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Voi siete qui: Teatro & Cinema » La Fine di Shavuoth

23 Dicembre 2008

La Fine di Shavuoth

Trovare un senso all’esistenza attraverso il teatro e la scrittura. Due artisti si incontrano e si scrutano: dialoghi in piena notte sulla vita e sul coraggio che ci vuole per viverla, due giovani che cercano nell’arte una via per comunicare inquietudini, amore e desideri. La fine di Shavuoth, per la regia di Cristina Pezzoli, va in scena al Teatro Litta di Milano dal 20 gennaio al 1° febbraio 2009. Dopo gli applausi di una ribalta nel ghetto ebraico di Praga, in una fredda notte d’autunno del 1911, Franz Kafka si ritrova stanco e assonnato nel vecchio Caffè-Teatro Savoy dove nell’inutile attesa di un’attrice, dialoga con l’inserviente e un giovane attore Jitzach Löwy. Un episodio della vita dello scrittore praghese tratto dai suoi Diari , cominciati a scrivere nel 1910. Nella piece i due ingannano il tempo chiacchierando di tutto e di niente, della vita e del coraggio che ci vuole per viverla, dell’amore e dei desideri. Le battute scivolano via leggere e importanti, come solo in una confessione notturna può accadere. Il loro ritmo incalzante ci dà l’immagine di un mondo povero di cose ma ricco ed affascinante di sensazioni e sogni. Nella conversazione che diventa gioco e confidenza, tra piccole bugie e grandi verità, affiorano nomi noti della cultura, della letteratura e della pittura degli inizi del ‘900. Insieme a L’odore assordante del bianco, Processo a Dio, Memorie del boia, La fine di Shavuoth fa parte di una raccolta di testi per la scena scritti da Stefano Massini tra il 2004 e il 2005: Una quadrilogia raccoglie infatti quattro storie che si ispirano alla vita di artisti e pittori realmente esistiti tra Ottocento e Novecento: il pittore Van Gogh, lo scrittore Honoré de Balzac, l’attrice Elga Firsch e lo scrittore praghese Franz Kafka.

“Il giovane Kafka dei ‘Diari’ è in visita al Café-Teatro Savoy, nel ghetto, dove ha appena visto una commedia di Abraham Goldfaden e si è poi addormentato con la testa su un tavolo del bar, in attesa di Maria Tschissik, la primattrice per la quale ha un debole, anche se non oserà mai consegnarle di persona il suo mazzetto di fiori. Ma tra i lumi a petrolio, in quel cimitero di bottiglie vuote, davanti a un sipario rosso, avrà un lungo dialogo con un attore polacco destinato a divenire famoso, Jitzach Löwy. Nella pièce, gravida d’amore per il teatro, i due arrivano quindi a conoscersi e a farsi conoscere, e mettono a confronto le diversità dei loro modi di essere o di non essere, trasformando in azione i ritmi di un dialogo in cui si parla della letteratura e della vita, del problema di scrivere ma anche di vivere, finché per la prima volta, ma con grazia, prima del finale scatta la conclusione a sorpresa cara al nostro drammaturgo, quella che, secondo le regole, il commentatore dovrebbe far intuire evitando però di scoprirne i dettagli: e qui peraltro, a ben vedere, il colpo di scena si limita a un ritrovarsi dei due ragazzi che parevano sull’orlo di perdersi e invece si rincontrano in due diversi sogni evocati da momenti infantili, bambini smarriti nel tempio o alla festa di Shavuoth.”
(Dall’Introduzione di Franco Quadri)

La fine di Shavuot
Quella notte del giovane Kafka in un teatro del ghetto di Praga

di Stefano Massini
regia Cristina Pezzoli
scene e costumi Giacomo Andrico
con Alvise Battain, Jacopo-Maria Bicocchi, Mattia Fabris
 
Teatro Litta
Corso Magenta 24
Milano

Repliche dal martedì al sabato alle 20.30; domenica 16.30; lunedì riposo
Biglietti: martedì, mercoledì,giovedì posto unico 12.00 €
Venerdì, sabato e domenica posto unico 18.00 €
Riduzioni 12.00/9.00 €

Info e prenotazioni: tel. 02.86454545
promozione@teatrolitta.it

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