Dal 28 marzo al 30 giugno 2019 si potrà visitare al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli la mostra “Canova e l’antico”. Copromossa dal Ministero per i beni e le attività culturali, lo stesso museo partenopeo e il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e organizzata da Villaggio Globale International, l’esposizione è curata da Giuseppe Pavanello, uno dei massimi esperti dell’artista di Possagno.

Il percorso espositivo intende indagare lo stretto rapporto tra Canova e l’antichità. E lo fa mettendo in dialogo opere dello scultore veneto con opere greche e romane, come l’Endimione dormiente e l’Ermafrodito addormentato in arrivo dalla Russia.
Nella collezione permanente del MANN sono chiamati al confronto, per esempio, il celeberrimo Ercole Farnese e il Commodo gladiatore (entrambi rinvenuti nelle Terme di Caracalla a Roma), il Gruppo dei Tirannicidi, il Satiro dormiente proveniente dalla cosiddetta Villa dei Papiri di Ercolano…

Il nucleo dei lavori di Canova proviene dall’Ermitage. Attorno ad esso è stata intessuta una trama di prestiti che vede coinvolti la Gipsoteca di Possagno, il Museo di Bassano del Grappa, il Museo Nazionale di Kiev e l’Accademia di Napoli. Ci sono poi altri prestatori, come il Museo Civico di solo, i Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova, cui si aggiungono alcuni collezionisti privati.
Naturalmente il candido marmo la fa da protagonista, a cominciare dalle Tre Grazie, datate al 1812-1816. Sarebbe però impossibile comprendere e apprezzare appieno l’arte di Canova senza ammirarne i gessi e i disegni. Ma c’è anche l’Autoritratto come scultore, realizzato ad olio su tela nel 1799, quando Antonio aveva superato da poco la quarantina (allo stesso anno risale il Compianto di Cristo, dipinto nel Tempio di Possagno).

Canova arrivò a Napoli alla fine del gennaio del 1780 e vi sarebbe rimasto per un mese. Grazie al suo secondo “Quaderno di viaggio” è possibile ricostruirne l’itinerario. Visitò Pompei ed Ercolano oltre, fece un’escursione sul Vesuvio, girò per le chiese della città e ne frequentò i teatri.
Meno di un decennio dopo la situazione in Europa era del tutto cambiata a causa della Rivoluzione Francese prima e della parabola napoleonica dopo. Il nome di Canova è uno di quelli più strettamente legati al programma artistico (e propagandistico) di Bonaparte, ma poi fu proprio lui a gestire il ritorno in Italia dei numerosi capolavori che avevano preso la via di Parigi, anche se per diverse ragioni, tecniche, politiche e diplomatiche, molti sono rimasti in Francia. Ma questa è un’altra storia…
Saul Stucchi
Didascalie:
Antonio Canova
Le grazie, 1812 – 1816
Marmo, cm 182 х 103 х 64
Foto © Leonard Kheifets, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage, 2019
Le Grazie
Pompei, casa di Titus Dentatius Panthera
Affresco, cm 47 x 53
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Antonio Canova
Testa del Genio della morte, 1791
Marmo, cm 86 х 36 х 38
Foto © Alexander Koksharov, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage, 2019
Canova e l’antico
Dal 28 marzo al 30 giugno 2019
Orari: tutti i giorni tranne il martedì 9.00-19.30
Biglietti: intero 15 €; ridotto 7,50 €
Museo Archeologico di Napoli
Informazioni: