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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Al Piccolo Teatro Moni Ovadia canta l’ateismo. Grazie a Dio

22 Settembre 2015

Al Piccolo Teatro Moni Ovadia canta l’ateismo. Grazie a Dio

Potenza dei bagliori! Delle folgorazioni, che siano sulla via di Damasco o in una strada di New York, non importa: quando colpiscono, lasciano il segno. Da una che l’ha centrato nella Grande Mela, Moni Ovadia ha tratto ispirazione per un viaggio nel mondo in gran parte scomparso del Khassidismo, annientato dalla barbarie nazista. Stava entrando in un importante e imponente centro ebraico quando ha visto il nome del teologo cattolico Pierre Teilhard de Chardin in calce a una citazione che recita:

“Noi esseri umani non siamo degli esseri materiali che fanno un’esperienza spirituale.
Noi siamo degli esseri spirituali che fanno un’esperienza materiale”.

il manifesto dello spettacoloE Ovadia è partito da lì per andare alla ricerca di un mondo materialmente poverissimo, ma spiritualmente assai ricco, lo stesso che Marc Chagall ha dipinto nelle sue tele, trasformato in una fantasmagoria di colori da grigio che era, proprio per rivelarne la ricchezza interiore. Quella che di primo acchito gli era parsa un’affermazione assurda, si è mutata prima in tarlo e poi in verità accettata con convinzione. IL REGISTRO DEI PECCATI è il viaggio in tre tappe che ora porta al Piccolo Teatro Grassi di Milano (fino al 27 settembre), un omaggio alla cultura khassidica, dalla narrazione all’umorismo, passando per il capitolo centrale del canto.

A Moni è particolarmente caro il tema dell’esilio, in cui vede il vero destino del popolo ebraico, straniero nella “sua” terra che in realtà appartiene a Dio. L’esilio è la condizione aurea dell’essere umano debole e nel millenario dibattito tra partigiani della Terra (Promessa) e della Parola, prende apertamente posizione a favore di questi ultimi. Lo fa laicamente, da quel guitto agnostico che confessa pubblicamente di essere.

E la giustizia sociale è un altro tema che gli sta a cuore, lo stesso che fa infuriare l’Altissimo secondo la narrazione del profeta Isaia:

Smettete di presentare offerte inutili,
l’incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee sacre,
non posso sopportare delitto e solennità.

Ecco: dall’alto dei cieli arriva la censura più severa contro la religione! Il Benedetto detesta gli olocausti di montoni e il sangue di tori e capretti. Ama invece le storie. Per sentirsele raccontare ha creato l’uomo che un tempo sapeva cantare e ora si perde nella stupida imitazione di imitatori che imitano imitatori. E invece il canto è il propellente della creazione. Come nelle opere scultoree di Pinuccio Sciola che a San Sperate, in Sardegna, fa letteralmente cantare le pietre. O come nei concerti della suora libanese Marie Keyrouz.

Il momento più intenso dello spettacolo è il canto per i defunti caduti di morte violenta, El male rachamim. Da brividi. Ma Moni è bravo nel cambio immediato di registro che lo porta alla terza e ultima tappa del viaggio. Del resto l’umorismo è il core-business della ditta, quello che gli permette di “campare la famiglia”. Così di storiella in storiella passa da Isacco (che andrebbe tradotto in “Riderà”) ad Albert Enstein, senza fare sconti a nessuno, Gesù e Suo Padre compresi, tessendo l’elogio del pensiero paradossale che preferisce l’accomodante ET – ET al rigido AUT – AUT.

E le ultime parole sono in lode dell’ateismo perché, come diceva Rabbi Mosche Lob: “Anch’esso ha la sua elevazione nell’atto di pietà. Poiché quando uno viene da te e ti chiede aiuto, allora tu non devi piamente raccomandargli abbi fiducia e rivolgi la tua pena a Dio, ma devi agire come se non ci fosse Dio, come se in tutto il mondo ci fosse uno solo che può aiutare quell’uomo, tu solo”. Grazie a Dio che esistono gli atei!
Saul Stucchi

IL REGISTRO DEI PECCATI
Rapsodia lieve per racconti, melopee, narrazioni e storielle
recital-reading sul mondo khassidico ideato e interpretato da Moni Ovadia

Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello 2
dal 22 al 27 settembre 2015

Orari: martedì, giovedì e sabato 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16.00
Durata 110 minuti
Biglietti: platea 33 €, balconata 26 €
Informazioni e prenotazioni: tel. 848800304
www.piccoloteatro.org

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