La buona notizia è che il mondo è dei giovani. La brutta è che non devono aspettarsi granché: quello che erediteranno è un mondo ai limiti del collasso, snaturato e pervaso dalla follia. Qualche ora prima di assistere alla rappresentazione di Piccoli pezzi poco complessi della neonata compagnia inBalìa (lo spettacolo è in scena al CRT Salone di Milano fino al prossimo 13 febbraio) ho avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con il giovane regista Alberto Oliva che ha cercato di trasmettermi un po’ del suo ottimismo.
Almeno per quanto riguarda il mondo del teatro, la nuova generazione (ancora under “trenta”), può contare su talento, voglia di fare e una più che discreta esperienza alle spalle. Ripensavo alle sue parole mentre mi godevo quest’originale omaggio alle Particelle elementari di Houellebecq, uno spettacolo intenso e toccante, anzi a tratti fastidiosamente urticante. Mi riferisco ai temi trattati: pedofilia, clonazione, solitudine e psicanalisi, per citarne solo alcuni, perché gli attori hanno dato il meglio di sé, meritandosi l’applauso del pubblico.
A muoversi sul palcoscenico, “nuotando” nello spazio dentro e fuori i due grandi cubi che costituiscono la scenografia ci sono, accanto a Lucia Mascino, Marco Cacciola e Francesco Villano, registi dello spettacolo. I due attori hanno voluto cimentarsi nella regia come atto di responsabilità – naturalmente verso se stessi – e come prova di maturità. Possiamo affermare che l’hanno superata brillantemente.
Quello a cui lo spettatore assiste è l’incessante avvicinamento e allontanamento tra particelle che non riescono a toccarsi, insensibili l’una alle altre, incapaci di comunicare realmente ed efficacemente paure e desideri che le fanno pulsare. Bruno e Michele sono “solo” fratelli, ovvero condividono unicamente il fatto biologico di essere figli della stessa madre e una parte di memoria, ma sono diversissimi tra loro, appunto come lo sono i fratelli. Uno è un ricercatore scientifico, l’altro un disoccupato tormentato dal tarlo del sesso.
Tra di loro si muove Susan, una donna alla disperata ricerca di un figlio, per avere il quale è disposta a tutto. I temi della paternità/maternità, del futuro, dei progressi della scienza che corrono rapidissimi ormai svincolati dai lacci dell’etica, sono birilli contro i quali cozzano le particelle elementari dei protagonisti. Il finale ovviamente non ve lo racconto. Posso solo dire che a me ha ricordato la scena del bacio nella leggenda del Grande Inquisitore, parte centrale dei Fratelli Karamazov di Dostoevskij.
Saul Stucchi
PICCOLI PEZZI poco complessi
un omaggio a Michel Houellebecq e a “Le Particelle Elementari”
Autore Magdalena Barile
regia Marco Cacciola e Francesco Villano
con Marco Cacciola, Lucia Mascino, Francesco Villano
coreografia Lara Guidetti
scene e costumi Petra Trombini
luci Luigi Biondi
CRT Salone
Via Ulisse Dini 7
Milano
tram 3, 15 autobus 79 MM2 (Abbiategrasso, uscita via Palanti)
Informazioni e prenotazioni
tel. 02.89011644
www.teatrocrt.it
Orari: dal martedì al giovedì 21.00; venerdì 21.30; sabato 19.30; domenica 16.00
Biglietto: intero 15 €; ridotto 10 €