Una piccola mostra in un grande museo. Così potremmo riassumere l’esposizione Les Fugitifs, raccolta in un’unica sala del Grand Curtius di Liegi, in Belgio. Rimarrà aperta fino al prossimo 27 ottobre e può essere un pretesto per visitare le mostre temporanee legate alla Triennale Internazionale Reciprocity Design Liège (ne parleremo a brevissimo) o viceversa: nel vero senso del termine “Reciprocità”.
In fondo rimaniamo in tema, se ben consideriamo il destino di ritrovarsi in pericolo nel proprio paese e dunque di diventare fuggitivi, fuggiaschi, profughi o, come oggi si tende a dire quasi a smorzarne la portata drammatica “migranti”, che ha accomunato infinite generazioni di esseri umani.
Dei quattro evangelisti solo Matteo racconta la fuga in Egitto della Famiglia di Nazareth, esattamente nei passi 2, 13-23: dall’apparizione dell’angelo a Giuseppe col messaggio di trovare rifugio in Egitto, alla sua seconda apparizione per comunicare il via libera per il ritorno, dopo la morte di Erode che però aveva fatto in tempo a ordinare la strage degli innocenti. E tutti questi temi sono rappresentati nelle opere selezionate: tavole, a cominciare da quella dipinta da un seguace di Joachim Patinir, tele, una statuetta in marmo di Carrara (datata alla metà del XIV secolo), un frammento di retablo ligneo del XVI e manufatti come un vaso in cristallo del XX secolo e una terracotta della fine dell’Ottocento.
Ma c’è anche un’opera contemporanea: l’olio su tela di Yves Gobart intitolato Home Sweet Home. Provocatoriamente, perché raffigura una tenda di fortuna allestita in una foresta. Sotto l’opera c’è invece una teca con della sabbia rossa a richiamare il deserto. Inspiegabilmente manca però l’opera che gli organizzatori hanno scelto come “immagine copertina”: qui sopra ne vedete un particolare.
La scena più intensa è comunque quella dipinta dal belga Eugène Laermans nel 1903, intitolata significativamente Gli intrusi. Impossibile rimanere indifferenti di fronte all’evidente sofferenza provata dalla famiglia che attraversa un villaggio lungo una stradina parallela al fiume, con gli sguardi tristi e spaventati rivolti indietro, mentre gli abitanti si riuniscono fuori da un uscio, solidali tra loro ma distanti dagli “stranieri”.
La Sacra Famiglia in fuga quasi non si nota, relegata nell’angolo in alto a sinistra, nella tela di Auguste Donnay (1905-11), in cui il primo piano è occupato da una tenuta in collina, circondata da campi.
Se per rientrare in Italia si deve passare per Bruxelles, allora consigliamo di visitare il Museo dei Maestri Antichi, parte dei Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, alla ricerca di opere in tema, come la Fuga in Egitto di Guido Reni e il Riposo durante la fuga in Egitto di un altro anonimo seguace di Patinir. Un tema classico, ma sempre attuale. Ormai da millenni.
Saul Stucchi
LES FUGITIFS
La fuite en Égypte
Fino al 27 ottobre 2015
Le Grand Curtius
Orari: dal lunedì alla domenica 10.00 – 18.00
Chiuso il martedì
Féronstrée 186
Liegi (Belgio)
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