essere diversamente) di illustrazioni lo studio racconta per esempio la nemesi non da poco subita da un grande e innovativo pittore come Gustave Courbet. Satireggiato al punto da ricevere un posto d’onore nei salons caricaturaux. Per un artista i cui intenti cozzavano contro le annose abitudini di una pittura accademica ormai stanca, suona beffardo il destino che lo vuole rappresentato a sua volta come un “pittore da baraccone”. Ora, se con lui tentarono di marcare in caricatura principalmente i tratti pauperistici, altri artisti vennero sovente ridicolizzati e disprezzati attraverso vignette tanto impietose quanto – diremmo – tendenziose (altrimenti che caricatura sarebbe?) proprio per gli elementi di novità della loro arte. La grafica satirica che riflette sull’arte altrui pare indossare gli occhiali di un “comune buon senso” non molto esaltante (alla luce del quale la storia della pittura si sarebbe forse fermata a Ingres).

Eppure, il primo pittore che “si avvale dell’accentuazione caricaturale come elemento linguistico-espressivo”, William Hogart (1697-1764) lo fa prendendo di mira proprio il senso comune, la società del tempo e il sistema delle belle arti chiuso sulle proprie convinzioni. Presto però incalzato dal meno noto Paul Sandbay, che ne deride l’arte nuova secondo una dialettica oppositiva che non a caso lo porterà a fondare con altri la Royal Academy. Per tornare all’assunto iniziale: questo sguardo critico che agisce attraverso un dispositivo espressivo (come arte sull’arte) in luogo del citazionismo cui ci ha abituato la blandizie del postmoderno funziona spesso come uno scontro dialettico tra modi di intendere forme e contenuti non solo artistici. Modi che investono visioni del mondo, è ovvio, quando non proprio ideologie. Salendo un altro vertiginoso gradino, quello della filosofia, ci troviamo dinnanzi allo scontro che nel capitolo finale di Ecce Homo (“Perché io sono un destino”) si annuncia proprio attraverso Friedrich Nietzsche: parabola definitiva fra tutte.
Michele Lupo

Marta Sironi 
Ridere dell’arte.
L’arte moderna nella grafica satirica europea tra Otto e Novecento

Mimesis 
Pagine 300, 24 €

Lo stile di Dioniso.
La filosofia di Nietzsche nella letteratura tedesca del Novecento

A cura di Pierandrea Amato e Gianluca Miglino
Mimesis
Pagine 292, 20,40 €

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