Ultimi giorni per ammirare nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, la pala d’altare con l’Adorazione dei Magi, dipinta da Pietro Cristoforo Vannucci, meglio noto come il Perugino.
Da Perugia a Milano
Si tratta dell’undicesima edizione dell’appuntamento natalizio con l’arte, reso possibile quest’anno dal prestito concesso dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, diretta da Marco Pierini che ha curato l’esposizione. La piccola mostra, organizzata da Civita e promossa dal Comune di Milano e Intesa Sanpaolo con il sostegno di Rinascente, chiuderà i battenti il 13 gennaio 2019.

La grande tavola fu realizzata dall’artista umbro intorno al 1473/1475, quando aveva circa 25 anni. Nel 1827 lo storico dell’arte tedesco, nonché scrittore e disegnatore, Karl Friedrich von Rumohr riconobbe per la prima volta nel giovane in berretta rossa all’estrema sinistra della composizione un autoritratto del Perugino.
E lo confrontò con quello dipinto nella Sala delle Udienze nel Collegio del Cambio a Perugia che mostra l’artista al culmine della carriera. Il volto è appesantito dagli anni e decisamente più in carne, come dimostra il doppio mento. Ma la capigliatura rimane folta e ancora compare sulla pelle lo sfogo a forma di farfalla, sintomo probabilmente di un lupus eritematoso sistemico (ma il Dottor House direbbe: “Non è mai lupus!”).
I tre Re Magi
Una ventina di anni fa Laura Teza ha individuato in Gaspare, il re mago più anziano (quello inginocchiato al centro della composizione, davanti a Maria che tiene Gesù bambino), Malatesta Baglioni, “cripto-signore” di Perugia. Nel Baldassarre in piedi sopra di lui andrebbe riconosciuto Braccio, alla guida della casata dei Baglioni quando l’opera fu dipinta, mentre il giovane Melchiorre a sinistra sarebbe Grifone, figlio e successore di Braccio.
Nel saggio pubblicato nel catalogo della mostra, edito da Silvana, Pierini sottolinea l’impronta fiorentina riscontrabile sia nelle figure che nel paesaggio, prova della vicinanza temporale con il periodo di formazione presso la bottega di Andrea Verrocchio. Da lì uscirono altri talenti di primissimo piano, dal sommo Leonardo a Sandro Botticelli, da Domenico Ghirlandaio a Lorenzo di Credi. Scrive Pierini:
I due autoritratti, distanti un quarto di secolo, segnano l’uno la prima affermazione autonoma di Pietro Perugino, che fino alla grande tavola dei Magi non aveva ancora ricevuto una commessa così prestigiosa, l’altro la pubblica consacrazione nella sua patria elettiva. Perugino sembra esserne pienamente consapevole. Prima si introduce in punta di piedi nella narrazione fiabesca dell’adorazione, poi suggella con la propria effigie l’impresa del Cambio.
Come sempre, l’ingresso alla mostra è gratuito. Può capitare però di dover attendere in coda qualche minuto, dato che l’accesso alla Sala Alessi è contingentato.
Finirà invece il prossimo 6 gennaio l’esposizione allestita all’Emeroteca di via Cimarosa nel Municipio 7 del capoluogo lombardo. Qui si può ammirare la “Madonna con Bambino” di Carlo Francesco Nuvolone, prestata dalla Pinacoteca del Castello Sforzesco.
Saul Stucchi
Didascalia:
Pietro Vannucci, detto Perugino
Adorazione dei Magi (circa 1473)
Olio su tavola, 242 x 180 cm
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
L’Adorazione dei Magi
Fino al 13 gennaio 2019
Palazzo Marino, Sala Alessi
Piazza della Scala 2
Milano
Orari: tutti i giorni 9.30 – 20.00 (ultimo ingresso 19.30)
Giovedì 9.30 – 22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Ingresso libero