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Voi siete qui: Arte » Crivelli e Brera: davvero una mostra sobriamente sontuosa

7 Marzo 2010

Crivelli e Brera: davvero una mostra sobriamente sontuosa

crivelli_ante Sobriamente sontuosa: è forse questa espressione ossimorica la miglior definizione sintetica della mostra Crivelli e Brera. Il titolo dell’esposizione è tutt’altro che banale perché la congiunzione sottolinea lo stretto rapporto tra il museo milanese e il pittore veneziano che legò la sua produzione alle Marche. Sontuosa perché gli ori e i colori di Crivelli (ma anche i tappeti e gli oggetti sacri selezionati dai curatori) raccontano al visitatore di un mondo raffinato e prezioso, ma lo fanno in un modo sobrio grazie a un allestimento rigoroso che nulla concede alla pacchianeria spesso dominante in esposizioni di questa levatura.

crivelli_candelettaIl percorso si apre a sorpresa con un’assenza: la grande pala per San Pietro di Muralto non ha potuto infatti lasciare Berlino dove è conservata, a causa della fragilità in cui è ridotta dopo i numerosi interventi che ha subito. La riproduzione fotografica dell’opera mostra la consegna delle chiavi a San Pietro in cui si nota l’insolita scelta iconografica di un Gesù bambino al posto del tradizionale Cristo in età adulta.

Nella prima sala si possono ammirare anche due piccole tavole con i santi Benedetto e Agostino, rispettivamente da Berlino e dalla Galleria Colonna di Roma, mentre il pannello introduttivo ricorda che sulla vita di Carlo Crivelli gli storici dell’arte hanno più domande che informazioni sicure. Quel poco che si sa è che nacque a Venezia, figlio di un pittore al quale non si può assegnare con certezza alcuna opera. Influenzato da quanto si realizzava in quegli anni a Padova (Mantegna alla Cappella degli Eremitani e la bottega dello Squarcione), Crivelli fu condannato nel 1457 per un amore adulterino e abbandonò Venezia per non farvi più ritorno. Al 1468 risale la prima opera firmata e datata realizzata per le Marche, da dove non si sarebbe più mosso.

La seconda sala accoglie il visitatore con un tessuto in damasco bicolore (ordito blu e trama gialla), in prestito dal Museo del tessuto di Prato e con il Polittico del Duomo di Camerino. I curatori ripropongono una ricostruzione di questo grande puzzle i cui pezzi sono finiti dispersi per vari musei del mondo. Brera conserva il centrale dei tre grandi pannelli, la cosiddetta Madonna della Candeletta. Ai fianchi stanno il pannello rovinato con i santi Pietro e Paolo e quello integro con i santi Ansovino e Gerolamo, entrambi conservati alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Ci sono poi dodici tavolette che per primo Federico Zeri riconobbe provenire dalla cornice architettonica del polittico. Raffigurano San Francesco, il beato Ugolino Magalotti da Fiegni (che calza gli zoccoli), Santa Caterina d’Alessandria, San Domenico (?), Sant’Antonio abate, San Cristoforo, un San Sebastiano trafitto da non meno di nove frecce (e qui mi torna in mente una pungente – è il caso di dire – osservazione di Alan Bennet sul martirio di questo santo) e infine San Tommaso d’Aquino. Il trittico di San Domenico è una delle star della mostra, col vantaggio di giocare in casa: i tre pannelli principali e le due predelle superstiti sono infatti custoditi dalla Pinacoteca di Brera. crivelli_politticocamerino
Sono invece arrivati per l’esposizione i tre pannelli delle cuspidi, provenienti da Francoforte e da Riggisberg. Crivelli ha aggiunto alcuni inserti tridimensionali (citiamo almeno le chiavi di San Pietro e l’elsa del pugnale che trafigge San Pietro martire) per accrescere il realismo delle figure. Si  rimane poi incantati davanti alla piccola tavola con San Francesco che raccoglie il sangue di Cristo, in arrivo dal Poldi Pezzoli. Fu dipinta ad Ancona forse per il frate Bernardino Ferretti come immagine di devozione privata. crivelli_tappeto

Nella terza sala campeggiano un tappeto anatolico “Holbein” a disegno grande e un frammento di tappeto denominato “Batàri-Crivelli”. Tutti gli sguardi vengono però calamitati dall’Annunciazione della National Gallery, prestito che da solo vale il biglietto della mostra. La colomba dello Spirito Santo plana verso il capo della Vergine guidato da un raggio che dall’alto delle nuvole ha centrato il pertugio ricavato nel ricco fregio dell’abitazione.

Della quarta sala non si può non nominare almeno l’Incoronazione della Vergine, ultima opera nota del pittore.
catalogo_crivelli

Merita una menzione particolare il ricco catalogo edito da Electa perché rappresenta uno strumento più che utile direi indispensabile per apprezzare come merita questa bella mostra. I saggi che lo compongono ripercorrono le complesse vicende dell’approdo e della successiva dispersione delle opere di Crivelli a Brera; indagano sul rapporto tra il pittore e le arti suntuarie e su quello tra la sua arte e i tappeti. Fanno infine il punto della situazione sul restauro delle sue opere. Le numerose illustrazioni permettono di ammirare da vicino quei dettagli che durante la visita non sempre si ha la possibilità di apprezzare, anche a causa della mancanza di panche sulle quali godersi in tutta comodità le splendide opere in mostra.
Saul Stucchi

Crivelli e Brera

Fino al 28 marzo 2010

Pinacoteca di Brera
Via Brera 28
Milano
Orari: 8.30-19.15 da martedì a domenica (la biglietteria chiude 45 minuti prima)
Chiuso lunedì
Biglietto: intero 10,00 €; ridotto 7,50 €
www.pinacotecabrera.net

Didascalie:
Carlo Crivelli
Trittico di San Domenico (1482)
I santi Pietro e Domenico (part.)
tempera e olio su tavola
Milano, Pinacoteca di Brera

Carlo Crivelli
Polittico del Duomo di Camerino (1488 circa)
Madonna della Candeletta
tempera e olio su tavola
Milano, Pinacoteca di Brera

Carlo Crivelli
Trittico di San Domenico (1482)
Madonna della Candeletta
tempera e olio su tavola
Milano, Pinacoteca di Brera

Tappeto anatolico “Holbein” a disegno grande
prima metà del XV secolo
Anatolia occidentale
tappeto annodato; ordito in lana, trama in lana, nodo turco, cm 502×260
Milano, Collezione MATAM (Museo di Arte Tessile Antica Milano)

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