Il filosofo Seneca, che fu anche tragediografo e uomo politico, fu relegato in Corsica per otto anni, dal 41 al 49 dopo Cristo. L’imperatore Claudio volle sbarazzarsi di lui con l’esilio, mentre il predecessore Caligola avrebbe preferito una soluzione più radicale, ma non ebbe tempo di metterla in pratica perché venne assassinato. Ma sarebbe stato Nerone, dimentico degli insegnamenti avuti dallo stesso Seneca, a condannarlo a morte, imponendogli il suicidio nell’anno 65.
Il soggiorno coatto nell’isola deve essere pesato tanto a Seneca, se così descrive la Corsica alla madre Elvia, in un testo che ha lo scopo di consolarla per la sua assenza:
“Cos’altro può esserci di più scabro e di più desolato di questa roccia? Cosa di più sterile? Cosa di più rude dei suoi abitanti? Cosa di più orribile della reale situazione di questo luogo? Cosa di più inclemente del tempo? Eppure ci sono più forestieri qui che abitanti del luogo. È così ambito mutar di posto, che perfino questo luogo è riuscito a far muovere della gente da casa loro”.
Il passo è celeberrimo e citatissimo, tanto da essere diventato un vero e proprio luogo comune. Noi lo riprendiamo dal Viaggio in Corsica di James Boswell, tradotto e a cura di Attilio Brilli per Sellerio (di cui abbiamo già parlato nella precedente puntata del nostro reportage su Cap Corse e su cui torneremo più avanti).
Oggi è vera soltanto la seconda parte del brano, soprattutto durante la stagione estiva, quando turisti da tutto il mondo “invadono” l’isola. Se non ci siete mai stati (ahivoi!), non immaginatela come uno scoglio aspro e desolato. La Corsica infatti è una delle perle del Mare Nostrum e incanta al primo incontro grazie alla sua natura, da contemplare, esplorare, imparare a conoscere e sempre da rispettare!
Anche con pochi giorni di vacanza a disposizione si possono organizzare escursioni a piedi o in bici, oppure ammirare la macchia mediterranea direttamente dal mare, magari pagaiando senza fretta di caletta in caletta.
La prima tappa alla scoperta della natura del Cap Corse può essere, per esempio, lo stagno di Biguglia. Per farsene un’idea la cosa migliore è salire in quota, prendendo qualche strada che s’inerpica in collina, magari con l’autoradio che trasmette brani di gruppi isolani, come Diana di l’alba e Barbara Furtuna, per immergersi nell’atmosfera. Dall’alto si gode di una prospettiva privilegiata, a volo d’aquila, sulla zona dove l’acqua dolce portata dai fiumi dell’interno s’incontra con quella salata del mare. Fate attenzione alla piccola imboccatura: è il grau. Se invece riuscita a scorgere un edificio, sappiate che è la sede dell’Ecomuseo.
Per arrivare allo stagno di Biguglia consigliamo di affittare una mountain bike da Objectif Nature che offre diversi pacchetti ritagliati sui gusti e le esigenze degli amanti della natura e degli sport all’aria aperta.
Lasciandosi alle spalle il traffico di Bastia ci si imbatte nello stadio di Furiani, teatro di una tragedia rimasta indelebilmente impressa nella memoria còrsa. Il 5 maggio del 1992, prima che Bastia e Olympique Marsiglia scendessero in campo per disputare la semifinale della Coppa di Francia, una tribuna allestita per l’incontro crollò provocando la morte di diciotto tifosi. In loro memoria è stato eretto un monumento.
La sicurezza prima di tutto, sempre. Per questo è consigliabile indossare il caschetto, anche quando si percorre la pista ciclabile che costeggia lo stagno. Sul pontile di legno che porta all’Ecomuseo ci sono cartelli trilingui (francese, inglese e còrso) che hanno la funzione di introdurre i visitatori in un mondo “a parte”, naturale e proprio per questo delicato, accogliendoli con citazioni come questa di Francesco Bacone: “Per comandare alla natura, bisogna obbedirle”, oppure quest’altra verità formulata da Albert Jacquard (ricercatore e saggista francese): “Noi siamo i locatari temporanei di un pianeta magnifico ma fragile”.
Altri cartelli, invece, illustrano la fauna che abita l’area protetta; degli uccelli, per esempio, vengono indicate la distribuzione, la migrazione e la zona di svernamento, mentre nelle sale del piccolo museo si trova un calco delle impronte dei pennuti: dopo averle impresse (è il caso di dire!) bene in mente, bambini e adulti possono divertirsi a riconoscere a quale specie appartengano le “tracce” lasciate sul terreno.
C’è anche qualche annotazione di carattere storico per ricordare che nei dintorni venne fondata la prima colonia romana in Corsica. Si chiamava Mariana, in onore di Caio Mario che la fondò nel 93 avanti Cristo.
Come seconda tappa consigliamo un po’ di sano esercizio fisico per irrobustire le braccia e far battere il cuore: non per lo sforzo, ma per la meraviglia. Accarezzare le acque cristalline davanti a Erbalunga a bordo di un kayak è un’esperienza non solo tonificante, ma soprattutto memorabile e senza dubbio costituirà uno dei ricordi più intensi di una vacanza nel Cap Corse.
Lasciato il porticciolo, magari dopo aver gustato le specialità di mare del ristorante L’Esquinade, ci si può dirigere verso nord oppure remare verso sud. La costa è tutta un susseguirsi di calette: individuata quella che più aggrada, non resterà che approdarvi per rilassarsi sulla spiaggetta di sassi e poi riprendere a pagaiare.
Per terza e ultima tappa si può organizzare una camminata sui colli che guardano verso Nonza. La difficoltà è minima, a prova di giornalista culturale! Meglio però evitare le ore più calde della giornata ed equipaggiarsi di cappellino e scarpe comode, oltre che ovviamente rifornirsi d’acqua. Sarà come passeggiare in una profumeria: la macchia mediterranea incanta con i suoi odori. Avendo qualche conoscenza di botanica, si potranno riconoscere le varie piante ed erbe, come la Ruta Corsica, la Pivarella, la Santolina e l’Elicriso Italico o Immortelle, il mirto… Se già i profumi vi sembrano intensi, provate a spezzare un rametto: si sprigionerà un olezzo quasi violento.
A un tratto il sentiero sbuca in un piccolo spazio all’aperto, lastricato e delimitato da pietre. Serviva come aia per i contadini che utilizzavano il vicino cascinotto alzato in muro a secco come ricovero per gli attrezzi. Il ritorno verso Nonza sarà segnato dal desiderio di una bibita fresca e dalla scia dei motoscafi che là in basso solcano il Tirreno, tracciando un percorso alternativo al nostro sentiero.
Saul Stucchi
#CapCorse15: Passeggiata culturale per Bastia
AGENCE DU TOURISME DE LA CORSE
www.visit-corsica.com/it
ATOUT FRANCE
www.rendezvousenfrance.com
OBJECTIF NATURE
www.objectif-nature.fr
CORSICA FERRIES
www.corsica-ferries.it