
Avete riposato bene questa notte? E se qualcuno, al vostro risveglio, vi svelasse che avete dormito per un tempo lunghissimo (diciamo ventinove anni), come reagireste? Provate a immaginarlo, a pensare all’abisso di giorni, settimane, mesi e anni che si è scavato tra il voi di prima e il voi di adesso, un abisso che vi sembrerebbe sulle prime breve come una sola notte e che invece ha rubato buona parte della vostra vita.
Al Teatro Binario 7 di Monza ha fatto tappa, il primo weekend di febbraio, lo spettacolo Una specie di Alaska di Harold Pinter, per la regia di Valerio Binasco. La storia, ispirata al libro Risvegli del celebre neuropsichiatra Oliver Sacks, ha per protagonista Deborah, una quarantaquattrenne affetta da encephalitis letargica che si crede ancora ragazzina. La impersona sul palco Sara Bertelà che l’anno scorso ha ricevuto il Premio Le Maschere del Teatro Italiano come “Miglior Attrice Protagonista”.
Un giorno, senza apparente motivo, Deborah è caduta all’improvviso “in letargo” e soltanto ventinove anni dopo un’iniezione di dopamina l’ha riportata allo stato cosciente. Non l’ha riportata in vita, perché la sua vita non si è mai interrotta in tutto quel lungo lasso di tempo e il suo corpo è cambiato. L’attrice è brava nel rendere il persistente stato di infantilità di Deborah che pure viene scosso sempre più fortemente dalle informazioni che riceve.

Il dottore che le ha somministrato il farmaco (interpretato da Nicola Pannelli) risponde con tatto e dolcezza al suo comprensibile stupore: “no, non sei morta”.
Non è morta e dunque non è resuscitata. E nemmeno ha realmente dormito, né ricorda di aver mai sognato. È caduta in uno stato di incoscienza che l’ha lasciata ai margini della storia, non tanto (o soltanto) quella con la S maiuscola (“è finita la guerra in Vietnam?” si preoccupa di sapere, senza però mostrare curiosità verso quelle – infinite – che ne hanno preso il posto), quanto della sua personale.
[codice-adsense-float]L’incontro con la sorella minore Pauline, di cui Orietta Notari sottolinea i tratti di amorevole pazienza fatta di un’eroica resistenza contro la tentazione di abbandonare Deborah alla sua notte senza sonno, alza il livello del dramma.
Finché a parlare è stato lo sconosciuto dottore, Deborah ha potuto conservare l’illusione di essere una ragazzina, ma la donna matura che ora le siede accanto è un fantasma venuto a dirle che il suo presente è ormai passato.
Per sempre. Il suo racconto ha l’effetto di una doccia gelata che riporta alla realtà: l’orologio è rimasto fermo per ventinove anni, ma il calendario ha continuato a perdere giorni, senza avere la cortesia di aspettarla. In un secondo la fiera proposizione “ho tutta la vita davanti a me” precipita nell’angosciosa domanda “ho tutta la vita davanti a me?”.
Come i sette dormienti di Efeso, scampati alla persecuzione grazie a un sonno di due secoli, Deborah ha avuto la fortuna di risvegliarsi. Ma solo per scoprire che il suo mondo è scomparso.
La stagione del Teatro Binario 7 proseguirà con lo spettacolo La lettera, in cartellone l’8 e il 9 febbraio. Ideato da Paolo Nani e Nullo Facchini, vede il primo in scena e il secondo alla regia.
Saul Stucchi
1 e 2 febbraio 2014
UNA SPECIE DI ALASKA
di Harold Pinter
regia di Valerio Binasco
con: Sara Bertelà, Orietta Notari, Nicola Pannelli
allestimento scenico: Nicolas Bovay
costumi: Catia Castellani
Teatro Binario 7
via Filippo Turati 8
Monza
Biglietti: intero € 18 – ridotto €15
Info e prenotazioni:
Tel. 039.2027002
www.teatrobinario7.it