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Voi siete qui: Musica & Danza » Concerto di Giovanni Sollima all’Auditorium RAI di Torino

15 Ottobre 2026

Concerto di Giovanni Sollima all’Auditorium RAI di Torino

Uno e trino, Giovanni Sollima, ieri all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino nel concerto Stasera Sollima: come violoncellista, compositore e direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI (trasmesso in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura).

In realtà il pubblico – in sala o da remoto – ha potuto apprezzare un altro talento della sua natura polimorfa, quello da trascrittore. Come, per esempio, nell’ultimo capitolo che ha chiuso il programma ufficiale, l’ottavo movimento dei suoi Folktales.

Così ne scrive Oreste Bossini nel programma di sala: «L’ultimo e più corposo episodio, invece, è una riscrittura per grande orchestra del Minuetto conclusivo del Concerto in re minore RV406 di Vivaldi. Non si tratta semplicemente di una trascrizione, ma di una metamorfosi a tratti spettrale e grottesca di un materiale musicale che appartiene al paesaggio dell’anima di Sollima».

Ma già nel primo pannello del trittico in cui si è articolato il concerto, ovvero nei brani da A Selection of Original Scots Songs di Haydn, si è visto all’opera il Sollima trascrittore.

Questo il programma:

  • Franz Joseph Haydn
    Estratti da 150 Canti Scozzesi, Hob.XXXIa
  • Franz Joseph Haydn
    Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra, Hob.VIIb:2
  • Giovanni Sollima
    Folktales per violoncello e orchestra

È stata una prima esecuzione RAI a Torino la pagina con cui Sollima ha scelto di aprire il concerto, mentre le successive due erano state eseguite per l’ultima volta rispettivamente nel 2010 (Oleg Caetani, Enrico Dindo) e nel 2011 con lo stesso Sollima.

Calorosi applausi hanno cadenzato la serata, con gli orchestrali in sabaudo aplomb in contrappunto alla vulcanica esuberanza di Sollima, istrionico come sempre. Le sue doti attoriali hanno contribuito a farne il personaggio amato che è, riconoscibile quando ha il violoncello tra le gambe (o sollevato sopra la testa, come diverse volte ieri sera ai momenti dei saluti) e quando è lontano dal palco.

Se devo figurarmi una incarnazione musicale della joie de vivre picassiana, beh: non mi viene in mente altri che lui, il nostro “Giovannin senza paura”, per fare riferimento al personaggio delle Fiabe italiane di Italo Calvino che ha ispirato il musicista nella composizione del lavoro.

Anche ieri sera non è stato fermo un istante, ha dato tutto nell’interpretazione e nella direzione, guardandosi attorno con occhi spiritati, battendo i piedi e sollevandosi spesso dalla sedia. La refrattarietà alla rigida ingessatura formale l’ha dimostrata anche sorridendo benevolo agli applausi che hanno interrotto la serie tra un movimento e l’altro, una formalità che non è altro che una consuetudine della nostra epoca, non una legge dell’Universo.

All’intervallo mia moglie mi ha raggiunto a metà sala per propormi di fare cambio di posto con lei, seduta in quarta fila: «Non puoi perderti le sue smorfie!». L’ho rassicurata che si vedevano benissimo anche da lì, ma è stata irremovibile (forse anche un modo per ringraziarmi di averle fatto scoprire Sollima, anni fa).

La seconda metà del programma è stata puro Sollima: autore, interprete e direttore in un unico concentrato di energia, un vulcano (per alludere ai due brani centrali dei suoi Folktales). Ciascun ascoltatore poteva trovarci riflessi, influenze e contaminazioni con i compositori che l’hanno preceduto. Io ci sentivo echi della Sinfonia n. 1 di Mahler e dei lavori di Philip Glass che di Sollima fu il primo produttore, nel 1988 con l’album Aquilarco.

Davvero in alcuni momenti i suoni sembravano prodotti da corde vocali e non da quelle del suo violoncello, un prezioso Francesco Ruggieri realizzato a Cremona nel 1679.

Il concerto si è chiuso con tre bis, uno più applaudito dell’altro. Emozionanti in particolare il canto armeno intitolato Krunk (che significa gru: «Non chiedetemi altro», ha scherzato Sollima) e il Preludio della Cello Suite n.1 in sol maggiore (BWV 1007) di Johann Sebastian Bach.

Il musicista l’ha così presentato: «Questo non è popolare, anzi sì. Ci hanno fatto anche le suonerie del cellulare…» (caso ha voluto che il giorno prima avessi rivisto per l’ennesima volta l’episodio 3 della terza stagione del Dr House, che si apre proprio sulle note di questo celeberrimo brano, nell’interpretazione di Yo-Yo Ma.

«Me ne vado» ha mimato con le labbra Sollima all’ultimo giro di applausi, chiudendo una serata molto piacevole. La stagione vera e propria dell’OSN prenderà il via la settimana prossima: giovedì 22 e venerdì 23 ottobre Andrés Orozco-Estrada dirigerà la Sinfonia n. 6 in la minore “Tragica” di Mahler.

Saul Stucchi
Foto © PiùLuce/OSNRai

Stasera Sollima

14 ottobre 2026 ore 20.30

Auditorium Rai “Arturo Toscanini”
Via Gioachino Rossini 15
Torino

Informazioni:

www.raicultura.it

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