Delicate apparizioni di corpi nudi e seminudi, avvolti da vesti orientali raffigurati su stampe, coinvolgono gli indiscreti e curiosi sguardi dei visitatori, in un percorso conoscitivo altamente erotico che caratterizza il periodo Edo, un periodo d’oro.
Preziosi Kimono maschili e femminili, in seta, lavorati con estrema cura e precisione, immagini intense, piccole storie disegnate su stampe xilografiche che risalgono all’epoca dei Tokugawa, che va dal 1603, via-via, fino al 1867, sono in mostra a Palazzo Reale di Milano fino al 31 gennaio.
Le immagini scottanti degli shunga che tradotte in italiano non sono che pitture della primavera, hanno tematiche pornografiche viste in un’ottica molto sottile e sofisticata completamente differente dallo stile occidentale, visibili in film o riviste, che invece è più volgare e sfrontato.

Gli shunga nacquero nel momento in cui un nuovo ceto borghese, denominato “chonin”, composto da mercanti, artigiani, medici, artisti e insegnanti, si fece strada nella società economica orientale in contrapposizione a quello restrittivo dominante della classe guerriera dei Samurai, inclini alla politica, figure centrali nel governo del paese.
Ai Chonin interessava inseguire il piacere, in tutte le sue vesti, dal teatro, al lusso, dalle feste agli incontri con donne abili nell’intrattenimento, anche sessuale. Infatti, alla fine de XIX secolo, a Tokyo, proprio a Yoshiwara, il quartiere a luci rosse, si potevano incontrare le Gheisha, le Yojo, ovvero semplici donne di piacere, le Oiran o cortigiane che venivano chiamate in tre modi diversi a causa del loro livello di conoscenze nella calligrafia, nella danza, e nelle arti femminili: o-mise, naka-mise, ko-mise.

Gli shunga potevano sia essere soltanto disegni in grado di sedurre, sia chiarimenti in immagine che accompagnavano testi erotici. Un delizioso mistero pervade le immagini rese quasi inviolabili; esso si mantiene acceso grazie a un oggetto che tiene sempre separati gli amanti da occhi indiscreti come reti, paraventi, o elementi della natura… proprio questa linea di confine che distanzia il mondo dal microcosmo erotico degli shunga crea una complicità ancora più eccitante tra lo spettatore e gli attimi di gioco e sessualità degli attori protagonisti delle storie orientali. Essi furono certamente centrali nella realizzazione di xilografie policrome della scuola Ukiyo-e; tra i più grandi artisti degli Ukiyo-e ricordiamo Koryusai, Moronobu, Utamaro. Questo periodo di xilografia si divide in tre periodi: primitivo classico e decadente. Il primitivo inizia nel 1673 con Hishikawa Moronobu che realizza le prime stampe; il secondo momento è rappresentato dal talentuoso Torii Kiyonaga che disegna tenendo conto dei dettami in atto nella forma classica rinascimentale del ‘500. Utamaro è invece a confine tra il periodo classico e il decadente. La morfologia erotica, nell’ultima fase dell’ Ukiyo-e, si fonde a un gusto innovativo con l’introduzione del paesaggio, grazie a Hokusai e Hiroshige.
Gli shunga oltre ad aver ispirato i contemporanei fumetti erotici giapponesi, i manga, influenzarono anche molti artisti, come Van Gogh e Klimt, nell’uso dei colori e nella psicologia delle forme.
Valentina Cavera
INFORMAZIONI
Palazzo Reale
Piazza del Duomo 12
Milano
Fino al 31 Gennaio 2010
Museo delle Culture
Lugano
Dal 16 Ottobre 2010 al 20 Marzo 2011
Informazioni:
tel. 02.54918
www.mostrashunga.it
Orari: lunedì 14.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30, gli altri giorni 9.30-19.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra.
Biglietto: intero € 8,00; ridotto € 6,00