A Palazzo Reale a Milano, in una Sala delle Otto Colonne gremita, Andrea Carandini ha presentato ieri sera il suo Atlante di Roma antica, edito da Electa. A introdurlo sono stati la professoressa Gemma Sena Chiesa, curatrice della mostra su Costantino insieme al direttore del Museo Diocesano di Milano Paolo Biscottini, e Philippe Daverio, accolto con un caloroso applauso dal pubblico nonostante il quarto d’ora di ritardo.

La professoressa Sena Chiesa si è detta contenta dell’occasione perché le permetteva di riprendere un dialogo lunghissimo con Carandini e ha sottolineato l’importanza del suo lavoro, come di quello di altri colleghi, per attirare l’attenzione e l’interesse del grande pubblico sull’archeologia, al giorno d’oggi purtroppo incomprensibile ai più se non addirittura malvista. 
Ma due “prodotti” di tema archeologico stanno riscuotendo molto successo anche perché consentono di collegare il mondo antico con quello contemporaneo, ovvero la mostra di Costantino (visitabile a Palazzo Reale fino al prossimo 17 marzo, poi passerà a Roma) e appunto l’Atlante di Carandini.
Si è poi soffermata sul saggio dello stesso Carandini, pubblicato nel catalogo della mostra sul primo imperatore cristiano e dedicato alla Cappella Palatina di Santa Anastasia, dove probabilmente venne per la prima volta celebrato il Natale, in occasione del soggiorno romano di Costantino nel 326.
L’Atlante di Roma antica si fa apprezzare per la documentazione estremamente ampia e intensa che fa dell’opera un viaggio interessante nel mondo romano. Degno erede dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, proprio come quella monumentale opera settecentesca l’Atlante rappresenta un nuovo modo di diffondere la ricerca, rinnovando in profondità il lavoro degli archeologi, ha detto la professoressa che ha definito “di grande interesse” le illustrazioni che l’arricchiscono.
Qui sotto potete invece vedere un momento dell’intervento di Philippe Daverio, legato a Carandini da una conoscenza quarantennale, da quando cioè, studente, partecipò a uno scavo in Maremma…
Ha chiuso l’incontro lo stesso Carandini che ha definito l’Atlante di Roma antica una scialuppa di salvataggio per comprendere i monumenti dell’Urbe nel loro contesto, epoca dopo epoca per quindici secoli (dal IX a.C. al VI d.C.).
Saul Stucchi
1248 pagine, 150 €