
Tra i vari spettacoli presentati all’interno di UOVO, Performing Arts Festival, il festival internazionale che si muove nel territorio del contemporaneo, mostrando le ultime tendenze dello spettacolo dal vivo, dopo quattordici anni dal debutto, è andato in scena in prima italiana (senza titolo) (2000), l’ultimo lavoro per la scena di Tino Sehgal (1976, Londra), Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2013; artista britannico-tedesco dal grande carisma è stato chiamato, nel corso della sua carriera, dalle più importanti istituzioni, come il Guggenheim Museum, la Tate Modern, il Centre Pompidou, il MoMA.
Attraverso l’interpretazione del danzatore americano Frank Willens, lo spettatore ha avuto la possibilità di entrare in contatto con il pensiero dell’artista, potendo così vivere il periodo di transizione che ha condotto la ricerca di Sehgal dalla coreografia alle arti visive. Osservando il danzatore all’interno dello spazio teatrale, privo di sonorità, si è avuta l’impressione di assistere ad una specie di mostra d’arte in cui riflettere sulla danza e la sua evoluzione lungo il ventesimo secolo. Solo poche parole da parte del danzatore riportano al reale, concedendo alla parola un potere lirico e di relazione.
La nudità del corpo del ballerino spinge lo spettatore ad immergersi immediatamente nella trama dello spettacolo senza dover superare alcun limite: libertà d’essere, paura dell’oggi, del domani, ricordi, urgenza di vita, ricerca, soliloqui silenziosi si traducono in passi di danza, camminate, espressioni, bellezza, sino al termine dell’evento, quando l’unico interprete arriva perfino a scherzare con il suo sesso, divertendo il pubblico.
Tino Sehgal quando descrive le sue opere, parla di “situazioni costruite”. Gli unici mezzi materici che utilizza per i suoi lavori sono la voce umana, il linguaggio, il movimento e l’interazione. Ciò che realizza sono coreografie, regolarmente eseguite in musei o gallerie d’arte; le sue opere non sono che situazioni costruite, nascenti in quel luogo di confine tra chi le osserva e chi le mette in atto.
Valentina Cavera
Tino Sehgal
Courtesy of Johnny Green and Tate Modern
Informazioni:
http://2014.uovoproject.it