
“Ora vi spiegherò tutto, Signori della Corte… Mi vedo davanti innumerevoli orbite di occhi, linee circolari di mani appoggiate alle ginocchia, di piedi nudi posati sulla pietra, di pupille fisse da cui sgorga lo sguardo, di bocche chiuse dove il silenzio sta maturando il giudizio. Mi vedo davanti delle assisi di pietra. Ho ucciso quell’uomo con un coltello, in una vasca da bagno, con l’aiuto di quel poveraccio del mio amante che non riusciva nemmeno a tenergli fermi i piedi”.
Così inizia il breve racconto Clitennestra o del crimine di Marguerite Yourcenar (pubblicato nella raccolta Fuochi). Il prossimo 10 marzo Marina Biondi interpreterà il personaggio della moglie tradita e assassina sul palcoscenico del Teatro Ruggeri di Guastalla (Reggio Emilia) in uno spettacolo diretto da Igor Mattei.

Note di regia
“Due sono le parole chiave di questa storia, sia essa narrata da Eschilo sia essa narrata dalla Yourcenar: “ATTESA” e “RITORNO”. D’attesa si parla infatti in tutta la vicenda che riguarda i protagonisti di questa tragedia: attesa da parte di Clitennestra che la guerra cessi e riconduca a casa un re, un marito ormai lontano da anni, un uomo che ha sacrificato una figlia per propiziarsi gli dei. E di ritorno: ritorno di Agamennone alla sua casa e alla sua famiglia, e soprattutto in questa versione novecentesca del mito, ritorno dentro l’anima di una donna malata d’amore di un pensiero fisso, di un’ossessione amorosa che soltanto con l’uccisione della creatura amata sembra possa avere fine, e che invece su tutto trionfa e che travolge, come un’immensa onda, qualsiasi barriera, anche quella della morte. Si può dunque dire che tutto abbia inizio in un prima, nell’attesa, e che tutto si compirà con un ritorno, con il “suo” ritorno, con il ritorno di Agamennone.
Nell’allestimento scenico di questo monologo, scritto 1935 da M. Yourcenar, ho voluto mantenere le due indicazioni che l’autrice ci suggerisce, cercando però di trasferirle su un piano più psicologico e simbolico. Ho immaginato che tutto il monologo avvenga non in un vero tribunale ma nella solitudine di una stanza (quella dove s’è consumata l’ultima cena prima del misfatto e dove il suo pensiero si è bloccato per sempre) dove Clitennestra inscena, forse per esorcizzarlo, un processo a se stessa, che diventa via via deposizione, confessione sussurrata, ricordo rivissuto, autodifesa, viaggio a ritroso nei ricordi, dichiarazione d’amore assoluto ed infine rito di passaggio e metafora del tempo del lutto, di quel tempo vuoto e sospeso che intercorre tra la separazione dal legame fisico con la persona amata (che si è sottratta contro la nostra volontà al nostro desiderio) e il distacco ben più difficile, in questo caso impossibile, dal legame interiore con la sua ombra, col suo fantasma”. (Igor Mattei)
CLITENNESTRA
di Marguerite Yourcenar
Con: Marina Biondi
Regia: Igor Mattei
Scene: Giacomo Tringali
Costumi: Cristina Da Rold
Disegno luci: Flavio Paragona
10 marzo 2012 ore 20.30
Teatro Ruggero Ruggeri
Piazza Garibaldi 1
Guastalla (RE)
Tel. 0522.839757