Nelle due ore e mezza dello spettacolo non viene mai pronunciato il nome Libano. Eppure è quello il paese che fa da sfondo alla storia di Incendi, in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano fino al 25 ottobre. È opera di Wajdi Mouawad, nato nel 1968 nel Paese dei Cedri, da cui è scappato allo scoppio della guerra civile, alla volta prima di Parigi e poi del Canada. Il regista Guido De Monticelli ne ha tratto uno spettacolo con luci e ombre, non privo di pecche (a mio modesto giudizio, s’intende), ma comunque meritevole di essere visto e soprattutto emozionante.
Protagoniste sono le donne della famiglia Marwan, impantanate nella collera da troppo tempo. L’ultima discendente è Jeanne che si ritrova col fratello gemello Simon a dover fare i conti con le estreme volontà espresse dalla madre Nawal nel proprio testamento. Provocano nei figli reazioni contrastanti ma mettono in moto una ricerca che li porterà lontanissimo, dal Canada al Vicino Oriente, dal presente al passato, da una situazione di pace e benessere a un intricatissimo dedalo di sofferenze e amare scoperte.
È stata la nonna a insistere con Nawal perché diventasse indipendente, imparando a leggere, a scrivere e a contare. E lei ne ha inciso il nome sulla tomba, la prima del cimitero a portare un’inscrizione, segno evidente di emancipazione e acculturazione. Ma può la cultura sconfiggere la violenza cieca e imporsi sulla barbarie? Chissà. Di certo prima bisogna spezzare la catena di vendette che insanguina da tempo immemorabile la regione: di rabbia in rabbia, di stupro in omicidio si risale all’origine del mondo. Nawal deve recidere il cordone ombelicale che la lega a quella tradizione di morte.
Un frammento di cavalcavia stradale identifica i due livelli su cui si sviluppa la vicenda e insieme rappresenta la duplicità tra il mondo ctonio, sotterraneo, e quello alla luce del sole. Come nei miti mediterranei legati all’agricoltura (a proposito: l’avete vista la spettacolare mostra Mito e natura a Palazzo Reale? No?! Male!), vita morte rinascita sono indissolubili. E come Demetra e Kore della mitologia greca, Nawal e sua figlia Jeanne non sono (quasi) mai allo stesso livello.
“29 lettere: le tue cartucce, le tue munizioni” dice Nawal all’amica Sawda, riferendosi alle lettere dell’alfabeto arabo, per spingerla a intraprendere la strada dell’autodeterminazione e Sawda rimane subito affascinata dal potere della cultura: “Una parola e tutto s’illumina”, esclama ingenuamente. Non passerà molto tempo che metterà in dubbio la forza delle parole contro quella delle armi. Una generazione dopo Jeanne andrà in cerca dell’altro fratello di cui parla la madre nel testamento, prima incuriosita e poi presa dalla paura. Di cosa? Di scoprire. Ma non si fermerà e la verità verrà riportata alla luce e torcerà le budella…
Se nella prima parte la macchina impiega un po’ di tempo per arrivare a pieni giri, soprattutto per via della complessità dell’intreccio, nella seconda l’aspetto emozionale prende il sopravvento, a volte fin troppo facilmente. Qualche dialogo pare didascalico e il ricorso ai brani musicali suscita almeno un dubbio, ma gli attori sono ben affiatati tra loro e la storia non può non colpire al cuore per la drammaticità che evoca, vero e proprio atto d’accusa nei confronti di una società che si è macellata in una guerra civile indicibilmente feroce. Come quella tra Eteocle e Polinice, figli di Edipo.
Saul Stucchi
Foto di Daniele Zedda
Piccolo Teatro Grassi
Dal 20 al 25 ottobre 2015
INCENDI
di Wajdi Mouawad
traduzione Caterina Gozzi
regia Guido De Monticelli
scene Fausto Dappiè, musiche Alessandro Olla, video Francesco Deiana
costumi Stefania Grilli, disegno luci Loïc François Hamelin
assistente alla regia Rosalba Ziccheddu
con Maria Grazia Bodio, Lia Careddu, Agnese Fois, Corrado Giannetti, Paolo Meloni, Marta Proietti Orzella, Cesare Saliu, Giorgia Senesi, Marco Spiga, Maria Grazia Sughi, Leonardo Tomasi, Luigi Tontoranelli
produzione Sardegna Teatro
Orari: martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16
Biglietti: platea intero 25 €; ridotto 20 €; balconata intero 22 €, ridotto 17 €
Informazioni e prenotazioni: tel. 848.800.304