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Voi siete qui: Storia » Ammaliati dal Cammeo

4 Gennaio 2009

Ammaliati dal Cammeo

Fino al prossimo 11 gennaio Palazzo Te a Mantova ospita una sontuosa esposizione organizzata attorno al Cammeo Gonzaga. Un allestimento particolarmente ben curato in cui predomina il colore nero, eleganti luci soffuse e una disposizione dei pezzi studiata in ogni dettaglio danno come risultato l’illusione di muoversi all’interno di una gioielleria. E in effetti in mostra sono esposti veri e propri gioielli, custoditi in teche inserite in scenografiche strutture a forma di cubo. Soprattutto il pubblico femminile procede di vetrina in vetrina con l’occhio ben allenato a esaminare gioie, pendagli, anelli e altri tesori in cui le dimensioni sono inversamente proporzionali alla preziosità. Tra i primi capolavori spiccano il cosiddetto dittico Queriniano e il ritratto di Elisabetta Gonzaga, superba opera di Raffaello.

Accanto al dipinto viene esposto il monile a forma di scorpione che campeggia al centro della fronte della nobildonna, figlia di Federico II di Mantova e nuora dell’altro grande Federico, il duca di Urbino, avendone sposato il figlio Guidobaldo. Abituati gli occhi a un simile capolavoro, non ci si stanca di ammirare i pezzi della collezione di Paolo II Barbo, anche se sarebbe stata utile una lente per apprezzare i particolari dei cammei più piccoli.

Tra i preferiti di chi scrive c’è senza dubbio quello con la scena raffigurante Giuseppe e i suoi fratelli, datato attorno al 1240, con iscrizione in ebraico. Il tema sacro è preso dalla Genesi e la celebre veste colorata del figlio prediletto di Giacobbe viene resa in colore scuro, utilizzando un altro strato della sardonica, composta in tutto da cinque strati.

Non confondiamoci quando arriviamo davanti al primo cammeo gigante con i Ritratti iugati di Tolomeo II Filadelfo e di Arsinoe II: questo viene da Vienna. Realizzato in sardonica indiana a ben 17 strati, colpisce per la dimensione. Anche chi l’ha già visto in fotografia non può far a meno di meravigliarsi. Da Firenze viene invece un’altra sardonica a tre strati, impreziosita da oro e rubini, raffigurante un busto di principessa o imperatrice rappresentata come Giunone, datato alla prima metà del I secolo d.C. (si noti il piccolo cammeo sul suo busto: un cammeo nel cammeo).

Poco più avanti è venuto il momento tanto atteso e si svela finalmente il protagonista assoluto della mostra, il grande Cammeo Gonzaga. È sistemato in fondo alla sala perché lo si raggiunga in un crescendo di preziosità e l’effetto, va detto, può dirsi senza dubbio riuscito.

Il gioiello, eccezionalmente prestato dal Museo di San Pietroburgo, è ancora più grande e in rilievo del “cugino” di Vienna, anche se la sua sardonica è composta soltanto da tre strati. L’interpretazione della coppia raffigurata ha subito un’evoluzione molto significativa: nel Rinascimento, infatti, vi si vedeva Augusto e Livia; mentre nel Barocco Alessandro e Olimpiade.

Soltanto in seguito alla campagna di Bonaparte in Egitto (a cui è dedicata una straordinaria mostra in corso all’Institute du Monde Arabe di Parigi) viene proposta la coppia Tolomeo e Arsinoe. Altrettanto interessanti sono le vicende in cui il cammeo è stato coinvolto e le sue peregrinazioni per tutta Europa sono più intriganti del più appassionante romanzo storico.

Re, marchesi, imperatori, artisti, archeologi e storici; Isabella d’Este, Napoleone, Giuseppina e lo zar Alessandro, Rubens, Vincenzo I Gonzaga e Giulio Romano, Ennio Quirino Visconti. Bastano i nomi di questi personaggi – tutti in qualche modo coinvolti nella vicenda del Cammeo – per dare un senso di vertigine, la cui unica cura è la contemplazione di quel capolavoro dell’arte ellenistica che tra pochi giorni tornerà in Russia.
Saul Stucchi

Il Cammeo Gonzaga
Arti preziose alla Corte di Mantova

Fruttiere di Palazzo Te
Viale Te 13
Mantova

Fino all’11 gennaio 2009

Modalità di visita: la visita della mostra è regolamentata da un sistema di fasce orarie con ingressi programmati. La prenotazione è obbligatoria per i gruppi e consigliata per i singoli.

Il biglietto di ingresso consente la visita gratuita anche del Museo diocesano Francesco Gonzaga (Piazza Virgiliana, 55; lunedì: 15-17.30, martedì – domenica: 9.30-12, 15-17.30) e del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano (Largo XXIV Maggio, 12; lunedì: 13-18, martedì – domenica: 9-18).

Orari: lunedì 13.00-18.00; da martedì a domenica 9.00-18.00. La biglietteria chiude alle 17.30.
Biglietto: intero 10.00 €; ridotto 8,00 €
Prenotazioni: tel. 199.199111

Didascalie:

  • Raffaello
    Ritratto di Elisabetta Gonzaga
    1500-1506
    Olio su tavola
    52,5 x 37,3 cm
    Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Cammeo Gonzaga: ritratto della coppia Tolomeo II Filadelfo e Arsinoe II
    Alessandria, III secolo a.C.
    Sardonica a tre strati, argento
    157 x 118 mm
    San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage
  • Bottega ellenistica
    Ritratti iugati di Tolomeo II Filadelfo e di Arsinoe II
    278-270/69 a.C.
    Sardonica indiana a diciassette strati, oro e smalto
    115 x 113 mm
    Vienna, Kunsthistorisches Museum, Antikensammlung
  • Peter Paul Rubens
    Coppia imperiale (Agrippina e Germanico)
    1614 circa
    Olio su tavola
    66,4 x 57 cm
    Washington, National Gallery of Art
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