Sarebbe forse più corretto dire “impressioni a caldissimo”, data la temperatura da fornace che si pativa nei padiglioni e soprattutto negli stand della Fiera del Libro che domenica 17 chiuderà i battenti a Torino. Colpa dei faretti incendiari che scaldano eccessivamente gli ambienti: in epoche di campagne di sensibilizzazione sul consumo intelligente dell’energia, andrebbe ripensata l’intera illuminazione della fiera, credo. Ma parliamo di libri e di incontri: i motivi per cui migliaia di persone convergono qui da tutta Italia (e non solo). Come sempre, di libri ce n’erano davvero tantissimi, di tutti i tipi, per tutti i gusti e tutte le tasche.
La qualità media della fattura mi è parsa sufficientemente buona, ma mi sento di citare almeno il caso dei volumi editi dalla casa editrice sarda Ilisso. Per prepararmi all’imminente viaggio nel sud dell’isola ho acquistato il saggio Fenici e Cartaginesi in Sardegna di Sabatino Moscati, a cura di Piero Bartoloni (indimenticato archeologo e fondatore del mensile Archeo il primo; del secondo così scrive Paolo Rumiz nel suo Annibale: “l’archeologo Piero Bartoloni è il governatore ombra di Sulkì, conquistata dai Cartaginesi nel 520 avanti Cristo. Regna incontrastato sui tremila anni di storia dell’isola (Sant’Antioco, ndr)”. Mi sono sorpreso nel leggere il prezzo di copertina: dalla qualità della carta avrei l’avevo immaginato ben al di sopra degli 11,00 euro che invece ho speso. Ho avuto la conferma che si possono (ancora) realizzare libri ben fatti, nei contenuti e nella forma.
L’archeologia era il tema del primo incontro a cui ho assistito, in mattinata.

I professori Paolo Gallo e Francesco Tiradritti, introdotti dal giornalista Maurizio Assalto, hanno parlato delle campagne di scavo a El Bahrein e sull’isola di Nelson il primo, a Luxor il secondo. Nonostante la premessa fosse che l’archeologia ha poco a che vedere con Indiana Jones e con gli annunci sensazionalistici che periodicamente promettono la riscrittura di interi capitoli della storia della civiltà, le scoperte dei due archeologi hanno interessato il pubblico in sala.
Ma ne parlerò più diffusamente in un prossimo articolo.
Magistrale è stata davvero, ma non nutrivo alcun dubbio in proposito, la lectio del professor Luciano Canfora sul cesarismo, uno dei suoi temi prediletti. Soffermandosi con la consueta acribia su numerose fonti, da Tucidide, a Mommsen, da Marx a Gramsci, da Teopompo a Simone Weil, il filologo ha ripercorso la storia e la storiografia del concetto di cesarismo, non rinunciando alla stoccata finale sul “caudillismo operettistico di cui siamo spettatori”.
Come è noto, l’Egitto è il paese ospite di questa edizione della Fiera.
E ho scelto l’incontro con due scrittori egiziani, Ibrahim Abd al-Magid e Khaled Al-Khamissi (del suo Taxi, edito da Il Sirente, potete leggere qui la recensione), come ultimo appuntamento della mia giornata al salone del libro. I due autori, differenti per luogo di nascita ed età anagrafica, hanno parlato del rispettivo approccio alla letteratura e del modo di raccontare il paese in cui vivono. A parte il caldo infernale, da deserto egiziano è il caso di dire, è valsa davvero la pena questa visita alla Fiera.
Saul Stucchi