Che sorpresa lo spettacolo Le regine. Elisabetta vs Maria Stuarda. Uno potrebbe aspettarsi uno scontro dialettico tra le due figure storiche, nello stile di una trasmissione pomeridiana in cui pseudo casalinghe (per nulla disperate) gareggiano nell’alzare i toni nel tentativo di dare “spessore” a quello che gridano. O la versione teatrale di una tribuna politica, a sua volta versione teatrale – questa volta in senso deleterio – di qualcosa che dovrebbe appassionare e invece annoia. Mortalmente.
Avviene invece tutt’altro sul palcoscenico del Teatro Oscar di Milano, grazie alla frizzante e come sempre intelligente regia di Alberto Oliva che ha messo in scena un testo di Paolo Bignamini dalla Maria Stuarda di Schiller. E soprattutto grazie alla splendida prova di due grandi attrici, Maria Eugenia D’Aquino e Annig Raimondi. Più che sovrane nemiche pur essendo cugine (anzi, nemiche proprio perché cugine), le due sono sorelle gemelle, rinchiuse in uno spazio angusto che è prigione e insieme accogliente utero materno. Hanno molto da dirsi e da rinfacciarsi, ma in fondo sono unite da un legame profondo: la consapevolezza – pagata ad altissimo prezzo – che il potere regala solitudine.
L’erba “voglio” non cresce nemmeno nel giardino delle regine e quando Elisabetta si scontra con la realtà e constata che non accade quanto lei vuole (sorridere, tornare fanciulla, essere felice), Maria, con fare da saputella, le spiega che ha ordinato le cose sbagliate. “Possiamo fare tutto, ma le nostre scelte sono obbligate”, aggiunge. A prima vista pare una contraddizione ma in questa verità si concentrano secoli di teoria e di prassi di governo (ed è una lezione – notiamo di passaggio – che prima o poi imparano tutti i sovrani messi in scena da Shakespeare, fine analista del potere). Da parte sua Elisabetta, a Robert che le comunica (per telefono!) di essersi appena sbarazzato di Maria (un po’ troppo maldestramente: l’ha gettata giù dalle scale), sentenzia che “la verità è un lusso che non possiamo permetterci, soprattutto per chi fa il mio mestiere”.
Il ristretto ambiente in cui si muovono le due regine non riesce a contenerle, a trattenerle. Così a turno ne escono, non solo metaforicamente, mentre gli altoparlanti gracchiano “cos’è la vita senza l’amore?”, dal primo successo di Nada. E la prima sensazione di straniamento lascia subito il posto alla convinzione che una vita senza amore (dato e ricevuto) non sia degna di essere vissuta, neppure in cambio di un regno.
Ne Le Regine realtà e sogno si mescolano, i piani si confondono e i registri si alternano, spiazzando lo spettatore. E il teatro gioca con se stesso, quando Maria recita la parte di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII, nonché madre della propria rivale Elisabetta. Che sorpresa vederla con la testa in mano! La Raimondi è bravissima e le sue smorfie sono da cineteca, degne eredi di quelle dell’Igor di Marty Feldman in Frankenstein Junior. E se siete fortunati, può capitare che davanti a voi venga a sedersi la regina Elisabetta in persona. Ma ci pensate?! Queste cose capitano solo a teatro.
Saul Stucchi
Foto di Massimiliano Liotti
Dall’8 al 25 maggio 2014 (escluso 13 maggio 2014)
LE REGINE. Elisabetta vs Maria Stuarda
da Maria Stuarda di Friedrich Schiller
Drammaturgia Paolo Bignamini
Regia Alberto Oliva
Con Maria Eugenia D’Aquino, Annig Raimondi
Musiche Maurizio Pisati
Costumi Ilaria Parente
Scene Giuseppe Marco di Paolo
Disegno luci Fulvio Michelazzi
Assistente alla regia Giorgia Bari
Collaborazione Riccardo Magherini
Produzione PACTA . dei Teatri
Spettacolo inserito nell’abbonamento ‘Invito a Teatro’
Teatro Oscar
Via Lattanzio 58
Milano
Come arrivare:
MM3 – Staz. Lodi T.I.B.B.
Tram: linea 16 Fermata Tito Livio – Lattanzio
Filobus: linea 92 – Fermata Umbria – Comelico
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Biglietti: intero 24 €; ridotti da 10 a 18 € (prevendita 1,50 €)
Informazioni:
Tel. 02.36503740
www.pacta.org