È con piacere che pubblichiamo cinque poesie inedite di Giovanni Granatelli, autore di diverse raccolte (ricordiamo almeno Un tentativo di gioia. Poesie 2017-2020 e Spostamenti. Prose e racconti, entrambi da Nardini Editore), nonché apprezzato collaboratore di ALIBI Online.

Tilia
Dopo le nuvole drago
attorno alle antenne,
la sera traslucida
governata dai tigli.
Affattura chiunque
l’odore che apre
incantesimi in serie
sopra l’asfalto –
ammalia anche l’ospite
fuori luogo da sempre
che agitando le braccia
in danze scomposte
si ostina a sperare
nello scatto improvviso
di un’accesa benevolenza.
Regina
Nel prato ricavato
sulle macerie della fabbrica
(verde incastonato
fra lampade e crepuscolo)
esplora i fili d’erba
e il suono che produce
l’attrito della favola
contro la materia
scabra della scena,
sovrana di Lilliput,
sovrabbondante di stupori,
fiducie, riverenze
– la mente piena di cieli
non ancora distrutti.
Sibilla
Le mani affusolate
della sibilla nell’affresco
svelano già intera
la dismisura della mente,
la fame senza quiete
annidata dentro gli occhi.
Producendo meraviglie
i maestri si tradiscono,
sulla pelle delle muse
dimenticano indizi,
segnali acuminati:
ogni figura di splendore
mostra il marchio di un miraggio.
Butterfly
Nel teatro all’aperto
ancora una volta
la farfalla nipponica
si autodistrugge,
senza varianti
(compassionevoli svolte)
nei fasci di luce
sul palco lacustre
va in scena la replica:
il gioco di caccia
che sceglie la preda,
le linee di fumo
di promesse friabili,
il piano inclinato
sempre più ripido
dell’attesa impossibile.
Lamento del cantiere
Un equivoco di forze
sul margine del vuoto –
prima, preambolo:
un accordo velenoso
o l’offerta noncurante
sul disco numerato
che ruota rosso e nero
(nel sogno di cera
di essere infrangibili).
Dal tradimento dell’aria
al cedimento del respiro,
dalle leggi matematiche
al sangue sull’asfalto
e la parte mancante,
i paragrafi ulteriori
della fabula interrotta
spicciamente avviluppati
dal clamore del niente.
Giovanni Granatelli