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Voi siete qui: Arte » “Cena in Emmaus”: dialogo tra Caravaggio e Rembrandt

5 Febbraio 2019

“Cena in Emmaus”: dialogo tra Caravaggio e Rembrandt

È tornata a Brera la “Cena in Emmaus” di Caravaggio, prestata al Museo Jacquemart-André di Parigi per la mostra “Caravaggio a Roma, amici e nemici”. Chi scrive queste note l’ha raccontata nella trasmissione “I girasoli” di Radio Popolare del 28 ottobre 2018.

Com’è noto, si tratta della seconda versione, di una manciata di anni più tarda rispetto a quella esposta alla National Gallery di Londra (dipinta attorno al 1601-1602). Quella Braindense fu invece realizzata nel 1606, l’anno di nascita di Rembrandt. E proprio la “Cena in Emmaus” di Rembrandt farà compagnia alla tela del Caravaggio per tre settimane, dal 5 fino al 24 febbraio, per l’Ottavo Dialogo organizzato dal direttore James Bradburne.

Cena in Emmaus: ottavo dialogo alla Pinacoteca di Brera. Caravaggio dialoga con Rembrandt

Grazie all’accordo con il Jacquemart-André che l’annovera tra i suoi – numerosi – capolavori, per questo breve lasso di tempo è possibile godere di un accostamento inedito. È infatti la prima volta che queste due intense opere sono appese l’una accanto all’altra.

L’incontro a Emmaus

Nella Sala XXVII della Pinacoteca di Brera i visitatori possono ammirare le rispettive tecniche dei due maestri e confrontarne la resa del celebre episodio, narrato soltanto dal Vangelo di Luca, nel capitolo 24. Fu allo spezzare del pane che i due discepoli riconobbero Gesù che prima aveva percorso un tratto di strada con loro.

Nella piccola opera di Rembrandt, dipinta su carta applicata su tavola, il centro della composizione è occupato da Cleopa. L’apostolo si ritrae spaventato inclinandosi verso la sua destra. Una diagonale che punta in direzione opposta è disegnata dal profilo del Cristo, piegato all’indietro nel gesto della fractio panis. Con lo spezzare del pane, raccontato dallo stesso Luca nel capitolo XXII, Gesù aveva istituito l’Eucaristia, dicendo ai suoi apostoli: “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”.

Rembrandt, La Cena dei pellegrini di Emmaus. Esposta temporaneamente alla Pinacoteca di Brera di Milano, in prestito dal Musée Jacquemart-André di Parigi

La figura del Cristo è una sagoma in ombra, ritagliata dalla forte luce che essa stessa copre allo sguardo dello spettatore. È in parte bilanciata nella metà sinistra del quadro, molto più scura di quella destra, dalla luce fioca emanata dal lume della dispensiera sullo sfondo.

La seconda Cena di Caravaggio

Anche nella “Cena in Emmaus” del Caravaggio la parte sinistra è più scura. Qualche tempo fa un’indagine ai raggi infrarossi ha permesso agli studiosi di Brera di scoprire che il Merisi aveva dipinto nell’angolo in alto un paesaggio che si intravedeva da una finestra. Tutta quell’area, però, venne da lui stesso ricoperta con un fondo scuro. Questa seconda versione della Cena è molto più tenebrosa rispetto a quella “londinese”.

Dipinta con pennellate più rapide, rivela una forte tensione emotiva. Caravaggio aveva da poco lasciato Roma, dove aveva ferito a morte Ranuccio Tomassoni. Con quella fuga aveva dato inizio alla sua odissea che si sarebbe conclusa tragicamente a Porto Ercole quattro anni dopo, nel 1610.

Le opere accostate nella Sala XXVII non rivelano soltanto i differenti stili di due maestri della pittura. Raccontano anche il diverso approccio alla tematica religiosa, opponendo Riforma e Controriforma. Rembrandt dipinse la sua “Cena dei pellegrini di Emmaus” nel 1629, quando aveva appena 23 anni.

Nell’area protestante ai pittori erano imposte forti limitazioni nelle rappresentazioni dei temi sacri, così come in quella cattolica gli artisti dovevano sottostare a regole di altro indirizzo teologico. La scelta del pittore olandese di dipingere in ombra il Cristo non è dovuta soltanto a ragioni stilistiche, dunque, bensì anche a motivi di ideologia religiosa.

Su tutti questi temi riflette il libro “Rembrandt a Emmaus” di Max Milner, tradotto in italiano da Vita e Pensiero. Il libro verrà presentato il 15 febbraio alle ore 11.00 in Sala della Passione a Brera. Con il direttore Bradburne ne parleranno il filologo e critico letterario Carlo Ossola, il teologo don Giacomo Rossi, Maria Cristina Terzaghi, Professore associato di Storia dell’Arte Università Roma Tre e Giuliano Zanchi della Fondazione Bernareggi di Bergamo.

Saul Stucchi

A proposito di Rembrandt

Recensione della mostra “Rembrandt intimo” al Museo Jacquemart-André di Parigi

“Rembrandt a Emmaus” di Max Milner

Il primo capolavoro di Rembrandt esposto a New York

Didascalia:

Rembrandt Harmenszoon van Rijn, detto Rembrandt
La Cena dei pellegrini di Emmaus (1629)
Olio su tavola, Cm 39 x 42,
Musée Jacquemart-André, Parigi

Ottavo Dialogo
Attorno alla Cena in Emmaus
Caravaggio incontra Rembrandt

5-24 febbraio 2019

Pinacoteca di Brera
Milano

Informazioni:

https://pinacotecabrera.org

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