Siamo alle letture estive. Chi come me sbircia le copertine sotto gli ombrelloni di solito prova un piacere un po’ inconsulto nello scoprire titoli diversi da quelli impilati nelle orride vetrine dei megastore. I suggerimenti che intendo lasciare vorrebbero provocare ad altri quel piacere. Se non vi va di leggerli, portateli in spiaggia lo stesso: fatelo per i guardoni, prima che si estinguano del tutto anche loro.
Vediamo. Sulla famigerata nozione di classico si può parlare a piacimento, ognuno lo fa a modo suo. Quindi non so se i testi che ho in mente io potrebbero sembrare laterali. Potrebbe essere un errore di chi legge, invece. Quanti per esempio conoscono l’opera teatrale R.U.R. (Rossum’s Universal Robots) di Karel Čapek? A essa dobbiamo l’origine della parola robot (accento sulla prima o). “Dramma collettivo in un prologo comico in tre atti”, secondo la definizione dell’autore, mette in scena la fabbricazione di un uomo artificiale che in una sorta di guerra di specie da sfruttato ribalta l’ordine mondiale a suo vantaggio (l’opera è datata 1920, traduzione e cure di Alessandro Catalano, Marsilio).
Non un testo futuribile, né fantascientifico ma ricco si suggestioni e sottilissime inquietudini psichiche legate al fantastico è invece Viaggiatore in terra, cinque storie – di cui la prima magistrale – di Julien Green (1900-1998). Il libro peraltro – par di capire – è purtroppo uno degli ultimi della bella collana Tusitala di Nutrimenti, curata da Filippo Tuena, traduttore di questi testi assieme a Giuseppe Girimonti Greco, Francesca Scala e Ezio Sinigaglia (al lettore il nome del traduttore interessa poco o nulla: non sa quanto si sbaglia, ahimé, anche qua).
Se poi vi date da fare per tempo potreste anche trovare un libraio capace di tenere fra i suoi scaffali La pensione Beaurepas, tre testi in uno fra i primi di Henry James, che traccia alcuni segni decisivi della sua geografia letteraria: ambienti chiusi come le pensioni in cui costringersi a osservare gli altri da vicino per lo più mettendo in contatto persone di paesi diversi (a confliggere spesso sono il mondo europeo con quello americano): ne vengono fuori già qui esemplari studi di caratteri (la traduzione è di Francesca Cosi e Alessandra Repossi per Mattioli 1885).
Infine, perché non farsi un’idea meno approssimativa dei rapporti fra vita e arte leggendo le Lettere a Merline di R.M. Rilke (per Archinto, traduzione di Francesco Bruno e cura di Enzo Restagno)? Magari si potrebbe scoprire che l’arte “è un movimento contro natura”, o magari è una cosa che si sa già, o magari la faccenda al bagnante interessa meno di zero. Vabbé, ma mica sono iscritto all’Is, che butto le bombe in spiaggia.
Michele Lupo
Karel Čapek
R.U.R. (Rossum’s Universal Robots)
Marsilio
2015, 176 pagine, 15 €
Julien Green
Viaggiatore in terra
Nutrimenti
2015, 224 pagine, 17 €
Henry James
La pensione Beaurepas
Mattioli 1885
2015, 173 pagine, 15,90 €
Rainer Maria Rilke
Lettere a Merline
Archinto
2015, 117 pagine, 14 €