Costruita nel ‘600 ma rivista nel ‘700 dall’architetto Giovanni Ruggeri, Villa Arconati (Bollate, MI) accoglie ancora oggi ospiti e visitatori. Fino al 22 aprile, in questa sede, considerata una delle Ville di Delizia che caratterizza il territorio milanese, artigiani, vivaisti e florovivaisti esibiranno e metteranno in vendita a prezzi speciali i propri lavori: mobili, accessori e complementi per il giardino.
In un’incantevole ambiente architettonico e artistico, contraddistinto da un giardino alla francese, dalla presenza esterna di sculture felinomorfe e da larghi spazi interni, arricchiti con affreschi non ancora restaurati, sarà possibile assistere anche ad alcune dimostrazioni dal vivo. Per esempio, è concesso al pubblico scoprire i segreti della lavorazione dell’argilla per meglio realizzare un vaso o una scultura, (a cura di Nicole Grammi – La Grufa), oppure si potranno osservare alcune fasi del restauro dei mobili (a cura di Franco Montalto, Restauri d’arte antica) e i piccoli passi che conducono alla lavorazione di un mobile fatto a mano (a cura di Pattarozzi Marino). In questi ambienti settecenteschi dove si mostra un ampio scalone principale d’epoca, la Sala di Fetonte con gli affreschi dei fratelli Galliari, s’incontrano artigiani come Monica Gray che espone borse fatte a mano con immagini floreali, di stile antico o come Lucia Circo che realizza composizioni con rami, foglie e fiori seguendo i principi di un’antica arte tradizionale giapponese, tutta da scoprire.

Questo evento, promosso dall’Associazione culturale e artistica Iperbole con il supporto organizzativo di Eventi Doc. di Myriam Vallegra, si pone all’interno di un’importante manifestazione, “La settimana delle Groane”, che registra ogni anno quarantamila visitatori nei Beni culturali dell’area nord di Milano e come evento Fuori dal Salone del Mobile.
Il più grande sostenitore di Villa Arconati fu Galeazzo Arconati Visconti, noto collezionista che custodiva tra i suoi beni Il Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci, le sculture dal mausoleo di Gaston de Foix e la statua romana di Pompeo Magno. Questa villa fu considerata fin dall’epoca meta degna d’essere ammirata, tanto che ne trassero ispirazioni anche molti letterati. Carlo Goldoni, per esempio disse della Villa: «Se io dovessi descrivere le bellezze del Castellazzo cose avrei a scrivere degne di meraviglia». Goldoni dedicò l’opera La putta onorata al conte Giuseppe Antonio Arconati Visconti (1698-1763). Il conte e il commediografo s’incontrarono realmente nell’estate del 1750 nella Villa del Castellazzo.
Valentina Cavera
Villa Arconati
Via Fametta 1
Località Castellazzo
Bollate (MI)
Informazioni:
cell. 3474009542, 3298989533
www.villaarconati.it
Fino al 22 aprile 2012