Tempo fa abbiamo parlato del piccolo editore trentino Silvy. Forse nemmeno gli eventuali lettori forti di ALIBI Online sanno che nella piccola città di Rovereto, sede peraltro di un importante museo di arte moderna e contemporanea (MART), hanno stanza due case editrici di qualità che resistono alle brutture delle majors, al soffocamento di distributori e librai (con annesse “sinergie” che altrove chiamerebbero conflitti di interesse) e propongono al pubblico italiano scrittori altrimenti sconosciuti e interessanti – abbiamo scritto su queste pagine del Libro dei sussurri di Vosganian dell’editore Keller.
Presso il quale è uscito da non molto un breve romanzo di un giovane narratore francese, David Fauquemberg (gran viaggiatore, pare) che ha raccontato una storia di pugili malinconici e stanchi in fuga non obbligata a Cuba.

In Mal tiempo – questo il titolo del libro – i due boxeur cercano un’ultima possibilità di prendere qualcosa di buono dalla vita. Nell’isola che fu il sogno di un guerrigliero argentino finito malissimo, e in cui il pugilato ha avuto una grande storia, i due proveranno ad allenare una squadra di ragazzi. O forse è solo un pretesto per cambiare aria.
La prosa, con la sua paratassi regolare, riflette un sapore di sconfitta e fierezza al tramonto, di decadenza alla quale la dignità del combattente cerca di porre rimedio con le ultime forze a disposizione. Anche il sogno cubano – forse mai esistito – pare rassegnato a mostrare i suoi cascami quotidiani che solo certi cromatismi cinematografici hanno saputo reinventare e rendere accattivanti. “Un frigorifero sovietico, posato sull’argilla pressata, ronzava in cucina. In sala, un televisore ultimo grido appena sballato. La zia seguiva una telenovela cubana, inginocchiata per terra”. Come dice uno dei personaggi: “Cuba è il posto giusto, se cerchi delle storie”.

L’altro editore è Zandonai. Dopo il bellissimo L’officina del diavolo di Jáchym Topol, è apparso il libreria Il muro del Nord dello scrittore serbo Dragan Velikić. Anche qui, una storia di fughe. L’autore, del quale Zandonai ha in catalogo altri titoli, è stato un duro oppositore al regime di Milosevic, poi esule, infine, dopo il suo ritorno, per alcuni anni ambasciatore della Repubblica Serba in Austria.
Questo suo ultimo romanzo si muove fra storia recente – e drammatica, a partire dai bombardamenti su Belgrado – e immaginario novecentesco, letterario va da sé. Anche qui, ma in modo tutt’affatto diverso, è percepibile un’atmosfera in un certo senso archeologica, come a riesumare una storia della civiltà europea, segnatamente quella di centro, nel cuore del mondo asburgico, fra Trieste e Vienna in particolare, la città in cui Olga, la bibliotecaria protagonista, fugge alla ricerca del marito. Una storia percorsa, simbolicamente, da esule, così come esule fu lo scrittore che sovrintende alle mésaillances fra realtà e letteratura che compongono il libro, James Joyce, lo straniero cui l’Italia dovette la scoperta del grandissimo Svevo, che Italo si disse senza troppa convinzione – e a ragione. Una narrazione fluttuante, rapsodica, non sempre perspicua – si diceva, per lettori forti.
Michele Lupo

David Fauquemberg
Mal tiempo
Traduzione di Tatiana Moroni
Keller
Editore
Pagine 208
14 €
Jáchym Topol
L’officina del diavolo
Traduzione di Letizia Kostner
Zandonai Editore
Pagine 168
14 €